Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Sono passati dieci anni dalla notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009. Green Planet News vi racconta di Pietracamela, uno dei tanti borghi che, assieme a L'Aquila, aspetta di rinascere mentre nel nostro paese molti sono in tutt'altre faccende affaccendati

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Ore 03:32 del mattino: una scossa di magnitudo 5.8 distrugge in pochi minuti gran parte del centro storico dell’Aquila e molti paesi vicini. Il bilancio è pesantissimo: 309 vittime, 1.600 feriti, decine di migliaia gli sfollati. Tra i paesi distrutti c’è anche Onna, che, rasa completamente al suolo, diverrà il simbolo della tragedia.

Alla luce dei danni e delle vittime, il sisma dell’Aquila è risultato il 5º terremoto più distruttivo in Italia in epoca moderna dopo quello di Messina del 1908, Avezzano del 1915, l’Irpinia del 1980 e il Terremoto del Friuli del 1976.

Non solo pensando a L’ Aquila e con il cuore sempre vicino a tutto l’Abruzzo, Green Planet News oggi vi racconta di Pietracamela. Pietracamela un piccolo borgo medioevale immerso nella natura, sorge a 1005 m. di altitudine sulle pendici del Corno Piccolo (2655 m) del massiccio del Gran Sasso (2912 m).

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

La sua storia

Dal 2007 Pietracamela fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia. Tra i comuni più alti della provincia di Teramo, Pietracamela è l’unico ad avere l’intero territorio compreso nel Parco del Gran Sasso – Monti della Laga.

Petra Cumerii e Pietra Cameria sono i primi nomi del paese. La prima parte del nome deriva da “Preta”, che in paleo-italico indica il masso (roccia, pietra) sul quale è costruito il borgo. “Camela” aggiunta in un secondo tempo, poiché i viandanti, che risalivano la valle di Rio Arno, vedevano stagliarsi contro il cielo la caratteristica gobba del Pizzo Intermesoli, stranamente somigliante al dorso di un cammello.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Molto probabilmente i primi abitanti del luogo furono brindisini o pugliesi, in generale pastori o cardatori di lana. Il Santo Protettore, infatti, è S. Leucio, lo stesso di Brindisi. Dal 1526 al 1806 le vicende storiche del borgo si legarono alle stesse della Valle Siciliana. Nel 1806, anno in cui il governo napoleonico riformò le circoscrizioni territoriali, le sorti del borgo si slegarono dal governato della Valle Siciliana poiché il territorio della provincia teramana fu ripartito nei due distretti di Teramo e Penne, entrambi soggetti alla dominazione francese.
Nel 1860, con la fine del Regno Borbonico, il paese fu unito al Regno d’Italia.

Pietracamela ferita

Pietracamela, uno fra i tanti paesini colpiti da terremoto che, a dieci anni di distanza, conserva visibili i segni delle sue profonde ferite. Sono ancora pochissimi i cantieri che hanno iniziato i lavori di ricostruzione. Gli edifici, quelli che non sono crollati, sono tuttora imbracati, transennati e puntellati.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

E’ un triste susseguirsi di strutture di legno, ferro e tiranti messi in opera dai vigili del fuoco, che dopo dieci anni, caratterizzano ancora la fisionomia del borgo. Molte case che si trovano all’interno del borgo storico sono tuttora inagibili. Soprattutto case vacanza. Pochi oramai gli abitanti residenti, alcuni dei quali vivono ancora nei MAP ( Moduli Abitativi Provvisori) distanti un km dal paese.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

I pretaroli, così chiamati gli abitanti di Pietracamela, dimostrano un carattere forte e orgoglioso, determinato a ricostruire. Chiuso il forno, la macelleria ed un bar-ristoro. Un esempio di resilienza sono Lino Montauti e sua moglie, Dina Giancola, ormai anziani, che gestiscono l’ unico alimentari-emporio nella piazzetta del borgo, facendo accoglienza con i loro prodotti tipici abruzzesi e non solo.

Malgrado la ferita è sempre suggestivo camminare tra le strette viuzze, vicoli, stradine a gradinate, dove numerosi sono architravi fregiati con stemmi gentilizi e epigrafi sopravvissuti alle scosse del terremoto. Le case sono addossate le une alle altre come per sorreggersi, appena dentro il borgo si trova la Chiesa di San Giovanni Battista del 1432.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Camminando, sempre rigorosamente in salita,si arriva nella parte alta del paese, chiamata Sopratore, dove è possibile vedere la Chiesa di S.Rocco edificata in occasione dell’epidemia di peste che imperversò sul territorio negli anni 1528 e 1529. Folkloristica è la processione che ogni anno, il 16 agosto, percorre le viuzze all’interno del borgo per arrivare alla Chiesa di San Rocco.

Dopo la Chiesa di San Rocco, proseguendo la strada in salita, si arriva alla palestra di roccia degli Aquilotti del Gran Sasso, il primo club di arrampicatori d’Italia. Una piccola rivincita, il recupero delle pitture rupestri di Guido Montauti nella parte alta del paese (Sopratore).

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Nel 2018, grazie ad un concorso organizzato in occasione del centenario dalla nascita del pittore Guido Montauti, sono state recuperate tre (di cinque) monumentali pitture rupestri realizzate sulle pareti di roccia sopra Pietracamela. Pitture travolte, cancellate nel 2011 da una grossa frana che ha distrutto anche la passeggiata turistica, un antico fontanile, degli orti, e l’area giochi.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in AbruzzoPietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

2019: 10 anni dal terremoto dell’Abruzzo e l’anno del turismo lento e sostenibile, protagonista la montagna

Abbiamo parlato tanto di turismo sostenibile e questo ne è un ottimo esempio. Green Planet News vi invita a fare una gita per scoprire le bellezze naturali di questo territorio, sostenendo l’economia del luogo per fare sopravvivere una realtà montana che altrimenti scomparirebbe.

Da Pietracamela a Prati di Tivo a piedi

Prati di Tivo (1450) è una località turistica montana ai piedi del Gran Sasso, a 6 km dal Comune di Pietracamela. È luogo di sport invernali ma anche di soggiorno estivo. Con una comoda cabinovia “la Madonnina” (m 1449-2007) si arriva a quota 2007 m. per proseguire verso il Rifugio Franchetti (2433 m), gestito da Luca Mazzoleni, seguendo un sentiero escursionistico di un’ora circa per 400 m di dislivello.

Nella speranza che per l’Abruzzo si aprano nuovi e più sereni orizzonti.

Pietracamela, a 10 anni dal terremoto in Abruzzo

Foto: Manola Testai

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