Transizione energetica sostenibile, elemento determinante per il futuro

La transizione verso un’economia sostenibile deve diventare un volano per la ripartenza del Paese. Pubblicato il  sesto Renewable Energy Report dell'Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano

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Transizione energetica sostenibile come futuro dell’economia e della nostra salute. È stato pubblicato da pochi giorni il sesto Renewable Energy Report 2020, redatto dall’Energy & Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano. Vediamone i passi principali.

Transizione energetica: i dati del report

La transizione verso un’economia energetica sostenibile appare un obiettivo lontano, ma ancora perseguibile. Sarà necessario però prevedere un approccio pragmatico nell’utilizzo di strumenti, tecnologie e policy per facilitare tale processo e farlo diventare un volano per la ripartenza del Paese.

Questi i principali dati emersi dal report. L’emergenza Covid19 ha impattato pesantemente sul settore delle energie rinnovabili, la cui crescita nel 2019 (+4% rispetto al 2018) era già in netto declino. La produzione da rinnovabili ha segnato un +0,7% rispetto al 2018 (113,7 TWh), grazie in particolare alla crescita di generazione eolica (+15%) e di quella fotovoltaica (+5%). Registrato un calo del 4,5% nei settori delle bioenergie e dell’idroelettrico.

Trend emergenti

I dati negativi inducono il Paese a dover cambiare passo già nel 2021, se vogliamo tentare di centrare comunque gli obiettivi 2025: 1,48 GW/anno, in media, per il solare e 1 GW/anno per l’eolico. Confermata la tendenza al ritorno degli impianti di grande taglia e il ruolo crescente delle rinnovabili termiche (oltre 19,6 milioni le pompe di calore installate), per una capacità complessiva di circa 124 GW.

Secondo gli operatori intervistati dall’E&S Group, sono 19 i provvedimenti “ad alto impatto”, ossia necessari per consentire un vero rilancio del comparto delle rinnovabili e raggiungere gli obiettivi. Purtroppo, solo 9 di essi si ritiene che compaiano effettivamente nell’agenda politica del nostro Paese.

Le performance sono assolutamente inferiori alle attese: al 2030 si avrebbe un divario rispetto all’obiettivo di oltre 23 GW per il fotovoltaico e di 3,5 GW per l’eolico. A questo si aggiunge il comparto dei sistemi di accumulo, per i quali bisognerà installare 3 GW di impianti centralizzati nei prossimi 5 anni e 4,5 GW di installazioni distribuite entro il 2030.

Il parere di Wärtsilä Italia Energy Solutions

Il commento di Marco Golinelli, Director Wärtsilä Italia Energy Solutions: “La transizione verso un’economia sostenibile deve diventare un volano per la ripartenza del Paese”.

Wärtsilä sostiene l’Italia nel raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici e nell’aumento della quota di energie rinnovabili nel mix energetico. Ma l’energia rinnovabile è intermittente per natura. Proprio questa caratteristica la rende potenzialmente “colpevole” di interruzioni nell’approvvigionamento o di eccesso di offerta, provocando un uso inefficiente delle fonti energetiche e squilibri nella rete.

Terna, titolare di rete di trasmissione nazionale, insieme ai distributori, sta investendo per potenziare le infrastrutture. Tuttavia, noi riteniamo che questo sforzo da solo non sia non più sufficiente a risolvere il problema dell’intermittenza, mentre saranno fondamentali soluzioni energetiche più flessibili e intelligenti, sia per un maggiore sfruttamento delle energie rinnovabili, sia per mantenere il sistema stabile ed equilibrato.

Queste soluzioni energetiche dovranno essere in grado di rispondere rapidamente alle interruzioni e potranno essere utilizzate ogni volta che l’intermittenza delle energie rinnovabili lo richiederà, consentendo la totale efficienza del sistema energetico”, commenta Golinelli.

Secondo Golinelli, “Con la sua efficienza e flessibilità, le centrali elettriche basate su motori alimentati a gas forniscono la flessibilità necessaria per coprire periodi di fluttuazioni dell’offerta rinnovabile, soprattutto quando la domanda di energia rimane elevata.

Inoltre, le capacità di risposta alla domanda ultraveloce permettono allo stoccaggio dell’energia di configurarsi come la soluzione ideale in scenari che vedono picchi e cali della produzione e richiedono quindi una regolazione della frequenza dell’energia.

La combinazione tra le centrali a motori e lo stoccaggio di energia non solo assicura l’affidabilità dell’approvvigionamento energetico, ma garantisce anche prezzi accessibili, poiché i motori a gas vengono utilizzati solo quando necessario e non devono essere azionati in una modalità di riserva rotante”.

Transizione energetica, l’importanza della flessibilità

La flessibilità rappresenta quindi una soluzione fondamentale per lo scenario presente e futuro ed è una condizione necessaria per la sicurezza del sistema elettrico e nel mercato energetico. Si tratta di una risorsa talmente imprescindibile che nei Paesi europei sono stati creati mercati dedicati all’approvvigionamento dei servizi di ancillari di rete. In Italia, ad esempio, Terna ha organizzato il cosiddetto Capacity Market.

Come sottolineano gli operatori intervistati dall’E&S Group del PoliMI, tuttavia, solo 9 provvedimenti su 19 giudicati “ad alto impatto” – ossia necessari per consentire un vero rilancio del comparto delle rinnovabili e raggiungere gli obiettivi – compaiano effettivamente nell’agenda politica. Alla crescente richiesta di flessibilità deve quindi corrispondere anche un’evoluzione dal punto di vista normativo.

L’obiettivo è quello di coinvolgere un sempre maggior numero di unità di generazione, accumulo e consumo alla fornitura dei servizi ancillari di rete e rendere una fetta sempre più importante degli utenti più consapevoli e partecipi alle dinamiche dei mercati elettrici.

In previsione dell’incremento delle esigenze di stoccaggio, il ruolo delle centrali elettriche a gas, con il loro sviluppo e innovazione, consentirà di ridurre i costi e garantire la sostenibilità ambientale ed economica dell’energia sistema e il raggiungimento degli obiettivi del PNIEC Italia 2030.

E La transizione “ecologica”? Progettare opere pubbliche e “ripensare l’agricoltura”

Dello stesso parere Francesco Vincenzi, presidente Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari), intervistato dall’Agenzia Dire.“La transizione ecologica dovrà essere un elemento distintivo per l’Europa nei prossimi anni. Lockdown e virus ci hanno dimostrato che una soluzione per uscire dalla crisi sarà progettare opere pubbliche”.

L’Italia deve ripartire dunque dalla capacità di attuare la transizione energetica ed ecologica e da un piano di opere pubbliche serio e a lunga gittata. A proposito di transizione “ecologica”, Vincenzi rimarca che “è dall’agricoltura che ripartirà l’Italia. Siamo un paese mediterraneo che ha bisogno di acqua, di acqua di qualità e della giusta quantità. Alla politica chiediamo di investire bene e nei tempi giusti le risorse in arrivo dall’Europa, più attenzione alle esigenze dei cittadini e ai cambiamenti climatici. Non bisogna pensare solo alla campagna elettorale del giorno dopo, ma avere un piano strategico che duri negli anni in modo da cambiare il modello di sviluppo non più basato sul consumo dei territori ma sulla valorizzazione della loro bellezza”.

Energie rinnovabili, valorizzazione dei territori, nuovi modelli di agricoltura, industrializzazione “verde” e consapevole appaiono come elementi fondamentali per uscire dalla crisi e modernizzare il paese. Non col le chiacchiere e con gli spot elettorali ma come fece Roosvelt all’indomani della crisi del 1929. Aprire cantieri, spendere “bene” per il paese, attuare modelli keynesiani per la rinascita di tutto un popolo. Insomma, dare di nuovo un futuro a questa Italia martoriata da inefficienza e coronavirus.

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