Incubi da coronavirus, come la pandemia ha influenzato i nostri sogni

Un programma di intelligenza artificiale ha elaborato i sogni di un gruppo di volontari durante il lockdown. L’ impressionante risultato è che il coronavirus ha influito sulla qualità del nostro sonno generando incubi per più della metà delle persone che si sono sottoposte alla ricerca

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Il Covid ha cambiato la nostra percezione del mondo. Lo stato di ansia, stress e depressione originato dalla paura di contrarre il coronavirus ha condizionato il nostro modo di filtrare la realtà quotidiana che, inevitabilmente, deve fare i conti con la presenza delle conseguenze del SARS-CoV-2.

Ciò rimanda ad una forte influenza del nostro riposo notturno, dove, si sa, vengono liberamente elaborate le nostre paure e i nostri sentimenti più profondi.

Il sonno, infatti, è anche uno specchio delle nostre angosce che si rivelano attraverso una serie di sequenze di immagini generate inconsciamente e che vengono percepite come reali.

La metà dei nostri incubi è influenzata dalla pandemia.

Un gruppo internazionale di scienziati finlandesi e americani hanno collaborato a stretto contatto e condotto una ricerca sulla qualità del sonno di più di 4000 persone alla sesta settimana di lockdown.

Incubi da coronavirus, lo studio

Lo studio, coordinato dalla Dottoressa Anu-Katriina Pesonen e pubblicato sulla rivista Frontiers in Psycology. è stato curato dagli scienziati del “Programma di ricerca Sleepwell” dell’Università di Helsinki in Finlandia e dai colleghi del Dipartimento di Psicologia e Patologia del linguaggio dell’Università di Turku.

La ricerca, svolta in collaborazione con gli studiosi del Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali della prestigiosa Università di Stanford (Stati Uniti) e del Massachusetts General Hospital di Boston.  ha  evidenziato come il coronavirus ha creato un epidemia di incubi in ben 800 delle 4200 persone con una età media di 43 anni e che hanno riferito agli scienziati i contenuti dei propri sogni.

Si è scoperto che il 55 per cento dei loro incubi è direttamente condizionato dai disagi e dalle paure innescate dalla pandemia.

Un software di intelligenza artificiale (IA) per capire il peso della pandemia a livello psicologico

Dopo che i volontari dello studio hanno raccontato ai ricercatori i contenuti dei loro sogni, questi sono stati elaborati da un software di intelligenza artificiale (IA) che li ha analizzati attraverso le parole riferite. I sogni sono stati suddivisi in 33 aree tematiche di cui 20 sono state classificate come incubi il cui contenuto principale era il coronavirus.

Le persone hanno riferito di aver sognato l’impossibilità di abbracciarsi tra loro, la paura di morire, la paura del contagio, il disagio di non poter più stringere le mani, oltre a immagini apocalittiche e addirittura visioni distopiche, dove la consapevolezza della pericolosità del coronavirus porta a prevedere un futuro negativo, spaventoso e certamente non desiderato ma al contrario subito come ansioso e distruttivo.

Obiettivo della ricerca è quello di poter valutare quantitativamente e in maniera empirica le conseguenze dei disagi psicologici che la pandemia sta avendo sulle persone. Ecco perché è stato contemporaneamente misurato anche il livello di stress dei volontari.

Purtroppo il risultato è che queste persone, oltre ad avere gli incubi ricorrenti, hanno difficoltà ad addormentarsi e hanno manifestato un aumento del livello di stress.

 

Fonte : ANSA

Fonte  : Unsplash

 

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