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Shenzhen, capitale mondiale dell’elettrificazione

Shenzhen, capitale della tecnologia e della mobilità a zero emissioni. La città era un borgo di pescatori con poche migliaia di abitanti. Oggi è definita la Silicon Valley della Cina con una crescita senza paragoni

Tredici milioni di abitanti e tante sedi delle più importanti industrie del mondo globale come la Foxconn, di Taiwan, che assembla gli iPhone e dà lavoro a circa mezzo milione di persone. O anche Huawei, Tencent, la “creatrice” del software WeChat e Zte, “sanzionata” dagli Stati Uniti con l’accusa di aver venduto materiale tecnologico all’Iran.

L’evoluzione di Shenzhen è cominciata negli anni Ottanta. Deng Xiaoping, leader comunista in anni cruciali, quelli che vanno dal 1978 al 1992, intende dare vita a un socialismo di peculiarità tutta cinese. Shenzhen diventa il centro di quella che viene chiamata la prima Zona Economica Speciale del paese (Special Economic Zones o SEZs), una “terra di frontiera” che comincia a prendere confidenza con il libero mercato.

Obiettivo: attirare capitali stranieri ma sempre attraverso il controllo dell’egida statalista imposta dalla dottrina comunista. La vicinanza con Hong Kong, “zona franca” di chiara matrice “occidentale” per quanto riguarda l’economia, si rivela particolarmente strategica.

In breve, infatti, Shenzhen diventa il crocevia mondiale della tecnologia. A sottolineare questa gigantesca e rapida ascesa è proprio il settore della mobilità, il pensiero rivolto all’ambiente per una nuova concezione del futuro. A Shenzhen, infatti, il 2018 è stato l’anno dell’elettrificazione dell’intero parco autobus in servizio, quasi 17 mila mezzi, il numero degli autobus che circolano a New York.

Anche il parco taxi da quasto punto di vista sta messo molto bene. Su 17 mila autovetture, il 65%, circa 13 mila veicoli, sono elettrici ed entro il 2020 tutti i 22 mila mezzi pubblici previsti saranno a batteria. Rilevante l’investimento della Byd, Build Your Dream, azienda costruttrice di auto e bus totalmente elettrici che ha sede a Shenzhen e che se la batte con Tesla: 500 milioni di dollari di capitale per produrre mezzi, 500, stazioni di ricarica, 5.100 colonnine di cui 300 da destinarsi solo ai torpedoni e 8.000 lampioni dotati di presa dislocati in tutta la città.

In questo modo si eviterà la dispersione nell’ambiente di circa un milione e mezzo di tonnellate di “veleni” di vario genere con un risparmio indicativo di 345 mila tonnellate di gasolio dei bus e 116 mila di benzina dei taxi.

Talmente rappresentativa per il mondo del futuro la trasformazione di Shenzhen che su questa esperienza è anche stato scritto il volume di Mary Ann O’Donnell, Winnie Wong e Jonathan bach: Learning from Shenzhen: China’s Post‑Mao Experiment from Special Zone to Model. Un esperimento importante che può e deve far riflettere sul futuro possibile: quello a zero emissioni.

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