(Adnkronos) – Dopo la strage di giovanissimi di Crans-Montana nella notte di Capodanno, ”le autorità svizzere hanno identificato sei cadaveri e tra loro non ci sono italiani”, ma ”aspettiamo di avere conferme su eventuali vittime italiane, cosa da non escludere”. A dirlo è stato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento con l’edizione straordinaria del Tg2. ”Siamo pronti con volo di Stato nel caso di dover rimpatriare eventuali vittime”, ha aggiunto.
“Fra l’altroieri e ieri abbiamo trasferito al Niguarda già sette dei nostri ragazzi, tutti in condizioni molto critiche; ne abbiamo ancora sei che sono in Svizzera”, ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenendo a Rtl 102.5.
“Oggi abbiamo un arrivo da Losanna, è sicuramente la paziente più grave e più seria”. Si tratta della 15enne “Sofia” che “dovrebbe arrivare a fine mattina, ma dipende dal meteo”, ha poi comunicato l’assessore durante il punto stampa davanti alla struttura sanitaria milanese, facendo il punto sui feriti coinvolti nella strage.
“Per fortuna abbiamo avuto l’autorizzazione a trasportare” la paziente “in elicottero qui al Niguarda. “Questo è l’unico arrivo previsto per oggi perché gli altri 3 pazienti che sono stati visitati dal nostro team sono stati dichiarati non trasportabili, ossia i due ragazzi italiani e il cittadino svizzero. Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente il 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti”.
Oggi perciò, ha proseguito l’assessore, “il ponte aereo si ferma con l’arrivo di Sofia, in attesa di avere la possibilità di essere autorizzati a portare gli altri italiani. Se gli svizzeri, come sembra, ci dovessero chiedere di accogliere altri loro pazienti, abbiamo già dato la disponibilità”.
“Ricapitolando – ha aggiunto Bertolaso – una ragazza arriva oggi, altri tre che avevamo già identificato non sono trasportabili e poi ci sono due ragazzi italiani ma non sono ancora stati identificati con certezza. Loro sono i due casi più gravi e si trovano al Centro ustioni di Zurigo. Abbiamo la ragionevole speranza che siano italiani ma dobbiamo ancora fare le prove del test del Dna, perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni, sono intubati quindi non possono parlare per cui bisogna attendere. In totale quindi abbiamo quel numero di 6 che porta a completamento il numero di 13 feriti italiani. Sette sono già qui ricoverati oggi, e ora arriva l’ottava che è Sofia”.
“I genitori” dei ragazzi rimasti feriti “sono preoccupatissimi e addoloratissimi, visto che si trattava di un gruppo di amici e qualcuno ce l’ha fatta, qualcuno è ricoverato, qualcuno è disperso. Sono quindi completamente scioccati. Abbiamo 5 psicologi che li stanno assistendo in questo momento qui all’ospedale Niguarda” di Milano “e altri 5 psicologi che nel team nazionale che si trova a Crans Montana stanno assistendo i genitori dei ragazzi dispersi”, ha raccontato.
Da oggi pomeriggio in poi, ha comunicato l’assessore, “usciremo con i bollettini per l’aggiornamento sullo stato di salute dei ragazzi ricoverati. L’operazione non è affatto conclusa fino a quando l’ultimo dei nostri ragazzi non sarà tornato a casa. Abbiamo fatto oltre 20 voli verso la Svizzera per andare a prendere i ragazzi, 40 ore di voli in condizioni meteorologiche non ottimali. È un gioco di squadra italiano di cui siamo orgogliosi e non ci fermiamo qui”.
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