La cinquantina di scatti del collettivo di fotografi naturalistici The Wild Line esplorano attraverso le immagini, il rapporto tra uomo e ambiente, trasmettendo il messaggio di quanto sia urgente proteggere la biodiversità italiana attraverso la forza del sapere, della scienza e dell’innovazione.
Dopo lo straordinario successo riscosso lo scorso anno,arriva al largo pubblico, dal 22 gennaio al 27 febbraio 2026 nello spazio Corner del MAXXI – il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, la mostra Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano di National Geographic Italia e del National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano sulla biodiversità finanziato da PNRR-Next Generation EU.
La cinquantina di magnifici scatti di The Wild Line – il collettivo di fotografi naturalistici composto da Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone – selezionati da National Geographic Italia esplorano in modo altamente suggestivo il complesso rapporto tra l’uomo e l’ambiente, e il modo in cui le attività umane incidono sulla biodiversità. La mostra sarà arricchita da nuovi materiali multimediali che includono dati, interviste e testimonianze sul tema della biodiversità nel nostro Paese.
Tra questi, anche un documentario con cui NBFC racconta in 55 minuti come il recupero a lungo termine della biodiversità vegetale e animale e il ripristino degli ecosistemi terrestri e marini rappresentino una delle sfide cruciali dei prossimi anni per l’Italia e per l’intero bacino del Mediterraneo.
Il paese della biodiversità, il messaggio
L’esposizione risponde al desiderio di utilizzare la forza delle immagini per trasmettere ad un pubblico intergenerazionale e multi sociale, un messaggio importante: la biodiversità italiana e mediterranea va protetta con la forza del sapere, della scienza e dell’innovazione.
La missione di conservazione e valorizzazione ambientale rimanda a una responsabilità condivisa, restituendo centralità a ciò che ci circonda e ripristinando l’equilibrio perduto tra l’uomo e la natura.
Luigi Fiorentino, presidente di NBFC afferma: “NBFC fa della scienza non solo un ponte tra paesi – attraverso la recente ratifica di accordi internazionali e l’inaugurazione di una stagione della diplomazia scientifica – ma anche tra discipline. La collaborazione del centro con National Geographic Italia nell’allestimento della mostra – prosegue Fiorentino – ne è la dimostrazione concreta e nasce con l’intento di parlare attraverso le immagini ad un pubblico sempre più ampio capace di coinvolgere anche giovani e giovanissimi, stimolando curiosità per lo studio scientifico e per la salvaguardia della biodiversità, come sancito dall’art 9 della nostra Costituzione. La fotografia diventa una nuova forma di comunicazione che va oltre il soggetto inquadrato, uno strumento di sensibilizzazione rispetto a tematiche di estrema urgenza”.
Il percorso espositivo multimediale è un vero e proprio viaggio alla scoperta del lato più selvaggio e meno conosciuto della flora e della fauna dell’Italia attraverso lo sguardo di tre fotografi naturalistici, scienziati, che danno testimonianza di un paesaggio policromato e della stupefacente varietà della biodiversità italiana.
L’Italia, grazie alla sua posizione strategica protesa nel Mediterraneo, alla sua geomorfologia, e al fatto di trovarsi sulle importanti rotte migratorie di molte specie di uccelli tra l’Africa e il Nord Europa, è il paese europeo con la più grande varietà di specie viventi e il più alto tasso di specie endemiche: I dati raccontano che più del 50% delle specie vegetali e il 30% delle specie animali in Europa sono presenti esclusivamente nel nostro paese.
Ma proprio la sua posizione privilegiata, con l’intera area mediterranea considerata un hotspot, la espone, tuttavia, a rischi significativi legati al cambiamento climatico: siccità e desertificazione nelle regioni meridionali, aumento della temperatura del mare e incremento degli eventi meteo estremi sono tutti elementi che possono concorrere ad alterare ecosistemi fragili, spesso già sotto pressione per l’impatto delle attività umane.
Gli ecosistemi sono gravemente compromessi (oltre il 30%), poiché la tutela della biodiversità non è solo una questione ambientale ma è anche intrinsecamente legata alla dimensione economica di un paese.
Ogni ecosistema, infatti, produce valore grazie a cose come l’acqua pulita, il suolo fertile e l’aria respirabile: elementi invisibili e nondimeno fondamentali, che conferiscono alla biodiversità un valore economico ed essenziale per la salute dei cittadini.
Come spiega Riccardo Coratella, direttore generale di NBFC che ha coordinato i lavori: “Il potere evocativo delle immagini esposte in mostra invita i visitatori a riflettere sulla ricchezza e sulla fragilità degli ecosistemi italiani e sull’urgenza di adottare nuove strategie per conservare gli habitat naturali. Dalle piante agli invertebrati, dagli uccelli agli animali acquatici, ad alcuni dei mammiferi più iconici del nostro patrimonio naturalistico, ogni fotografia è il racconto di una specie, del suo comportamento, dei rischi a cui è sottoposta”.
Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia afferma: “Questa mostra è, prima di tutto, un piccolo racconto della ricchezza del nostro patrimonio naturale, che ritrae specie iconiche come l’orso marsicano, il lupo, la lince, ma anche animali di cui molti di noi non conoscono nemmeno l’esistenza e che pure hanno un ruolo cruciale nei nostri ecosistemi. In questo senso, il messaggio che racchiude è che la natura va salvaguardata nel suo insieme, nella sua complessità, e che la biodiversità del nostro paese è un capitale di valore inestimabile”.
I fotografi di The Wild Line
Il collettivo The Wild Line è composto da tre fotografi naturalistici di fama internazionale:
Marco Colombo si occupa di divulgazione scientifica. Collabora con GEO (Rai 3) e con riviste come National Geographic Italia e BBC Wild Life, così come con università e aree protette. Autore di 12 libri, ha scoperto una nuova specie di ragno in Sardegna e le sue foto sono state premiate al Wildlife Photographer of the Year in varie occasioni.
Bruno D’Amicis vive all’ombra dell’Appennino, ma lavora spesso all’estero. Le sue immagini sono state premiate (World Press Photo, Wildlife Photographer of the Year) e pubblicate (National Geographic Italia, GEO, Smithsonian) in tutto il mondo. Ha realizzato sette libri, tre documentari e ideato diversi progetti di divulgazione e conservazione.
Ugo Mellone ha ottenuto il dottorato di ricerca studiando le immigrazioni di rapaci tra Mediterraneo e Africa. È stato premiato al Wildlife Photographer of the Year e I suoi progetti fotografici, sostenuti anche dalla National Geographic Society, sono stati pubblicati nelle principali riviste e in tre libri fotografici.
Informazioni sulla Mostra
DOVE: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Via Guido Reni, 4a – Roma
Apertura al pubblico: 22 gennaio – 27 febbraio 2026
Inaugurazione: 21 gennaio ore 19 preceduta dalla proiezione in anteprima del docufilm su NBFC
Orari: da martedì a domenica 11-19
Ingresso: gratuito