Mai Fermarsi, il libro di Barbara Palombelli

Con Mai fermarsi, Barbara Palombelli torna nelle librerie attraverso un racconto autobiografico in cui riporta ricordi, affetti, emozioni ed esperienze di una vita passata tra l’impegno e l’entusiasmo. Un libro che racconta una storia, la sua, ma anche quella di una società che con il tempo è cambiata e che a tutta velocità continua a farlo

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“Mi sembra di essere cambiata pochissimo: il mondo attorno a tutti noi, invece, corre così veloce che mi è tornata la voglia di fermarmi, di nuovo, per raccontare come eravamo e come mai siamo diventati così. Non ho mai avuto tempo per chiedermi se ero felice.”

Barbara Palombelli la conosciamo tutti. Giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica. Ha collaborato, negli anni, con “L’Europeo”, “Panorama”, “il Giornale”, il “Corriere della Sera”, “la Repubblica”. Per quindici anni è stata conduttrice per Radio2. Dal 2013 è il volto di Forum e dal settembre 2018 di Stasera Italia. Per Rizzoli ha pubblicato
Diario di una mamma giornalista (2001), Famiglie d’Italia (2003) e Registi d’Italia (2006).

Con Mai fermarsi (Rizzoli, pp. 176, €18, EBook €9,99), Barbara Palombelli torna nella scena narrativa e lo fa attraverso un racconto autobiografico in cui sapientemente mescola dolcezza e ironia, riporta ricordi, memorie, considerazioni sul passato e sul presente svelando retroscena della sua vita che ci permettono di vederla con occhi diversi.

Il libro è composto da capitoli che descrivono fasi precise della vita della giornalista e scrittrice. Barbara Palombelli mostra di vivere “tutto in presa diretta”, senza filtri, fra rigore ed entusiasmo, dovere e passione, impegno ed emozione, seguendo i propri sogni, senza “mai fermarsi”.

“Ero una bambina preoccupata,” scrive “sono una donna ancora preoccupata.” Da quell’infanzia vissuta negli anni Cinquanta in cui da subito apprende e fa suoi valori saldissimi, il senso del dovere, il rispetto verso se stessa e gli altri, la giusta importanza da attribuire ad ogni cosa. Un’infanzia fatta di libertà autentica, quella della semplicità, dell’inventarsi i giochi con la propria fantasia, del divertimento fatto di momenti indimenticabili. Una libertà, insomma, difficile da trovare in un qualsiasi asilo di oggi. Ma la libertà di un tempo andava di pari passo con l’educazione. Un’educazione, quella descritta dalla Palombelli, che aveva un ruolo centrale nella società dell’epoca, in cui ogni adulto poteva essere un vero e proprio educatore, in cui ognuno poteva insegnare qualcosa al ragazzino di passaggio, in cui automobilisti, maestri, parroci, potevano insegnare senza avere la paura che poi i genitori venissero a rimproverare nulla in favore del figlio, anzi, piuttosto ringraziavano!

Sembra impossibile ai giorni nostri. E poi la crescita, l’adolescenza, quel periodo ricco di scoperte, esperienze, inizi, e quel filo di depressione ereditata nel sangue, quell’inquietudine malinconica che comincia a tenere a freno attraverso l’impegno e la dedizione, prima nello studio e poi nel lavoro.

“Da cinquant’anni studio e lavoro per placare quella sensazione di inadeguatezza, per “fare il mio dovere”, senza alcuna fatica perché le mie passioni coincidono per fortuna con quello che faccio.” Una vita che non è scindibile dalla sua carriera da giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica e televisiva che l’ha portata sino alla conduzione di Forum che lei descrive come “un transatlantico da guidare tutti i giorni, su cui si provano emozioni incredibili” e attraverso cui è riuscita ad ottenere l’affetto e la stima del suo pubblico.

La Palombelli in Mai fermarsi, racconta affetti ed eventi. Ma dalle sue parole emergono anche sofferenze e fragilità, dolori che spesso si sono presentati con situazioni difficili e complesse. Ma non solo, dalla sua valigia dei ricordi, riemerge una Roma con i suoi salotti frequentati da personaggi illustri nel panorama politico, culturale ma anche del mondo dello spettacolo, personaggi che lei ha conosciuto e dei quali spesso è stata anche amica e confidente. Roma, città eterna nella sua bellezza, con i suoi giardini, le sue case, i bar, Roma di Trastevere, Parioli.

E poi i quattro figli, dei quali tre adottati dopo lunghe e difficili battaglie, tutti estremamente voluti; quei figli che hanno contribuito alla costruzione dell’esperimento familiare a cui lei e il suo “compagno”, marito, Francesco, hanno dato vita e che amorevolmente chiamano circo.

È attraverso queste pagine che si scopre il mondo di una donna intelligente, forte, indipendente che con grande dignità porta con sé sofferenze ed esperienze di vita, ma anche tante gioie, emozioni edificanti e tanti successi, una donna che nonostante tutto, non ha mai smesso di correre verso i propri sogni.  “Non ho mai buttato un minuto della mia vita o del mio corpo. Le persone con cui ho vissuto i momenti più belli le amerò per sempre.”

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