L’Italia e l’economia circolare: le 107 perle

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L’Italia e l’economia circolare: le 107 perle. Il tema dei rifiuti e del loro smaltimento, sappiamo bene che in Italia è pressante e preoccupante. Le emergenze e i gravi ritardi certamente non mancano. La gestione dei rifiuti urbani è ancora molto legata all’uso della discarica, nel centro sud mancano impianti per trattare e avviare a riciclo, le politiche nazionali di prevenzione latitano e i rifiuti speciali, anche pericolosi, continuano a finire troppo spesso nelle maglie delle ecomafie e della criminalità ambientale. Nonostante tutto ciò, dobbiamo abbandonare l’idea di essere i ”calimeri” d’Europa.  l’Italia ha tutte le carte in regola per porsi, addirittura, quale capofila dell’economia circolare europea grazie alle sempre più numerose esperienze di gestione sostenibile dei rifiuti fondate su riciclaggio, raccolte differenziate domiciliari, sistemi di tariffazione puntuale, politiche di riuso e prevenzione.

Al fine di presentare e far conoscere il nostro impegno e le nostre capacità è nato: #circulareconomy made in Italy. Si tratta di un atlante dei nostri campioni dell’economia circolare: 107 esperienze tra aziende, cooperative, start up, associazioni, realtà territoriali e Comuni che hanno investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde. Lo scorso 24 aprile, a Bruxelles, Legambiente, con il presidente Stefano Ciafani, lo ha presentato al vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen e all’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del pacchetto sull’economia circolare.

L’obiettivo è quello di sostenere la necessità di un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio sul pacchetto rifiuti.  Un mese fa l’Europarlamento ha approvato a larga maggioranza il cosiddetto pacchetto sull’economia circolare, adottando un testo che migliora la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti urbani e all’80% per gli imballaggi. Le 107 esperienze  portano avanti gestioni sostenibili dei rifiuti fondate su riciclo, raccolte differenziate domiciliari, tariffazione puntuale, riuso, prevenzione e innovazione industriale. Il 33% lavora su scala nazionale, il 41% su scala regionale o locale, il 24% a livello internazionale.

Andando a scorrere l’elenco si resta stupiti di quanto si fa e di quanto è ancora possibile fare. C’è chi ad esempio recupera circa 250mila tonnellate di pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici, come fa Ecopneus. Chi ricicla i pannolini usa e getta dando nuova vita a materie prime seconde di elevata qualità come fa Fater, che per altro, ha realizzato a Spresiano, in provincia di Treviso, il primo impianto in Italia per il riciclo di pannolini all’interno del Centro di valorizzazione e riciclo dei materiali di Contarina Spa, best practice a livello nazionale ed europeo nella gestione integrata dei rifiuti.

Chi ha dimostrato che è possibile integrare chimica, ambiente e agricoltura. Un esempio? Il Mater-Bi, prodotto di punta di Novamont, l’innovativa bioplastica con cui si realizzano i prodotti biodegradabili e compostabili.

Spazio poi a chi ricicla gli imballaggi di acciaio: barattoli, scatolette, lattine, provenienti dalla raccolta differenziata, grazie a Ricrea, già presente negli articoli di Greenplanet, che permette di riciclare trasformando in materiale utile per chiodi, bulloni e anche per parti di treni.

Chi si impegna per promuovere e garantire il riciclo dei materiali di imballaggio provenienti dalla raccolta differenziata, dando nuova vita ai rifiuti, come fa il Conai. O ancora chi promuove la riduzione dei rifiuti, la lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse e delle frazioni organiche compostabili come il CIC, Consorzio Italiano Compostatori.

Ma anche chi realizza contenitori in plastica riciclata per la raccolta differenziata dei rifiuti, come Eurosintex, e chi si occupa di selezione e riciclo degli imballaggi in plastica e del trattamento di rifiuti organici da raccolta differenziata trasformandoli in energia elettrica, termica e biometano per autotrazione con recupero di CO2, come Montello. O chi come la Rete 100% Campania propone e realizza, nella filiera della carta e del packaging, cicli chiusi di fornitura che utilizzano il macero dell’azienda cliente per la produzione del suo stesso packaging.

Le 107 esperienze sono consultabili sulla mappa interattiva sul portale della campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato www.trenoverde.it

 

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