venerdì, Maggio 14, 2021
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Prato, prima giungla urbana al mondo

Urban Jungle è un nuovo criterio progettuale che affronta la città come un organismo complesso costituito da edifici energeticamente efficienti e capace di instaurare relazioni virtuose con le risorse e l’ambiente, oltre che di offrire benessere agli abitanti.

La città toscana di Prato, grazie a un progetto del collettivo Pnat – inspired by plants diretto dal professor Stefano Mancuso con la collaborazione dell’architetto Stefano Boeri, è la prima città di applicazione del metodo Urban Jungle: Nel 2019, il progetto di forestazione urbana Prato Urban Jungle, elaborato assieme al Comune di Prato e ad altri partner strategici, ha vinto il Bando UIA, il premio dell’Unione Europea per l’innovazione urbana sostenibile.

La finalità è quella di ri-naturalizzare alcuni quartieri della città in modo sostenibile e socialmente inclusivo attraverso lo sviluppo di giungle urbane. Queste aree urbane ad alta densità abitativa ed edilizia saranno riprogettate in chiave green attraverso la capacità naturale delle piante di abbattere le sostanze inquinanti, ripristinare il suolo e lo spazio alla fruizione della comunità, e trasformare le aree marginali in veri e propri hub verdi all’interno della città. Il progetto promuove un nuovo approccio di pianificazione urbana strategica con una forte co-progettazione e l’impegno delle parti interessate che sosterranno lo sviluppo verde urbano più inclusivo nella città.

Gli obiettivi del progetto Urban Jungle

Sono due i principali obiettivi a cui Urban Jungle guarda: Il primo è la rigenerazione di aree urbane in disuso, sottoutilizzate o in declino attraverso la riallocazione di edifici e spazi verso un uso nuovo, più creativo e sostenibile; questo riguarda in particolare elementi architettonici urbani che appartengono alla memoria collettiva e all’identità della città (ad es. vecchi capannoni industriali, dintorni di case sociali, edifici storici, ecc.) la cui valorizzazione richiede un efficace ripristino dello spazio e del suolo, un alleggerimento della densità urbana e l’ideazione di nuove funzionalità che possano ripristinarne l’uso e la fruizione condivisi.

Il secondo, la creazione di hub verdi tra la comunità in grado di costruire nuove isole verdi ad alta densità, strutture e aree di fruizione ambientale, sportiva, culturale e sociale.

Prato e i suoi alberi

Prato vanta già oltre 29.000 alberi di proprietà pubblica che migliorano i viali, le strade e i parchi della città. Si stima che collettivamente gli alberi di Prato generino benefici economici per oltre 400.000 euro all’anno, eliminando 3.715 kg di inquinanti atmosferici ogni anno, e producendo risparmi energetici per il 2010 Mwh, intercettano 7.891 m3 di acqua meteorica e 69.600 Kg di anidride carbonica all’anno  e, a differenza di altre infrastrutture, gli alberi aumentano di valore nel tempo. Il progetto porterà benefici ambientali, ecologici, economici e sociali, migliorerà la salute, la qualità di vita, il benessere e la sicurezza dei cittadini, in particolare tra le classi sociali meno privilegiate.

Interventi in tre aree specifiche della città

La 1° mostrerà la creazione di una giungla urbana in un’area privata: l’edificio ESTRA e i suoi dintorni situati in una complessa area urbana che si affaccia sulla più trafficata via pubblica della città con il passaggio giornaliero di 50.000 veicoli.

La 2° area si trova in una zona ad alta densità di popolazione caratterizzata dalla presenza di alloggi sociali e, talvolta, di situazioni di marginalità sociale. In particolare, la sperimentazione riguarderà un edificio molto complesso costituito da 152 appartamenti abitati da circa 500 persone.

La 3° area sarà incentrata nel Macrolotto 0, storico quartiere della città caratterizzato da spazi sottoutilizzati, nei dintorni del Macrolotto Creative District e degli edifici dove è in corso un progetto di riqualificazione urbana finanziato dal FESR per le aree urbane, culturali e innovazione sociale. L’edificio individuato è quello in via Giordano che sarà destinato al nuovo mercato metropolitano della città.

La soluzione proposta integra innovazioni radicali che non sono mai state utilizzate o testate prima a livello di città. La principale innovazione risiede nel concetto di Urban Jungle che va oltre il tradizionale concetto di forestazione urbana. Invece di ricostruire le aree dense della città, la vegetazione può colonizzare gli obiettivi “posizionando” il verde sul maggior numero possibile di superfici / spazi, il più vicino possibile al luogo in cui vengono rilevate le criticità (isola di calore, inquinamento o necessità di creare spazi socialmente utili e utilizzabili).

L’approccio innovativo Urban Jungle può essere applicato all’interno di una nuova pianificazione urbana per la creazione di infrastrutture verdi e costituisce un banco di prova efficace per la replica in altri siti o città, fornendo informazioni coerenti per la progettazione di futuri edifici pubblici o privati e di aree urbane.

Fonti:

PNAT – inspired by plants

Città di Prato

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Foto: Città di prato

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