La “resilienza” delle piante a foglie rosse, realtà o fantasia?

Le piante a foglie rosse sono più resistenti agli stress rispetto a quelle a foglie verdi? A dirlo, uno studio del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa

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Piante a foglie rosse esempio di resilienza? Sembrerebbe di si. La ricerca pubblicata su Frontiers in Plant Science è stata finanziata grazie a un Progetto di Ricerca di Ateneo (PRA) e i risultati sono stati presentati nel corso del convegno “Il privilegio di essere rossi in condizioni di stress”che si è svolto all’Università di Pisa nel giugno scorso.

Lo studio coordinato dalla Lucia Guidi, direttore del Centro Nutrafood , ha scoperto che le piante a foglie rosse si difendono meglio dagli stress ambientali, come siccità, stress luminoso e salinità, rispetto a quelle a foglie verdi.

L’analisi dei ricercatori si è concentrata su due genotipi di Prunus (genere di piante della famiglia delle Rosacee) a foglie verdi e rosse, dimostrando che queste ultime sopravvivono meglio in condizioni avverse proprio grazie ad una maggiore resistenza delle foglie in tutte le fasi di sviluppo.

E così, come conseguenza della presenza di antociani, nel periodo autunnale le piante a foglie rosse mantengono le foglie un mese in più circa rispetto quelle verdi.

Cosa sono gli antociani o antocianine?

Gli antociani sono dei pigmenti vegetali idrosolubili presenti nei fiori, nei frutti, nelle foglie o nei fusti di molte piante. A seconda della reazione (rispettivamente acida, alcalina o neutra) dei liquidi cellulari in cui sono disciolti, producono una differente colorazione rossa, blu o violetta.

Insieme ad altri pigmenti, quali i flavoni, (composti chimici organici dal pigmento giallo delle piante e dei fiori) conferiscono ai vegetali (frutta e verdura comprese) la tipica colorazione blu-rossa.

Foglie rosse, importanti per la salute

Noti anche con il nome di antocianine, gli antociani sono delle sostanze molto importanti per il benessere dell’organismo umano, dal momento che svolgono diverse funzioni protettive. Le principali funzioni benefiche che vengono loro attribuite riguardano le loro capacità antiossidante, antinfiammatoria, antinvecchiamento e anti radicali liberi a favore delle cellule del nostro organismo.

3 le antocianine più conosciute

  1. La pelargonidina, presente nei gerani rossi e, in ambito alimentare, in lamponi, fragole, more, mirtilli, prugne e melograni.
  2. La cianidina, presente nei frutti rossi ma anche nelle mele, prugne, cavolo rosso e cipolla rossa.
  3. La malvidina, assume una colorazione rossa in soluzioni debolmente acide o neutre ed è responsabile del colore del vino rosso mentre in ambiente basico è di colore blu ed è presente nei petali di molti fiori.

La "resilienza" delle piante a foglie rosse, realtà o fantasia?

Resilienza e antociani

“Questo maggiore resilienza – spiega Marco Landi ricercatore dell’Università di Pisa – è dovuta alla presenza di antociani, dei pigmenti da cui deriva proprio il rosso delle foglie, che fanno da ‘filtro’ nei confronti dei raggi solari esercitando un’azione fotoprotettiva, soprattutto nei momenti in cui le foglie sono più vulnerabili, cioè quando sono più giovani o senescenti”.

Foglie rosse come esempio e riflessione insomma.

Progettare l’arredo urbano

“Oltre agli aspetti più prettamente scientifici legati alla biosintesi degli antociani – conclude Marco Landi – la ricerca fornisce delle indicazioni utili per selezionare le specie arboree più adatte per l’arredo urbano delle nostre città, un settore nel quale il nostro Dipartimento ha al suo attivo una ventina di anni di attività di ricerca e di didattica, soprattutto nell’ambito della laurea magistrale in Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio”.

Aceri rossi, querce rosse,e il sommacco producono antociani in abbondanza e sfoggiano i rossi e i porpora più brillanti del panorama. La gamma e l’intensità dei colori autunnali sono grandemente influenzate dalle condizioni atmosferiche. Le basse temperature distruggono la clorofilla e se non gela promuovono la formazione di antociani.

Anche la forte luce solare distrugge la clorofilla e aumenta la produzione di antociani. In condizioni di tempo asciutto, aumenta la concentrazione di zucchero nella linfa e dunque anche la quantità di antociani.

Gli autori dello studio, insieme a Lucia Guidi e Marco Landi, sono Rossano Massai, Damiano Remorini, Fernando Malorgio, Paolo Vernieri, Tommaso Giordani, Cristina Nali, Elisa Pellegrini, Giovanni Rallo, ed Ermes Lo Piccolo per l’Università di Pisa, Giovanni Agati e Cristiana Giordano del CNR di Firenze.

Foto: Pixabay

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