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Terremoto, fare presto e fare bene

Terremoto, che fare? “La burocrazia italiana non può arrogarsi il diritto di decidere con lentezza sulla vita delle persone, e nessuno può rimanere indietro

Le macerie non possono diventare il paesaggio del futuro di un’Italia che per bellezza e arte non ha rivali al mondo”: lo ha dichiarato la scrittrice Barbara Appiano in visita in questi giorni nelle zone terremotate del Centro Italia. Al ritorno, in treno, “sull’onda emotiva di sguardi che non potrò mai dimenticare”, come ha detto, ha iniziato a scrivere “Tutto in una vita, tutto in un minuto”.

L’autrice è stata a Saletta, invitata da Andrea Ciucci, vicepresidente del comitato Ricostruiamo Saletta per incontrare i cittadini di comunità Accumoli, Amatrice e altri paesi devastati dal terremoto. Persone determinate a ricostruire la propria vita, ancora prima della casa andata in briciole nella notte di quell’agosto 2016.

Il motto del comitato Ricostruiamo Saletta, simbolo di una speranza che ancora deve tradursi in realtà, é racchiuso nelle parole di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene. Un paese vuole dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta lì ad aspettarti”.

Il comitato ha condotto Barbara Appiano nei luoghi della sofferenza, illustrando le motivazioni che sono alla base di Ricostruiamo Saletta: conservare la memoria di coloro che sono morti nella notte di quell’agosto 2016, attraverso iniziative sociali e di aggregazione e impedire lo spopolamento di queste terre meravigliose, dove l’agricoltura e l’allevamento sono le fonti dell’economia.

Il comitato Ricostruiamo Saletta ha raccolto finora circa 58.000 euro. Le macerie ancora vegliano sulla realtà circostante con aspetto austero e terribile, come un monito alla responsabilità degli enti preposti “all’azione”.

“Sarebbe interessante portare questo campionario di distruzione davanti ai palazzi del potere per creare con queste macerie e detriti di ogni foggia, un vero e proprio Monumento ai Caduti” ha detto Barbara Appiano in un comunicato stampa.

Terremoto: alcune storie

Sono state tante le storie raccolte dalla scrittrice. C’è quella di Antonia, 65 anni, 18 interventi chirurgici subiti per tornare a vivere in modo quasi normale, che ha raccontato la sua esperienza: più di otto ore sepolta sotto le macerie.

C’è la storia di Giuseppe, 70 anni, che non coltiva più l’orto perché bloccato in una depressione post terremoto che gli impedisce di vivere nel presente. Racconta del suo dolore, di quando aveva l’orto e le galline e della sua vita tranquilla, di affetti e abitudini che non riesce più ad avere. C’è Marisa, romana, titolare di una lavanderia che a Saletta ha perduto i genitori anziani nella notte maledetta del terremoto.

Una comunità piccolissima quella di Saletta che non vuole essere dimenticata e lo rivendica con orgoglio. Un mondo che vuole ripartire da quello che vedono tutti: valigie aperte, televisori a gambe all’aria, una parabolica che penzola da un balcone divelto e ancora una coperta all’uncinetto che spunta fra una tavolo ancora apparecchiato che resiste su un solaio spaccato in due.

Ovunque materassi che sbucano dai detriti come se volessero stare a galla nel mare delle macerie che tutto ingoia, una visione da fine del mondo, dove il mondo vuole ricominciare a vivere. Macerie custodi di tante storie e vite, salite alla ribalta per mano di una natura che non risparmia nessuno. Voci di un mondo che non intende sprofondare e che reclama un posto dove stare.

“Ad Amatrice non c’è più l’ospedale, ormai scomparso. Al suo posto un enorme cratere, in attesa di essere riempito da altro ospedale fintanto che la burocrazia faccia il suo corso e impari a correre come un ghepardo e non come una lumaca” ha aggiunto la scrittrice.

E ora?

Intanto il tempo scorre e la precarietà di queste zone rimane. Si parla di spread, di miliardi bruciati a danno dei lavoratori e degli italiani. E le vite “consumate” dei terremotati? Qui, sono le macerie a fare compagnia, il ricordo del dolore che di notte affonda il piede nelle strade silenziose.

Catastrofi, ingorghi esistenziali, decreti e lentezze, chi paga è sempre colui che non ha più nulla e che per legge non può rientrare in casa propria anche se questa non è crollata, obbligato a guardarla da un container, “nocchieri senza nave in tempesta”. Ora, ad esempio, c’è bisogno di un centro polifunzionale con un ambulatorio medico e un parco giochi per bambini. Chi volesse può contribuire consultando il sito internet del comitato.

Il libro iniziato sulla base di questa toccante esperienza, Tutto in una vita, tutto in un minuto, “sarà venduto a deputati e senatori della Repubblica Italiana, perché rappresentano le istituzioni e l’alto senso civico che lo Stato deve promuovere. Il ricavato sarà interamente devoluto alla comunità di Saletta e alle sue genti, e vuole essere lo studio degli effetti psicologici del terremoto sulla psiche umana”, come riportato dal quotidiano Piceno Oggi.

Barbara Appiano, durante la sua visita, ha anche donato ai cittadini copie del suo secondo romanzo “Città senza semafori e case con le ruote”.

“Altre macerie diventate dei campanili senza orologi mi aspettano ancora a giugno per continuare la mia esperienza di libera pensatrice e portatrice sana di empatia, un ruolo socialmente utile, senza scadenza contrattuale. Altri tour mi aspettano, in giro per l’Italia delle discariche e delle fabbriche killer. Attrazione fatale e sete di verità: la mia scrittura non può vivere senza”, ha concluso la scrittrice.

Mentre la terra continua a tremare, sul Resto del Carlino è apparsa poco fa questa dichiarazione del Commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli, in relazione al provvedimento di sospensione fino a gennaio del pagamento di tasse e contributi, appena varato, con la restituzione spalmata in 60 rate mensili anziché 24: “Insieme ai gruppi parlamentari, abbiamo condiviso anche altri interventi per facilitare la ricostruzione. Ho chiesto alle forze politiche, considerata la delicata situazione istituzionale, di recepire questi interventi in una specifica proposta di legge da presentare in Commissione speciale della Camera per una rapida approvazione “. Con il provvedimento, la sospensione del pagamento del canone Rai e delle principali utenze domestiche.

Ha inoltre sottolineato: “Mi arrivano segnali inequivocabili di un aumento della spesa. Teniamo il fronte. Temo che ci siamo segnali che denotano un’idea della ricostruzione collegata al business. Io lo so, sono un’imprenditrice, non sono Alice nel Paese delle Meraviglie ma non bisogna esagerare. La ricostruzione deve continuare a mantenere un filone etico senza il quale diventa un’altra cosa che non è quello che è immaginato”. La De Micheli ha anche aggiunto, “una volta insediato il Governo”. Intanto il Capo dello Stato riceve Cottarelli e Di Maio. Sono in molti ad avere ancora fiducia. Dall’Abruzzo alle Marche al Lazio. Per tutti noi una speranza, per loro una necessità. Non traditeli.

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