Il lemure Silver più anziano d’Europa a 32 anni se ne è andato, lasciando 81 discendenti

Il lemure più anziano d’Europa, nato nel 1988 sull’isola di Jersey nel canale della Manica, alla fine di una vita longeva, porta a compimento la sua missione. Lascia una discendenza di 81 esemplari, mantenendo vivo il patrimonio genetico che in Madagascar, dove vive la sua specie, è in drammatico declino a causa della distruzione delle foreste

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Silver, il nome perfetto per il lemure dal colore bianco e nero che all’età di 32 anni ci ha lasciato. Viveva nel Parco Natura Viva di Bussolengo poco distante dal lago di Garda ed era stato affidato dallo zoologo Gerald Durrell alle cure di Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva.

La famiglia dei lemuri vari, specie a cui apparteneva Silver, vive soltanto in Madagascar ed è fortemente minacciata d’estinzione a causa della distruzione delle foreste. Ed è così tanto in pericolo che già sul finire degli anni ’50 il famoso scrittore zoologo dedicò una grande area sull’isola di Jersey, nel canale della Manica, alla sua conservazione.

Proprio sull’isola di Jersey nasce Silver nel 1988 e soltanto nel 1992, all’età di quattro anni, arriva in Italia.

La missione del lemure Silver

Delphine Roullet, coordinatore europeo di questa specie nei parchi zoologici della European Association of Zoos and Aquaria, racconta la storia di Silver: “Questo lemure lascia una discendenza di 81 individui, che si snodano per 4 generazioni: 38 di essi ancora abitano i parchi zoologici di tutta Europa mentre i suoi figli diretti sono stati ben 15”.

Il più anziano lemure in Europa

Era l’esemplare più anziano d’Europa con i suoi 32 anni e, a margine di questa lunga vita, può dirsi compiuta la sua missione: mantenere vivo il patrimonio genetico a rischio di estinzione.

Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva, aggiunge : Due dei suoi figli hanno abitato con lui fino all’ultimo nella piana del Safari, ma Silver ha sempre goduto di un gran rispetto da parte di tutti gli esemplari.

Continua la Spiezio : “Fino alla fine ha trascorso le giornate così come era abituato a fare, tra lunghi bagni di sole e qualche piccola acrobazia tra un ramo e l’altro. Tra tutti i modi di gestire un gruppo, lui aveva forse trovato il migliore: era difficile vederlo prender parte ai litigi ed era sempre pronto a ristabilire l’equilibrio con il grooming o iniziando a vocalizzare”.

L’eredità di Silver

La discendenza di Silver è una speranza: quella che la specie minacciata dalla distruzione delle foreste in Madagascar, non scompaia. I parchi zoologici europei che ospitano i 38 esemplari, rappresentano l’unica via di salvezza di fronte all’aumentare del livello di minaccia.

Gli animali del parco nel secondo Lockdown

Tutti gi animali, i compagni di Silver, gli altri primati, tutti i mammiferi, i rettili e gli uccelli che vivono al Parco Natura Viva per offrire una speranza alle proprie specie assediate dall’avidità umana, sono oggi messi a dura prova.

Come loro, subiscono forte le scosse della pandemia ben venticinque progetti di conservazione delle specie in via di estinzione, quattro progetti di reintroduzione in natura di specie estinte in molte aree d’Europa e una produzione scientifica che supera le trenta pubblicazioni in sei anni.

Le conseguenze per Il Parco Natura Viva con il lockdown

Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo racconta: “La chiusura del Parco Natura Viva iniziata il 26 ottobre è certamente un altro duro colpo alla sostenibilità economica di una struttura già gravemente segnata dal lockdown primaverile.

Nessun ristoro economico ad eccezione della cassa integrazione è stato concesso fino ad oggi. La chiusura autunnale di un parco all’aria aperta mentre musei e centri commerciali restavano regolarmente aperti, è stata difficile da comprendere; il centralino è stato investito di chiamate di un pubblico smarrito e confuso a cui non sapevamo dare spiegazioni essendo il DPCM non di facile interpretazione.

Abbiamo con rispetto seguito l’ordine di “sospensione dell’attività” pur sapendo che un parco zoologico non può sospendere la cura e gestione di un patrimonio zoologico di cui è custode e non proprietario. Il nostro pubblico durante l’apertura ha sempre dimostrato affetto e assidua partecipazione offrendoci una grande speranza di ripresa.

Auspichiamo che il governo includa il Parco tra i beneficiari del Dl Ristori, in caso contrario sarà davvero difficile fare fronte ad una stagione che è da considerare estremamente difficile per cause esterne alla nostra volontà”.

Facciamo il tifo per il Parco Natura Viva, affinché possa resistere ad un momento difficile e tutto il patrimonio zoologico custodito al suo interno rientri nei “pensieri” del nostro governo.

 

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