Sono cinque le filiere produttive che faranno da traino alla futura domanda di lavoro green

L’esperto in gestione dell’energia, l’esperto di acquisti verdi, l’esperto del marketing ambientale, il chimico verde, l’installatore di impianti a basso impatto ambientale sono alcuni esempi di green jobs che saranno maggiormente richiesti dalle imprese. Rappresentando nel complesso circa il 25% del fabbisogno occupazionale previsto nel periodo 2019-2023

0

Il lavoro dei prossimi cinque anni, non sarà solo più “digitale” ma anche più “green”. Saranno ricercati nel prossimo quinquennio dalle imprese italiane tra 518.000 e 576.000 lavoratori con competenze green per cogliere al meglio le opportunità offerte dall economia circolare.

Il sistema informativo Excelsior di Unioncamere  ha realizzato una previsione dei fabbisogni occupazionali italiani tra il 2019 e il 2023, evidenziando come gran parte del lavoro passerà dalle tecnologie e dal green.

Le cinque le nuove figure professionali green maggiormente richieste dalle imprese

  1. Esperto in gestione dell’energia (EGE)

  2. Esperto di acquisti verdi (Green Public Procurement)

  3. Esperto di marketing ambientale

  4. Il chimico verde (Green Chemistry)

  5. Installatore di impianti di impianti a basso impatto ambientale

Sono cinque le filiere produttive che faranno da traino alla futura domanda di lavoro green

1. Esperto in gestione dell’energia (EGE)

  • L’esperto in gestione dell’energia (EGE) è una figura professionale moderna ed interdisciplinare chiamata ad agire nel contesto del nuovo mercato europeo dell’energia, basato su princìpi quali la liberalizzazione dei mercati, le misure energetiche e ambientali contenute nel Pacchetto clima-energia (20-20-20)  , un sistema di qualifiche basato sulle competenze e un quadro di regole armonizzato.
  • L’ EGE è chiamato a interpretare al meglio i cambiamenti che hanno interessato il settore nell’ultimo decennio, mutando l’equilibrio degli interessi tra consumatori, fornitori di energia, gestori di rete ed Energy Service Company.
  • Per quanto riguarda la formazione della figura di esperto in gestione dell’energia i percorsi disponibili sono molteplici, e comprendono la formazione universitaria (preferibile ingegneria con indirizzi energetici), i master dedicati all’efficienza energetica ed alle fonti rinnovabili e i corsi di formazione.
  • Va sottolineato che sia la normativa primaria, sia le circolari applicative che si sono succedute negli anni, non impongono alcun obbligo di corsi da seguire, titoli da ottenere o esami da superare.
    Ciò premesso, va comunque da sé che un appropriato percorso formativo e, in particolare, un adeguato periodo di esperienza conseguita sul campo, siano due aspetti di fondamentale importanza per poter operare al meglio.

La figura professionale dell’energy manager

  • L’ energy manager nasce negli USA ai tempi della prima crisi petrolifera del 1973. In Italia è stata istituzionalizzata già dalla legge 308/82, ma è con la legge 10/91 che l’energy manager trova un nuovo e più forte impulso.
  • Un energy manager, come suggerisce il termine, è un professionista che ha il compito di gestire ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico, o più in generale una struttura, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili.

2. Esperto di acquisti verdi (Green Public Procurement)

  • Il GPP è il principale strumento per lo sviluppo della Green Economy e dell’Economia Circolare.
  • Gli acquisti verdi (GPP) sono uno strumento fondamentale, per le amministrazioni pubbliche e le imprese, per ridurre gli impatti ambientali della produzione e del consumo, promuovere e tutelare il lavoro dignitoso e i diritti umani lungo le catene di fornitura, diffondere le innovazioni tecnologiche sostenibili nell’economia e nella società.
  • Modificare i consumi pubblici e privati per favorire prodotti e processi a minore impatto ambientale ha effetti significativi sull’ambiente e sull’economia, e rappresenta la principale soluzione per costruire un’economia verde, durevole e responsabile.
  • È un aiuto per le imprese a inserire i criteri ecologici e sociali nella catene di fornitura e negli acquisti, convertire i loro prodotti in “prodotti verdi”, migliorare i processi di qualificazione dei fornitori e accedere a finanziamenti nazionali e comunitari.
  • I criteri per definire gli acquisti “verdi” sono rigorosi e predeterminati dal punto di vista tecnico.
  • Mentre per i cittadini e i privati esistono dei parametri (i CAM, ovvero Criteri Ambientali Minimi) che permettono di individuare prodotti a basso impatto ambientale, utili come guida per i propri acquisti.

3. Esperto di marketing ambientale

L’esperto in comunicazione e marketing ambientale realizza analisi di mercato per individuare i “bisogni” dei contesti socio-territoriali, progetta il piano di comunicazione, gli obiettivi, i mezzi, gli strumenti e le tecnologie da applicare e definisce il piano mezzi per la promozione e la diffusione di temi e iniziative di settore.

In particolare si occupa di:

  1. Elaborare analisi di fattibilità per la realizzazione e la diffusione degli interventi di promozione progettati a livello locale e sull’intero territorio nazionale;
  2. Individuare sul territorio le strutture ricettive ad ampia e media capacità e le realtà imprenditoriali operanti nel settore informatico, pubblicitario e tipografico da utilizzare per la realizzazione di piani promozionali e di marketing
  3. Organizzare fiere ed expo a livello locale, regionale e nazionale per la presentazione di prodotti e tecnologie a basso impatto ambientale
  4. Collaborare all’elaborazione di materiale audiovisivo e interattivo (VHS, CD-Rom, ecc…) nonché di folders, brochures e depliants informativi.
  5. Collaborare alla progettazione e realizzazione di portali e siti web sull’architettura a basso impatto ambientale (attivazione di forum, comunità di pratiche, e-learning).
  6. Fondamentale è la sua funzione di orientamento e consulenza per gli adempimenti normativi ambientali, per l’accesso ad incentivi e le possibilità di finanziamento nazionali e comunitari e per l’utilizzazione di fondi strutturali già in possesso degli enti locali.
  7. Svolge infine un importante attività di sensibilizzazione presso le strutture scolastiche e le associazioni pubbliche (consumatori, ambientaliste ecc.) per diffondere l’architettura a basso impatto ambientale.

Percorso di studi: economia e marketing, con specializzazione nel settore ambientale.

4. Il chimico verde (green chemistry)

È la chimica “verde” la vincitrice del Nobel per la Chimica 2018, assegnato agli americani Frances H. Arnold (quinta donna a vincere il Nobel della Chimica) e George P. Smith e al britannico Sir Gregory P. Winter, del Laboratory of Molecular Biology di Mrc a Cambridge, che con Winter conquista il dodicesimo premio Nobel.

Che cosa è la chimica verde (green chemistry)?

  • Secondo la IUPAC, l’Unione Internazionale di Chimica Pura e Applicata un’organizzazione non governativa a cui aderiscono molte nazioni, compresa l’Italia per il tramite del Consiglio Nazionale delle Ricerche, per chimica verde si intende: “L’invenzione, la progettazione e l’uso di prodotti chimici e processi per ridurre o eliminare l’uso e la produzione di sostanze pericolose”.
  • In pratica si tratta di un approccio nuovo applicabile alle attività di tutti i comparti della chimica, con l’obiettivo di migliorare i processi dal punto di vista ambientale, riducendo il consumo energetico e l ’ utilizzo di materiali, realizzando prodotti riciclabili o riutilizzabili, utilizzando reagenti sicuri e meno inquinanti e preferendo materiali rinnovabili a quelli derivati da fonti fossili o risorse minerali.

Esistono diversi strumenti per raggiungere questi obiettivi, sintetizzabili in due macro categorie:

  1. Innovazione green di processo, che sfrutta reagenti o vie di sintesi catalogati come “preferibili ” perchè non tossici, non cancerogeni e non mutageni, per esempio nella apposita lista del DfE, l’agenzia americana per il design ambientale.
  2. Innovazione green di prodotto, che utilizza le strategie di progettazione sostenibile per realizzare prodotti più performanti considerando il ciclo di vita complessivo. I più importanti campi di sviluppo della chimica verde, ad oggi, sono rappresentati dalla produzione di bio-plastiche, sviluppo di bio-celle a combustibile, realizzazione di packaging biodegradabili, produzione di solventi a base d ’ acqua e dall ‘utilizzo delle cosiddette “biotecnologie bianche” ,ovvero le biotecnologie utilizzate in ambito industriale.
    Questo nuovo modello di produzione industriale comporta la necessità di sviluppare ampiamente il contributo della chimica verde, per facilitare la disponibilità di prodotti ed elementi adeguati alla re-immissione nel ciclo.

Cosa fa il chimico verde?

L’esperto in chimica verde si occupa di ricerca di base o applicativa. I progetti di ricerca sono orientati a sviluppare nuovi componenti, solventi, reagenti o prodotti finali con le caratteristiche green elencate in precedenza e possono avere durata di alcuni mesi, ma anche di anni, soprattutto in ambito universitario.

In quali settori è richiesta la figura professionale del chimico verde?

  1. Nelle Aziende che operano nel settore della Chimica Verde e in quelle che, anche per effetto della legislazione internazionale, dovranno adeguare la loro produzione agli standard imposti dai principi della Chimica Ecosostenibile
  2. Nelle Aziende che si occupano di riciclo, di compostaggio e di trattamento dei reflui
  3. Nelle Aziende che si occupano della sintesi e della lavorazione di polimeri
  4. Negli Enti di Ricerca o di Controllo pubblici o privati che si occupano delle suddette tematiche

5. Installatore di impianti di impianti a basso impatto ambientale

Da alcuni anni è necessario conseguire un’apposita formazione/qualificazione obbligatoria per tutti coloro che vogliano svolgere l’attività di installazione e manutenzione di caldaie, caminetti, sistemi solari sia fotovoltaici che termici di uso domestico, sistemi geotermici a bassa entalpia e pompe di calore.

  • L’installatore di impianti a basso impatto ambientale si preoccupa della salvaguardia e della valorizzazione delle risorse del territorio e dell’ambiente e opera per la tutela della salute, la sicurezza del cittadino nei luoghi di lavoro, dell’abitare e dell’ambiente.
  • È in grado, inoltre, di riconoscere il valore e le potenzialità dei beni artistici ed ambientali per una loro corretta protezione e valorizzazione.

La domanda di competenze green riguarderà, in maniera trasversale, tanto le professioni a elevata specializzazione che le professioni tecniche, gli impiegati come gli addetti ai servizi commerciali e turistici, gli addetti ai servizi alle persone come gli operai e gli artigiani.

Caro Lettore,

Green Planet News è un quotidiano indipendente, "aperto" e accessibile a tutti. Ogni giorno realizziamo tanti articoli con foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione e nell'informazione come servizio ai lettori. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Siamo un gruppo di giornalisti professionisti che hanno attraversato e vissuto sulla propria pelle le difficoltà dell'editoria e che per questo hanno scelto di mettersi in proprio. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro. Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto e con la tua donazione, inoltre, potremo prevedere tante nuove iniziative, nuove sezioni del giornale, contributi, collaborazioni inedite e offrirti una informazione sempre più attenta e curata. Stiamo lavorando anche ad un importante progetto sociale dedicato ai territori difficili delle nostre città che il tuo aiuto potrà contribuire a realizzarsi in maniera totale. Grazie.


Sostieni Green Planet News

Lascia una risposta