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Medico veterinario, come e perché si evolve la sua professione

Cresce il numero degli animali domestici in Italia, cambiano le attenzioni nei loro confronti e cresce la spesa. La conseguenza? Un’evoluzione della figura del medico veterinario che da semplice professionista sanitario che “cura” si sta trasformando in un “consulente” ovvero un vero e proprio punto di riferimento

Una riflessione su questo cambiamento a cura del laboratorio veterinario MYLAV, anche grazie ai dati dell’ultimo rapporto realizzato da Assalco (Associazione Nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) per Zoomark (Salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia)

Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito in Europa ad una crescita notevole del numero di animali domestici. Nel 2007 se ne contavano 289 milioni (tra cani, gatti, uccelli, pesci d’acquario, piccoli mammiferi e rettili), oggi parliamo di 306 milioni (con una crescita considerevole soprattutto di cani e gatti) segnando un +17 milioni in meno di vent’anni.

Sappiamo bene quanto ogni animale diventi parte integrante della vita di ognuno. Tutto ciò ha comportato un cambiamento nella vita quotidiana accompagnato da una vera e propria “pet economy”, cioè importanti voci di spesa legate alla vita dei nostri amici animali.

Costi che stanno aumentando a dismisura, basti pensare che in Europa il fatturato annuale degli articoli per animali e del pet food insieme negli ultimi anni è salito da 36 miliardi a 43 miliardi di euro e si parla di 3,5 miliardi solo per l‘Italia (dati emersi dal Rapporto Assalco – Zoomark 2022).

Restando sui dati italiani, secondo Euromonitor, in Italia ci sarebbero 64,769 milioni di animali e, a dispetto di quanto si possa pensare, questi sono soprattutto pesci (29,9 milioni) seguiti da cani e gatti (quasi 19 milioni). Sono quindi sempre di più le famiglie con un animale da compagnia, e il trend si prospetta in crescita anche per i prossimi anni.

Come evolve la professione veterinaria

Con un sostanziale cambiamento per tutto ciò che concerne i nostri amici animali, anche la professione veterinaria negli ultimi anni è notevolmente cambiata: da essere consultati solo in caso di malattie gravi dell’animale, oggi i medici veterinari sono diventati dei veri e propri punti di riferimento per le famiglie con animali.

Foto di Ron Lach da Pexels

Secondo i dati Assalco – Zoomark 2022, ad oggi i medici veterinari professionalmente attivi in tutta Italia sono 27.200 e di questi il 70% esercita la libera professione nel settore degli animali da compagnia (per un totale di 8.600 strutture veterinarie autorizzate, di cui il 74% sono ambulatori).

Ma quanto è evoluta la figura del medico veterinario negli ultimi anni? Lo spiega bene il Dott. Guglielmo Giordato, amministratore unico di MYLAV, laboratorio di analisi veterinarie che, con un team di esperti a 360°, si prende cura della salute di cani, gatti, cavalli e altri animali da compagnia: “La figura del medico veterinario negli ultimi anni si è evoluta. Vent’anni fa, infatti, il medico veterinario veniva contattato solo quando l’animale stava molto male, oggi, per fortuna, viene anche consultato periodicamente, per consigli, aiuti e supporto anche quando l’animale sta bene o addirittura prima di farlo diventare membro della propria famiglia con consulti pre-adozione.

E questo anche grazie alle politiche di prevenzione che negli anni hanno fatto capire alle famiglie l’importanza di prevenire le più comuni malattie trasmesse da insetti, ma anche tenere monitorata nel tempo la salute dei pet (con check-up periodici) che ora viene fortunatamente presa sempre più in considerazione”.

Crescono responsabilità e competenze

I medici veterinari vengono consultati richiedendo sempre più consigli inerenti all’alimentazione, ai comportamenti, alla gestione quotidiana, quali esami fare e quando. Sempre secondo l’ultima edizione del report Assalco-Zoomark, il 91% dei pet owner di animali possiede un medico veterinario di fiducia e il 94% dichiara di seguire fedelmente le sue raccomandazioni.

Foto da Pexels

L’essere veterinario, quindi, non corrisponde più solo alla figura medico scientifica di qualche anno fa, ma innalza il professionista ad un ruolo anche educativo che segue la famiglia per ogni aspetto che concerne l’animale, a tutela del benessere dei nostri amici che non si limita più solo agli aspetti strettamente sanitari.

Ciò comporta, come si può facilmente intuire, maggiori responsabilità, ma anche più considerazione, così come l’ampliamento delle competenze dei colleghi, che sempre più sono chiamati ad investire su se stessi in formazione, non solo scientifica, ma anche di gestione efficace delle relazioni interpersonali, di self-leadership, indispensabile soprattutto nella libera professione, di comunicazione digitale” prosegue il Dott. Giordano.

Gli animali entrano in Costituzione

Nel 2022, per la prima volta nella storia, si è menzionato all’interno della Costituzione (art. 9) l’importanza della tutela degli animali, la cui declinazione legislativa si traduce in politiche sociali e fiscali per tutti coloro che possiedono animali, di qualsiasi specie.

Un passo importante – commenta il Dott. Giordano che finalmente attribuisce ai nostri amici animali l’importanza e la considerazione che meritano. In un mondo del pet in grande crescita, come abbiamo visto, è giusto che anche la Costituzione si adegui”.

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