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Salvare poli e ghiacciai: Italia adotta la dichiarazione di Parigi

Salvare poli e ghiacciai: Italia adotta la dichiarazione di Parigi
Foto @depositphotos.com

Bernini: “Necessarie collaborazione e condivisione per salvaguardare l’ambiente”

Una trentina di Paesi e organizzazioni internazionali stanno riunendo le proprie forze alla formazione della prima alleanza globale per la salvaguardia dei poli e dei ghiacciai del Pianeta.

Una task force nata a Parigi con l’obiettivo di intensificare gli sforzi per ridurre le emissioni e rafforzare la cooperazione nel campo della ricerca scientifica.

L’Iniziativa arriva otto anni dopo il celebre accordo sul clima della Cop 21, e nasce grazie al vertice One Planet-Polar Summit, che ha visto scienziati e decisori politici fianco a fianco per affrontare l’emergenza dei ghiacci.

Il ruolo dell’italia nell’alleanza mondiale a favore dei ghiacciai

Nell’ambito dell’iniziativa c’è anche l’Italia in prima linea. Ad annunciarlo il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, nel corso del vertice One Planet Polar Summit, l’evento internazionale tenutosi a Parigi.

“L’Italia è pronta a collaborare con tutti i Paesi che svolgono attività di ricerca scientifica ai Poli”, ha detto il Ministro Bernini nel suo intervento.

Al Summit hanno partecipato scienziati, esperti, ricercatori, rappresentanti istituzionali da oltre 40 Paesi, chiamati a dare un contributo sull’emergenza climatica e l’alterazione degli equilibri legati alla biodiversità degli oceani. Nella sessione finale sono intervenuti Capi di Stato e di Governo. Il Ministro Bernini ha partecipato su delega del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Dobbiamo riconoscere che la diplomazia scientifica – ha spiegato il Ministro Berniniè una necessità pratica e una grande occasione in questo momento di profonde tensioni globali. È attraverso il dialogo, la collaborazione e la condivisione dei dati che possiamo migliorare la nostra conoscenza dei Poli. Sembrano aree geograficamente distanti ma in realtà sono più vicine di quanto pensiamo. L’ecosistema gioca un ruolo fondamentale anche per i ‘nostri’ ghiacciai”.

Il Ministro Bernini ha annunciato: “Stiamo investendo in tecnologie e infrastrutture all’avanguardia per sostenere la ricerca polare, consentendo agli esperti di svolgere le loro attività in modo efficace e sicuro in questi ambienti estremi”.

L’Italia, con una catena alpina lunga circa 1.300 chilometri è da tempo impegnata in progetti di ricerca scientifica rilevanti. Il Progetto ‘Memoria del Ghiaccio’ in particolare mira a raccogliere e conservare porzioni di ghiacciaio a rischio di scomparsa, salvaguardando così i dati ambientali critici conservati nel ghiaccio stesso.

Anche le attività della nave oceanografica ‘Laura Bassi’ sono a supporto delle esplorazioni polari italiane. Nei giorni scorsi è partita la 39esima spedizione italiana in Antartide. La missione è realizzata nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA).

Non è mancato il punto del presidente francese Emmanuel Macron che ha sottolineato come l’attenzione sulla questione climatica debba rimanere alta nonostante le guerre e le tensioni internazionali.

Sono i dati più recenti illustrati in questi giorni dagli scienziati a sottolineare l’urgenza della situazione. Difatti il 2021 e il 2022 hanno messo in evidenza una notevole riduzione dei ghiacciai montani, con tassi di perdita di ghiaccio superiori in media del 20% rispetto all’ultimo decennio.  Si prevede che almeno la metà di questi ghiacciai andrà perduta entro il 2100.

La task force, gli obiettivi

Il documento finale della task force ha indicato tre obiettivi principali: aumentare gli sforzi internazionali per ridurre le emissioni, rafforzare la cooperazione scientifica nelle regioni polari e sui ghiacciai, tenere in maggiore considerazione gli effetti dello scioglimento dei ghiacci nei processi decisionali in ambito economico.

Inoltre il documento promette sostegno all’istituzione di un decennio delle Nazioni Unite dedicato alle scienze polari e glaciologiche che inizierà nel 2025 e si dichiara supporto a iniziative come l’Ice Memory Project  auspicando un allargamento del gruppo di alto livello ‘Ambition on Melting Ice’ che riunisce Paesi e organizzazioni a difesa dei ghiacciai di tutto il mondo.

Soddisfazione da parte dei rappresentanti della comunità scientifica, anche se con qualche scetticismo, come dichiara all’ANSA Carlo Barbante, direttore dell’Istituto scienze polari del Cnr e membro della delegazione dei ricercatori italiani: “Quello compiuto al Polar Summit è un piccolo passo significativo, però adesso servono azioni concrete. Non vorremmo che questo entusiasmo si spegnesse così come è accaduto all’indomani della Cop 21 di Parigi del 2015″.

Photo Credit: Depositphotos.

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