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I vantaggi dell’automazione: produttività, costi e sostenibilità

I vantaggi dell’automazione: produttività, costi e sostenibilità
Foto @Ufficio stampa

Da qui nasce l’esigenza delle aziende di sviluppare e produrre macchinari ancor più complessi, destinati a ottimizzare i flussi di lavoro.

Naturalmente, è doveroso affidarsi a realtà con esperienza alle spalle per la progettazione meccanica, come Pulse Dynamics.

Quando è nata l’automazione?

Per comprendere al meglio i vantaggi dell’automazione, dobbiamo fare un piccolo passo indietro. L’automazione, del resto, è nata proprio con l’obiettivo di sostituire noi umani per quelle attività assolutamente ripetitive e noiose, se non nocive.

Alcuni esempi di automazione del passato? Il regolatore di velocità di James Watt o l’automazione del sistema just in time Toyota (risalente agli anni ’50).

Naturalmente, con il conseguente sviluppo dell’elettronica a partire dagli anni ’70 e con la nascita dell’Internet of Things, abbiamo assistito a una rivoluzione incredibile negli ultimi anni.

Molto di ciò che sembrava “fantascienza”, legato alla mente di geniali e creativi scrittori, è oggi realtà.

L’aumento della produttività con l’automazione industriale

Uno dei principali motivi per cui si propende per l’automazione industriale è la possibilità di ottimizzare il flusso di lavoro: la produttività. Pensiamo ai mezzi di movimentazione automatici, che sono in grado di lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Una realtà impensabile per noi umani, ma non per le macchine, che sono destinate a lavorare in modo ininterrotto, con conseguente incremento della produttività dell’azienda, per una logistica molto più flessibile.

Non sorprende, dunque, che l’automazione industriale sia in netta crescita in tutto il mondo. Uno dei settori maggiormente coinvolti è quello dell’automotive, ma anche quello dell’elettronica, della lavorazione dei metalli e del food & beverage.

Concentrandoci sul nostro territorio, scopriamo che anche l’Italia ha scelto di puntare sull’installazione dei robot. Negli ultimi 10 anni la crescita è stata esponenziale.

Dobbiamo anche considerare che il processo di automazione è spesso personalizzato, perché le esigenze delle aziende non sono uguali per tutte.

La creazione di una soluzione personalizzata, però, permette di puntare all’eccellenza, sebbene ci voglia comunque del tempo ed è fondamentale anche fare un’analisi per capire quali processi vanno ottimizzati.

La riduzione dei costi operativi

Tutte le aziende hanno un obiettivo: espandersi aumentando i profitti di conseguenza. Per giungere a un modello di business snello e redditizio, però, è fondamentale osservare il budget e comprendere le soluzioni per ridurre i costi operativi.

L’automazione si configura a tal proposito come un’opportunità concreta, un approccio intelligente e smart nel contenimento dei costi aziendali.

Dobbiamo immaginare le macchine come in grado di svolgere le attività noiose che “rubano” tempo ai talenti dell’azienda, che così possono concentrarsi su altro, pensando a porre le basi per un business migliore.

L’affidabilità dell’automazione

Siamo umani, e pertanto siamo soggetti a errori. Nessuno di noi è infallibile. E le macchine? Sono programmate per non compiere errori e per svolgere mansioni ripetitive con la stessa precisione. Senza incorrere nel rischio “noia”.

Ne consegue che il livello di affidabilità è altissimo. Non c’è margine di errore sotto questo aspetto, e si va a rimuovere il classico fattore umano.

La maggior parte dei software è perfettamente in grado di eseguire attività semplici o complesse, sempre in modo dinamico e intelligente, perché il suo lavoro risponde a parametri ben definiti. La personalizzazione di cui vi abbiamo accennato prima.

Sfide e opportunità, anche ambientali

Il rapporto del McKinsey Global Institute ha analizzato le possibili sfide e le opportunità nel settore dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Dopo la Pandemia di Covid-19, il mercato del lavoro ha subito un’accelerazione non indifferente in fatto di tendenze.

Un’accelerazione che è destinata a durare fino al 2030. Tra i fattori trainanti è impossibile non citare l’automazione: tra robotica e intelligenza artificiale, il 30% delle ore lavorate possono essere automatizzate.

Per le aziende, automatizzare i processi è una sfida, ma non dobbiamo dimenticare che le macchine sono destinate ai compiti maggiormente ripetitivi, e questo porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro, con attività più ricreative e che richiedono il contatto umano.

Un occhio, in ogni caso, va dato anche alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi. Nell’industria 4.0, l’attenzione al pianeta deve sempre essere messa ai primi posti, per sostenere sistemi produttivi che non impattano negativamente sul pianeta.

In effetti, la combinazione tra automazione e sostenibilità è molto interessante, perché le aziende possono ridurre il consumo energetico e le emissioni di gas serra, ottimizzare la gestione dei rifiuti e utilizzare le risorse naturali in modo più efficiente.

Senza considerare che ridurre i tempi di produzione e aumentare la produttività complessiva consente alle aziende di rispondere a una domanda sempre maggiore senza dover aumentare di conseguenza l’impronta ambientale.

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