giovedì, Luglio 29, 2021
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Sherpa, la mascherina che salva gli indomabili “calcettari”

Chi pratica sport di contatto, amatoriali o dilettantistici, sta soffrendo i divieti imposti dalle autorità governative, rinunciando ad una passione che spesso è difficile da spiegare e comprendere

Tutti gli inguaribili “calcettari” o ancora chi gioca a basket o a qualunque altro sport di squadra, attende con ansia che la situazione pandemica migliori per poter tornare ad indossare scarpe e scarpini e scendere nuovamente in campo.

Riprendere quei riti che, per molti, fanno parte della quotidianità, attività troppo spesso e sbrigativamente liquidate come inutili o superflue, al contrario importanti, sia solo guardando al beneficio fisico e mentale che porta ad ognuno un’attività sportiva costante.

Un’idea rivoluzionaria

Ipotizzare di fare sport indossando una mascherina chirurgica non è possibile, servirebbe quindi un’idea nuova e rivoluzionaria. Questa è arrivata niente meno che dal Politecnico di Torino e si chiama Sherpa, una mascherina pensata e sviluppata esattamente per chi pratica attività sportiva.

Il progetto nasce dalla collaborazione della materioteca MATto del Politecnico di Torino con aziende come: la Stamperia Alicese di Cavaglià, in provincia di Biella, che ne sta curando il confezionamento e la commercializzazione, Panatex di Montemurlo, in provincia di Prato, che ha pensato la struttura portante ed infine, guardando alla parte strettamente tecnica, il Centro di Ricerca della multinazionale UFI Filters di Ala, in provincia di Trento, leader nella settore della filtrazione, che ha studiato il materiale filtrante sostituibile.

Respirabilità e filtrazione

I risultati delle analisi a cui la mascherina è stata sottoposta hanno dato esito più che positivo, sia in termini di efficienza di filtrazione che di resistenza respiratoria (riposo, attività moderata e intensa). La respirabilità garantisce ad ogni atleta di inalare senza problemi fino a 200 L/min di aria, un risultato compatibile con la pratica degli sport più intensi, ma soprattutto, grazie al livello di filtrazione, va incontro alle perplessità di chi vuole, giustamente, sia garantita la massima sicurezza degli sportivi.

Comunicare senza problemi

Dobbiamo augurarci che si conosca e si pubblicizzi l’esistenza di questa mascherina e che possa rappresentare una motivazione valida di deroga ai limiti imposti. Ma non è tutto. Sherpa non limiterà nemmeno la capacità di comunicare in campo, magari riprendendo un compagno poco attento, un avversario insopportabile o, non si dovrebbe ma succede, l’arbitro ingiusto. Tale completa intellegibilità del parlato è stata verificata dall’Applied Acoustics Lab del Politecnico di Torino, in collaborazione con la professoressa Arianna Astolfi, responsabile del laboratorio, e la dottoressa Louena Shtrepi.

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