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La melagrana, una ricerca svela le sue potenzialità benefiche per il fegato

La melagrana, una ricerca svela le sue potenzialità benefiche per il fegato
La melagrana, una ricerca svela le sue potenzialità benefiche per il fegato, foto Pixabay su Pexels

La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Natural Product Research e finanziata dall’azienda italiana di nutraceutica Esserre Pharma, dimostra gli effetti benefici di alcune sostanze presenti in grandi quantità nei chicchi rossi (arilli) ma anche nella buccia e nelle membrane interne della melagrana.

L’albero di melograno produce frutti ed offre il grande vantaggio di sapersi adattare ad una diversificata gamma di condizioni climatiche. Nasce in Iran, ma la sua coltivazione è presente in moltissimi Paesi del mondo, Italia compresa.

Pur non essendo uno di quei frutti largamente presenti sulle tavole degli italiani, produzione e consumo della melagrana sono aumentati nel tempo per via delle sue proprietà benefiche, tanto da essere considerato un nuovo superfood.

I frutti del melograno sono una grande fonte di molecole bioattive, come i polifenoli e gli acidi grassi polinsaturi, che svolgono un’azione antinfiammatoria, antidiabetica, antiossidante, antimicrobica e antitumorale per alcune forme di cancro.

Lo studio di ENEA in collaborazione con Esserre Pharma

Le potenzialità benefiche della melagrana sono chiaramente emerse da una ricerca condotta da ENEA, pubblicata sulla rivista internazionale Natural Product Research e finanziata dall’azienda italiana di nutraceutica Esserre Pharma.

Da questa risulta come alcune molecole contenute nella melagrana hanno un potenziale effetto antinfiammatorio sul fegato. Le sostanze sono presenti in grandi quantità nei chicchi rossi (arilli) ma anche nella buccia e nelle membrane interne della melagrana.

Foto di Ann Perkas su Pexels

Come sottolinea Barbara Benassi, responsabile del Laboratorio ENEA Salute e Ambiente: “Se la maggior parte di questi effetti sono dimostrati e comprovati da sperimentazioni a base di semi e di succhi di frutta fresca, con il nostro studio, invece, puntiamo a valorizzare le molecole presenti anche nella buccia e nelle membrane interne della melagrana e i loro effetti benefici in un ambito ancora poco esplorato quale l’infiammazione epatica”.

Barbara Benassi, che è anche coautrice dello studio sperimentale insieme alla collega di laboratorio Maria Pierdomenico e a Costanza Riccioni di Esserre Pharma, ha aggiunto che: “Dalle prime analisi in vitro è emerso che il trattamento a base di estratto di melagrana è in grado di ridurre in modo significativo la risposta infiammatoria in cellule epatiche umane.

Le sostanze attive contenute nel frutto intero sono in grado di inibire la produzione e il rilascio di specifiche molecole coinvolte nella risposta infiammatoria e responsabili del danno al fegato”.

La difesa del fegato dall’endotossina LPS

Il fegato è uno dei bersagli di microrganismi patogeni e sottoprodotti batterici provenienti dall’intestino attraverso la vena porta, il vaso sanguigno che convoglia il sangue dall’intestino all’organo epatico. Un tipico esempio è l’endotossina LPS (LipoPoliSaccaride), una sostanza tossica che è legata alle strutture cellulari di alcuni batteri.

Nei nostri esperimenti in vitro abbiamo prima indotto una risposta infiammatoria nelle cellule di fegato, utilizzando la stimolazione con l’endotossina LPS; quindi, abbiamo somministrato l’estratto di melagrana alla concentrazione di 1 microgrammo per millilitro. Il risultato è stato molto incoraggiante: l’estratto ha ridotto il rischio di infiammazione e, di conseguenza, di danno al fegato”, spiega Benassi.

E da questi primi risultati ipotizziamo che la biomolecola attiva nell’azione antinfiammatoria dimostrata in laboratorio sia la punicalagina, il polifenolo più abbondante presente nel nostro estratto di frutta e scarti”, aggiunge Barbara Benassi.

Con il Laboratorio ENEA Salute e Ambiente stiamo svolgendo un ottimo lavoro di ricerca per valutare e dimostrare l’attività biologica degli estratti di alcuni frutti mediterranei. E la determinazione delle proprietà antinfiammatorie dell’estratto del frutto di melograno getta le basi per lo sviluppo di una nuova linea di prodotti nutraceutici, che mira a sostenere le funzioni energetiche del nostro organismo e il sistema immunitario”, conclude Costanza Riccioni, responsabile delle attività di Ricerca e Sviluppo di Esserre Pharma.

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