Una buona notizia, c’è l’accordo per l’end of waste

La normativa segna una svolta per l'economia circolare e per le aziende che puntano a tecnologie green

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Roma 3 ottobre 2019

Economia circolare al via con l’accordo per l’end of waste. Le procedure per trasformare il rifiuto in un prodotto saranno snellite. La decisione spetterà agli organismi delle Regioni e al Ministero dell’Ambiente verifiche e controlli del procedimento. Inoltre, per dare ordine alle normative e fare in modo che il tutto avvenga in maniera corretta e trasparente, viene istituito un “registro nazionale deputato alla raccolta delle autorizzazioni rilasciate”.

L’emendamento per l’end of waste scongiura il rischio di una procedura di infrazione Ue e mette il sigillo su una questione che era diventata particolarmente complessa. Approvato in commissione Territorio, Ambiente e beni ambientali, verrà inserito nel decreto legge per la tutela del lavoro.

Come riportato poco fa in un articolo del quotidiano La Repubblica di Cristina Nadotti poco fa, (a questo link il pezzo integrale) “A dare la notizia dell’accordo è stato il sottosegretario dell’Ambiente, Roberto Morassut, che ha mediato tra le parti: “Questa normativa, attesa da anni, segna una svolta e può congiungersi al grande piano di infrastrutturazione Green del Governo di 50 miliardi in 15 anni. È un risultato importante, è strategico di questa maggioranza, ottenuto con la pratica dell’ascolto e del confronto tra forze diverse ma ispirate a comuni obbiettivi e della interlocuzione con associazioni e imprese. Ora avanti per l’economia circolare e la svolta ambientale del modello di sviluppo del Paese”.

Particolare soddisfazione sull’accordo per l’end of waste ha espresso anche Michele Fina, direttore dell’associazione Transizione ecologica solidale (TES), presieduta dal deputato Andrea Orlando: “Le dichiarazioni del Ministro Costa e del Sottosegretario Morassut sull’accordo che sblocca l’end of waste sono una buona notizia”.

Fina prosegue. “Finalmente un primo passo nella direzione giusta, nello spirito delle nuove politiche europee di cui l’Italia è stata protagonista. Ed anche una prima risposta alle nuove attività di impresa ambientalmente virtuose che lavorano alle filiere del riuso. Si tratta, inoltre, di un contributo determinante alla battaglia contro il caos climatico, perché l’economia circolare è una parte essenziale di una nuova pianificazione energetica”.

Fonti

La Repubblica

TES, Associazione Transizione ecologica solidale

 

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