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Lucciole a rischio a causa di perdita di habitat, inquinamento luminoso e pesticidi. Una nuova ricerca

Un nuovo studio, pubblicato su BioScience, suona un campanello d’allarme per il futuro delle lucciole, analizzando le minacce specifiche e la vulnerabilità delle diverse specie attraverso otto regioni geografiche. La perdita di habitat, l’inquinamento luminoso da luci artificiali e l’uso di pesticidi sono i pericoli più gravi, sebbene i dati differiscano in base alle aree prese in considerazione.

Perdita di habitat, la minaccia più grande per le lucciole

Le lucciole (Coleoptera: Lampyridae) sono presenti in tutto il mondo con circa 2000 specie. Il loro declino è un fenomeno noto, tuttavia, manca ancora una revisione completa dello stato di conservazione e delle minacce a cui sono soggette.

Alcune lucciole, per esempio, risentono fortemente della scomparsa del proprio habitat perché necessitano di condizioni speciali per completare il loro ciclo di vita. La ricerca, in questo senso, ha rivelato recenti cali significativi nella lucciola della mangrovia Pteroptyx tener in Malesia e per la specie Lampyris noctiluca in Inghilterra.

Ma a essere in pericolo, secondo gli autori, sono anche altre specie che abitano le paludi costiere. A livello globale, infatti, l’aumento della popolazione umana lungo le coste ha causato la perdita e la frammentazione degli habitat.

In Europa, segnala lo studio, l’habitat delle lucciole è andato perso a causa dell’urbanizzazione, dell’industrializzazione e dell’intensificazione agricola. Quest’ultima, che comporta anche l’aumento dell’uso di pesticidi, erbicidi e fertilizzanti, è stata identificata come un fattore trainante per il declino delle popolazioni di molti insetti.

Al secondo posto l’inquinamento luminoso notturno

La ricerca classifica la luce artificiale di notte (“artificial light at night” – ALAN) come il secondo pericolo più grave per le lucciole. Questa espressione include sia l’illuminazione diretta che interessa un’area sia un’illuminazione più diffusa che può superare i livelli di luna piena e diffondere la luce ben oltre i centri urbani.

L’inquinamento luminoso — affermano gli scienziati — è stato percepito come la principale minaccia per le lucciole in Asia orientale e Sud America e la seconda o la terza minaccia più grave nella maggior parte delle altre regioni”.

Diversi lavori scientifici hanno mostrato correlazioni negative tra alti livelli di ALAN e abbondanza di lucciole. Le popolazioni di Luciola italica sono risultate assenti dalle parti più illuminate della città di Torino, in Italia, e lo stesso è accaduto per diverse specie di lucciole a San Paolo, in Brasile.

Oltre a distruggere i bioritmi naturali, l’ALAN crea anche confusione nei rituali di accoppiamento. La luminosità artificiale notturna, infatti, risulta particolarmente problematica dal momento che gli adulti si affidano ai segnali di corteggiamento bioluminescenti per localizzare i compagni.

Anche l’uso di pesticidi gioca un ruolo importante

I meccanismi di esposizione agli insetticidi comprendono la nebulizzazione aerea, il contatto con il suolo o l’acqua contenenti insetticidi e l’ingestione di prede contaminate.

Alte concentrazioni di queste sostanze nell’acqua e nel suolo possono essere particolarmente dannose per lo stadio larvale delle lucciole. Tuttavia, anche altre fasi di vita risentono di questo tipo di contaminazione: le uova, per esempio, vengono deposte nel suolo, nel muschio o nel legno in decomposizione e le pupe si sviluppano sottoterra o su tronchi d’albero. Quanto agli adulti, gli esemplari possono venire a contatto con residui di insetticidi quando riposano su terreno o fogliame trattati.

Preservare le luci magiche delle lucciole per le generazioni presenti e future

Le insidie per le piccole lucciole, però, non sono finite. Secondo la professoressa Sara Lewis e colleghi, questi insetti ipnotici sono in pericolo anche per minacce aggiuntive, quali l’inquinamento delle acque, il turismo, le specie invasive e il cambiamento climatico. Informazioni importanti che, spiegano gli autori, “saranno utili per studi futuri volti a comprendere i driver locali di diversità e abbondanza di lucciole”.

La ricerca, concludono gli stessi, evidenzia anche la necessità urgente di investire in studi di monitoraggio in grado di fornire dati a lungo termine per tracciare le tendenze in abbondanza e diversità per le specie e i siti di lucciole a rischio.

Fonte:

Sara M Lewis, Choong Hay Wong, Avalon C S Owens, Candace Fallon, Sarina Jepsen, Anchana Thancharoen, Chiahsiung Wu, Raphael De Cock, Martin Novák, Tania López-Palafox, Veronica Khoo, J Michael Reed, A Global Perspective on Firefly Extinction Threats, BioScience, Volume 70, Issue 2, February 2020, Pages 157–167, https://doi.org/10.1093/biosci/biz157

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