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Proteste e manifestazioni in tutto il mondo: è questo l’approccio migliore per la sensibilizzazione?

Le proteste e manifestazioni sono ormai parte della nostra quotidianità negli ultimi anni e l’obiettivo di ogni evento, ognuno con proprie ragioni e specifiche finalità, è sempre lo stesso: aumentare la visibilità di una causa e, di conseguenza, la sensibilizzazione

Ma le dimostrazioni e le proteste persuasive sono un modo efficace per promuovere la propria causa?

Negli ultimi anni proteste e manifestazioni sono diventate quasi quotidiane. E sebbene ogni evento abbia avuto le sue ragioni e le sue specifiche finalità, l’obiettivo di tutti gli interventi è sempre lo stesso: aumentare la visibilità di una causa e, di conseguenza, la sensibilizzazione.

La risposta breve è positiva ma, come sempre, occorre fare un piccolo sforzo di approfondimento per comprendere in che modo la disobbedienza civile non violenta possa essere realmente efficace.

La sensibilizzazione del pubblico

In questo scenario, la prima cosa che dobbiamo condividere è che le proteste sono in grado di catturare l’attenzione dei presenti, dei politici e dei media, collegando un problema a persone reali e, di conseguenza, stimolando la persuasione e il cambiamento. Una protesta, a prescindere dalle dimensioni dell’evento, ha come effetto quello di far sì che almeno una persona veda la causa con occhi “nuovi”.

Tuttavia, è bene rammentare come gli eventi persuasivi possano assumere ogni tipo di forma. Non c’è una regola fissa quando si tratta di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla propria causa con la conseguenza che a seconda del proprio obiettivo e dello stato della propria campagna di sensibilizzazione, è possibile applicare diversi interventi, volta per volta personalizzabili sulla base di numerosi fattori.

Che si tratti di prendere parte a una riunione, partecipare a una marcia, accettare di indossare un colore o un simbolo specifico o convincere le persone a spegnere le luci per un’ora, il messaggio è sempre lo stesso: c’è qualcosa che non va e bisogna essere pronti a fare qualcosa, di simbolico o meno.

Uno degli esempi più celebri in tale ambito è quanto avvenuto nel 2007, quando il World Wildlife Fund for Nature Australia ispirò la prima edizione dell’Ora della Terra, una manifestazione oggi diffusa in tutto il mondo per dimostrare che tutti, dai bambini ai politici e agli amministratori delegati, hanno il potere di cambiare il mondo in cui vivono.

Ebbene, nel corso della prima edizione a Sydney 2 milioni di persone e più di 2.000 aziende hanno accettato di spegnere le luci per un’ora per dimostrare il loro impegno a creare un Pianeta più sostenibile. Da quel momento in poi l’evento si è rapidamente diffuso in tutto il mondo e oggi vi partecipano ogni anno migliaia di città in centinaia di nazioni.

In altri termini, questi tipi di eventi generano un senso di solidarietà che può essere molto importante, facendo sentire la propria causa più concreta ai partecipanti e raccogliendo ulteriore sostegno.

Un evento ben gestito, indipendentemente dalla sua portata, aiuterà a costruire una comunità di sostegno intorno alla propria causa: le mobilitazioni sono dunque un’opportunità per coinvolgere amici, famiglie e – soprattutto – persone sconosciute, al fine di dimostrare che non si è soli nella propria lotta.

In ogni caso, quando si organizzano delle proteste sotto forma di manifestazioni o altre iniziative, è fondamentale ottenere le relative autorizzazioni di legge. È proprio per questo che le iniziative di sensibilizzazione, per evitare incomprensioni, devono essere preparate in anticipo, con gli organizzatori chiamati ad affrontare un processo di richiesta e di approvazione della stessa che può essere piuttosto lungo.

Partire con un po’ di margine permetterà di avere tutto il tempo necessario per effettuare controlli a più livelli.

Come fare scelte più green

A questo punto possiamo cercare di fare un ulteriore passo in avanti e comprendere come poter fornire il proprio contributo personale alla sostenibilità ambientale e dei consumi di lusso con i propri comportamenti quotidiani.

Abbiamo individuato 7 cambiamenti che potrebbero fare la differenza!

Bottiglia riutilizzabile

Procurati una bottiglia d’acqua riutilizzabile, da usare al posto di quelle monouso, che sono una delle principali fonti di inquinamento da plastica. Abbandona gli usa e getta e passa a una bottiglia d’acqua riutilizzabile per dare subito un tuo corposo contributo all’ambiente. Peraltro, in commercio ci sono ottime alternative di particolare qualità, pronte a farti compagnia con stile e con efficacia!

Non usare i sacchetti del supermercato

Che tu sia diretto al supermercato o al centro commerciale, porta le tue borse con te. Questo aiuterà a ridurre l’uso di sacchetti di plastica (laddove ancora in uso), che sono una delle principali fonti di inquinamento marino.

Acquisti locali

Uno dei passi più importanti per rendere più ecologiche le proprie abitudini è fare acquisti a livello locale, acquistando da aziende vicine, per ridurre le emissioni di carbonio dovute al trasporto. Inoltre, così facendo si sostiene l’economia locale e si creano posti di lavoro nella comunità.

Acquistando localmente, si saprà inoltre da dove provengono i propri prodotti: dai mercati agricoli alle cooperative alimentari, passando per i rivenditori indipendenti, sono numerose le opportunità concesse a coloro che desiderano comprare local.

Consumi digitali

Sempre nell’ottica di ridurre l’inquinamento legato al trasporto, si può cercare di preferire il consumo digitale nell’ambito dell’intrattenimento. Si pensi alla possibilità di giocare ai migliori casinò online con licenza AAMS piuttosto che recarsi nei casinò fisici.

Una buona alternativa per trovare un po’ di svago, senza rinunciare alla comodità della propria casa

Acquistare all’ingrosso

Quando si tratta di assumere approcci più eco-compatibili, una delle cose migliori da fare è acquistare all’ingrosso. In questo modo si riducono i rifiuti da imballaggio, poiché non si acquistano più articoli di piccole dimensioni che hanno una loro confezione, ma si preferiscono quantità, spesso sfuse, che garantiranno anche un buon risparmio di denaro: l’acquisto di prodotti sfusi è di fatti di norma più economico rispetto all’acquisto di singoli articoli.

Per essere sicuri di ottenere il miglior affare, confrontate i prezzi per unità piuttosto che il costo complessivo dell’articolo!

Naturalmente, quando si acquista all’ingrosso, è bene assicurarsi di:

  • avere spazio sufficiente per riporre i prodotti prima di acquistarli. Non ha senso comprare troppi oggetti se non si ha un posto dove metterli
  • pensare alla frequenza di utilizzo di un prodotto prima di acquistarne una grande quantità. Se si sa che non verranno utilizzati quei prodotti prima che scada e vada a male, è bene non comprare
  • controllare le date di scadenza, un atteggiamento particolarmente importante per gli alimenti, ma che può valere anche per altri prodotti come cosmetici e prodotti per la pulizia.

Valutare il telelavoro

Se possibile, si può ridurre il pendolarismo lavorando da casa alcuni giorni alla settimana. Questo approccio non solo contribuirà a ridurre l’impronta di carbonio eliminando gli spostamenti, ma potrà anche contribuire a ridurre lo stress e ad aumentare la produttività. Se non è possibile lavorare da casa, anche il ricorso al car pooling o ai mezzi pubblici possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale.

Come dimostrano recenti analisi, molte aziende si stanno ormai abituando e spostando verso questa nuova (in Italia) metodologia.

Investimenti green

Gli investimenti in energia green potrebbero inizialmente determinare costi maggiori rispetto all’elettricità tradizionale, ma è certo che tale impiego valga la pena per chi vuole ridurre la propria impronta di carbonio e voglia risparmiare nel medio termine, unendo il vantaggio di compensare la dipendenza dai combustibili fossili con le energie rinnovabili, alla possibilità di avvantaggiarsi dei benefici (anche fiscale) di tale scelta.

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