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Quanto ambiente consumiamo con il nostro lavoro? Ce lo dice Yousign

Ogni azienda, dai freelance alla grande impresa, impatta sull’ambiente con la propria attività

Grazie a Yousign e ad un simulatore ecologico possiamo calcolare quanto l’attività di un’azienda comporta in consumo di alberi e litri d’acqua. Una PMI, ad esempio, ha un’impronta ecologica che equivale a 27 alberi e 465.000 litri d’acqua. Con i giusti accorgimenti il dato si può mitigare, con un vantaggio anche economico. Senza dimenticare che la maggioranza dei consumatori premia le imprese eco-responsabili

Secondo la definizione che ne dà l’Enciclopedia Treccani, l’impronta ecologica è un indice statistico che confronta il consumo umano di risorse naturali, di una certa porzione di territorio, con la capacità della Terra di rigenerarle, stimando l’area biologicamente produttiva necessaria a rigenerare le risorse consumate e ad assorbirne i rifiuti.

Dunque, il nostro agire quotidiano e qualsiasi nostra attività si riflette in maniera naturale sull’ambiente circostante. Questo impatto può essere minimo, ma può anche rivelarsi, soprattutto se non si presta la giusta attenzione, estremamente elevato.

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Il lavoro che svolgiamo non è esente da influenzare l’impronta ecologica, come sostiene Fabian Stanciu, Country Manager per l’Italia di Yousign, “anche in ambito lavorativo la nostra impronta ecologica è presente, anche troppo. Molte volte nemmeno ci domandiamo quale peso possa avere la nostra attività lavorativa di tipo amministrativo sul consumo di risorse naturali”.

Foto di Colin Behrens da Pixabay 

Prosegue Stanciu: “Spesso pensiamo che il peso della nostra impronta ecologica possa essere esiguo, e in alcuni casi potrebbe anche esserlo, ma se pensiamo alle nostre azioni quotidiane mentre siamo in ufficio e le sommiamo a quelle dei nostri colleghi, scopriamo che l’impatto che generiamo è tutt’altro che trascurabile. Senza considerare che tutto questo si ripercuote sull’impresa stessa dal punto di vista economico ma anche d’immagine. Le ultime ricerche, infatti, sottolineano che il 60% dei consumatori è attratto dalle imprese eco-responsabili e il 50% si è detto pronto a boicottare un’impresa con un’impronta ecologica elevata”.

Ma esiste un modo per poter effettivamente calcolare quanto la nostra impresa, da quelle individuali alle grandi aziende, può impattare sull’ambiente?

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Yousign, azienda punto di riferimento europeo della firma elettronica che punta a digitalizzare su cloud 15 milioni di documenti in Italia entro il 2023, grazie alle stime calcolate con il simulatore di impronta ecologica (ed economica) ha evidenziato un quadro preoccupante già a partire dall’analisi di una microimpresa, per diventare devastante se associato a grandi aziende. E nemmeno i freelance possono dormire sonni tranquilli:

L’impronta ecologica dai freelance alle grandi imprese

 • L’impronta ecologica annuale di freelance, professionisti e lavoratori autonomi, così come quello delle microimprese (fino a 10 dipendenti) può arrivare a equivalere a 10 alberi e 165.000 litri d’acqua, che corrispondono a 18. 333 casse d’acqua. Con i giusti accorgimenti si può più eco-sostenibili e al contempo arrivare a risparmiare dai 3.750 ai 18. 750 euro.

• Per una piccola impresa, che non superi quindi i 50 addetti, il conto sale a 27 alberi e a 465.000 litri d’acqua. Anche Il risparmio però può crescere. E in questo caso può arrivare fino a 90.000 euro.

• La media impresa che conta 100-200 dipendenti vede salire vertiginosamente l’impronta ecologica aziendale fino a 277 alberi e 4 .515. 000 di litri d’acqua. Di pari passo con il maggior impatto ambientale anche il risparmio per l’azienda, con un utilizzo oculato delle risorse, arriverebbe anche a 825.000 euro.

Quanto ambiente consumiamo con il nostro lavoro? Ce lo dice Yousign
Foto di Anthony Shkraba da Pexels

• Con un’impronta ecologica che ammonta a 166.677 alberi e oltre 28 milioni di litri d’acqua consumati chiudono la classifica le grandi imprese (fino a 1000 addetti). Il cui impatto sull’ambiente è davvero devastante.

E questo senza considerare le industrie o le multinazionali che contano in alcuni casi decine se non centinaia di migliaia di dipendenti. Per le grandi imprese un uso più consapevole delle risorse potrebbe fruttare fino a quasi 8 milioni di euro di risparmio.

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Fabian Stanciu ha voluto spiegare questi dati: “Il simulatore Yousign è un tool che per calcolare l’impronta ecologica aziendale si basa sull’impatto ambientale associato alla riduzione di impiego di carta attraverso l’analisi di tre fattori, il numero di documenti inviati per firma, quello di pagine per documento e infine il numero di destinatari per ogni documento.

È un modello che tiene conto del fatto che ogni destinatario di un documento lo stampa in media una volta e che la carta utilizzata contenga il 10% di materiale riciclato. Per determinare i valori finali questi dati poi vengono incrociati e rielaborati con le emissioni annue di CO2 di un frigorifero (classe A++), i litri d’acqua per riempire una vasca da bagno e il peso dei rifiuti solidi in un bidone della spazzatura da circa 75 litri”.

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