Primo premio interamente al femminile. Le attiviste provengono da Colombia, Nigeria, Regno Unito, Papua Nuova Guinea, Corea del Sud e Stati Uniti.
Il mondo sembra ormai ad un passo dal collasso ma nonostante tutto ci sono persone che si impegnano tanto da essere celebrate con vittorie ambientali.
Una dedizione, che potrebbe sembrare come un granello di sabbia in un deserto, può rappresentare invece la soluzione e le strategie utili per un tema complesso come la crisi climatica.
Il Goldman Environmental Prize, detto anche “Nobel per l’ambiente” si riferisce proprio a questo principio. Quest’anno la Goldman Environmental Foundation ha annunciato i sei vincitori del Goldman Environmental Prize 2026, il più importante riconoscimento mondiale per gli attivisti ambientali di base e sono tutte donne.
Da quando il premio esiste, è la prima volta che viene assegnato soltanto al femminile. Che le donne abbiano una marcia in più ormai è assodato. Chissà se la gestione dei cambiamenti climatici, con maggior potere alle donne, potrà essere affrontata con risultati migliori? Un’ipotesi da considerare.
Ma vediamo chi sono le sei vincitrici.
Goldman Prize, la lotta per il clima è donna
AFRICA
La biologa Iroro Tanshi, con il coinvolgimento della comunità locale, e una sorveglianza costante, ha protetto il Santuario di Afi Mountain in Nigeria
ha identificato gli incendi boschivi causati dall’uomo come la principale minaccia per la specie e ha lanciato una campagna di successo, guidata dalla comunità locale, per proteggere il suo rifugio, il Santuario della fauna selvatica dei monti Afi. Tra l’inizio del 2022 e il maggio 2025, lei e le sue squadre antincendio comunitarie hanno impedito che si verificassero gravi incendi boschivi all’interno e intorno al santuario, salvaguardando le comunità, le foreste e il fragile habitat del pipistrello dalle foglie rotonde a coda corta, una specie in via di estinzione.
ASIA
Si tratta di attivismo giovanile e l’attivista Borim Kim ne sa molto. Con la sua organizzazione, Youth 4 Climate Action, ha vinto la prima causa legale sul clima guidata dai giovani in Asia. Nell’agosto del 2024, la Corte Costituzionale sudcoreana ha stabilito che la politica climatica del governo violava i diritti costituzionali delle generazioni future, imponendo la creazione di obiettivi di riduzione delle emissioni giuridicamente vincolanti per il periodo 2031-2049.
EUROPA
Sarah Finch e il Weald Action Group, in ambito di fossili, dopo un decennio di instancabili campagne contro le trivellazioni petrolifere nel sud-est dell’Inghilterra, perseverando per cinque anni in crescenti battaglie legali contro un progetto di estrazione petrolifera nel Surrey, ha ottenuto, nel giugno 2024, una sentenza della Corte Suprema che ne ha finalmente imposto la chiusura, la “sentenza Finch”.
ISOLE E NAZIONI INSULARI
Theonila Roka Matbob-Papua Nuova Guinea
Theonila Roka Matbob ha guidato una campagna di successo che ha costretto Rio Tinto, la seconda compagnia mineraria più grande al mondo, a firmare un memorandum d’intesa storico nel novembre 2024 per affrontare la devastazione ambientale e sociale causata dalla sua miniera di Panguna, rimasta inattiva per lungo tempo. Nonostante avesse abbandonato il sito 35 anni prima a seguito di una rivolta sociale contro la miniera, la compagnia ha formalmente riconosciuto l’ampia gamma di danni causati dalla miniera e ha avviato un processo di bonifica collaborativo volto ad affrontare i rischi più urgenti e a stabilire un meccanismo di rimedio a lungo termine.
AMERICA DEL NORD
Alannah Acaq Hurley – Stati Uniti
Agendo per conto di 15 nazioni tribali, la leader Yup’ik Alannah Acaq Hurley ha guidato una campagna che ha fermato il megaprogetto minerario di Pebble nella regione di Bristol Bay, in Alaska. In qualità di direttrice esecutiva delle United Tribes of Bristol Bay (UTBB), Alannah e un’ampia coalizione hanno ottenuto uno storico veto da parte dell’EPA (Agenzia per la protezione dell’ambiente) sul progetto di estrazione di rame e oro nel gennaio 2023. Questa vittoria salvaguarda Bristol Bay e il suo bacino idrografico, che comprende 25 milioni di acri di aree selvagge, fiumi e zone umide e ospita le più grandi migrazioni di salmoni selvatici al mondo, dalla costruzione di quella che sarebbe stata la più grande miniera a cielo aperto del Nord America. Alannah e le UTBB continuano a lavorare per proteggere la baia dall’avanzare dello sviluppo.
AMERICA MERIDIONALE E CENTRALE
Yuvelis Morales Blanco-Colombia
Da giovane adulta, Yuvelis Morales Blanco ha contribuito a mobilitare la sua comunità a Puerto Wilches contro due importanti progetti di trivellazione, impedendo con successo l’introduzione del fracking a fini commerciali in Colombia. Nel 2022, con il fracking diventato una questione nazionale, la più grande compagnia petrolifera del paese, Ecopetrol, ha sospeso i contratti per i progetti pilota di fracking. Nell’agosto del 2024, con i progetti ancora sospesi, la Corte Costituzionale colombiana, in risposta a una causa intentata da un’organizzazione locale, ha confermato che i progetti avevano violato il diritto della comunità afro-colombiana di Puerto Wilches al consenso libero, preventivo e informato
Il premio ambientale, la storia
Fondato e istituito nel 1989 a San Francisco dai filantropi californiani Richard e Rhoda Goldman (erede della famiglia Levis Strauss, celebre per i jeans), il Premio Goldman assegnato annualmente a eroi ambientali provenienti da ciascuna delle sei principali regioni del mondo, celebra i risultati e la leadership degli attivisti ambientali di base di tutto il mondo, ispirandoci tutti ad agire per proteggere il nostro pianeta.
“Mentre continuiamo a lottare con ogni mezzo per proteggere l’ambiente e attuare politiche climatiche salvavita, negli Stati Uniti e nel mondo, è chiaro che i veri leader si trovano ovunque intorno a noi”, ha affermato John Goldman, vicepresidente della Goldman Environmental Foundation. “Le vincitrici del Premio 2026 sono la prova tangibile che coraggio, impegno e speranza sono fondamentali per realizzare progressi significativi. Sono particolarmente entusiasta di premiare per la prima volta un gruppo di sei donne, poiché questo riflette in modo eloquente il ruolo assolutamente centrale che le donne svolgono nella comunità ambientalista globale”.
Quest’anno, per la prima volta, tutte e sei le vincitrici del premio sono donne, a testimonianza del ruolo cruciale che le donne svolgono nel movimento ambientalista. Inoltre, donne e ragazze subiscono in modo sproporzionato gli effetti negativi delle crisi ambientali e dei cambiamenti climatici, assumendo spesso il ruolo di custodi e di risolutrici di problemi in seguito alle calamità.