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Cobat, riciclo dell’elettronica a garanzia dell’ambiente

Cobat, iniziativa a favore dell’ambiente. Ognuno di noi in casa si trova a fare i conti con vecchi elettrodomestici, smartphone, pile e batterie esauste

Spesso lì abbandoniamo in un cassetto, ma c’è chi, con indifferenza e nessun rispetto ai problemi ambientali, li getta all’interno dei comuni cassonetti per i rifiuti con danni incalcolabili per il nostro ecosistema.

Esistono aziende specializzate nella raccolta e nel riuso di questi prodotti. Importante promuovere costantemente una riflessione su quei piccoli gesti e comportamenti quotidiani che provocano alterazioni all’ambiente.

L’adozione di abitudini e di stili di vita ecosostenibili, come per esempio il riciclo o il corretto smaltimento di materiali inquinanti, costituisce, infatti, il primo importante passo per contrastare lo sfruttamento irresponsabile dei beni naturali.

Cobat, reltà imprenditoriale

Una delle realtà imprenditoriali più attive in Italia in questo campo è Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo. Dai dati forniti, solo nel 2015, sono stati raccolti oltre 146 milioni di chili di rifiuti tecnologici.

Un dato pazzesco, una vera montagna di vecchi apparecchi successivamente trasformati in nuove materie prime. Il punto di forza del Sistema Cobat è la capillarità del proprio network: sono 90 i Punti Cobat – aziende autorizzate alla raccolta e allo stoccaggio – e 27 gli impianti di trattamento distribuiti omogeneamente in tutta Italia. La rete permette così di ottimizzare i costi e, soprattutto, di ridurre gli impatti ambientali.

Il progetto Cobat Zero Waste

Collaborazione, appunto. Questa la finalità del nuovo progetto che prende il nome di Cobat Zero Waste e che anticipa e fa proprie le nuove linee guida dell’Unione Europea con un servizio che tuteli produttori, cliente finale e ambiente.

Il progetto permetterà ai produttori di avere la certezza che i propri beni siano davvero a impatto zero, trasformandosi grazie al riciclo in nuove materie prime da reimmettere nel ciclo industriale, e agli acquirenti di avere un servizio personalizzato di ritiro di questi beni quando vogliono sostituirli o gettarli. Il sistema è semplice e rivoluzionario. 

Chi compra un prodotto che aderisce al progetto Cobat Zero Waste, troverà una garanzia aggiuntiva da attivare tramite un portale ad hoc. Attraverso il software di Cobat, potrà scaricare l’attestato e richiedere il ritiro del prodotto quando se ne vorrà disfare. Senza limiti di tempo e gratuitamente.

Una garanzia per l’ambiente, perché si avrà la certezza che questo bene finisca nel circuito virtuoso del riciclo attraverso un sistema di tracciabilità tra i più avanzati al mondo. E una garanzia per i cittadini, che hanno finalmente la possibilità di fare scelte ecosostenibili con la semplicità di un click.

Il primo partner: ABB

Com’è facile immaginare il progetto ha ben presto fatto breccia tra le aziende che utilizzano sistemi e strumenti elettronici. Tra queste c’è ABB, una multinazionale che opera in Italia nei settori dell’energia e dell’automazione.

Coerentemente con la propria filosofia di attenzione verso lo sviluppo sostenibile e le energie rinnovabili, è il primo partner del progetto, a garanzia dei propri prodotti e servizi. L’adesione a Cobat Zero Waste assicurerà una maggiore garanzia ai clienti attraverso la tracciabilità delle batterie degli inverter solari con accumulo nel loro intero ciclo di vita, dall’acquisto fino allo smaltimento.

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