Agenda 2030, gli obiettivi di equità sociale dello Sviluppo Sostenibile

GP News cerca di capire meglio i contenuti dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 basandosi sui tre principi fondamentali dello Sviluppo Sostenibile: equità sociale, integrità dell’ecosistema ed efficienza economica

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La comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui elementi essenziali sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS/SDGs, Sustainable Development Goals) e i 169 sotto-obiettivi, i quali mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico.

Dal Rapporto della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo: “Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.”

GP News cerca di capire meglio i contenuti dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 basandosi sui tre principi fondamentali dello Sviluppo Sostenibile: equità sociale, integrità dell’ecosistema ed efficienza economica.

Al primo gruppo appartengono gli obiettivi per l’equità sociale (Società):

  • L’equità intragenerazionale cioè all’interno di ogni comunità umana in un determinato momento storico e intergenerazionale cioè riferita alle generazioni future e consiste nella possibilità di accedere alle risorse, come equa distribuzione dei redditi e come diritto di ogni persona alla propria cultura, religione ed idea politica.
  • L’equità intergenerazionale consiste nell’operare senza precludere alle generazioni future la fruizione dell’ecosistema e delle sue risorse almeno nella stessa misura e negli stessi termini con cui ne fruiscono le presenti generazioni.
Obiettivo 1 – Povertà Zero

Obiettivo 1: Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

L’obiettivo 1 mira a eliminare la povertà in tutte le sue manifestazioni, a garantire la protezione sociale per i poveri e i vulnerabili, aumentare l’accesso ai servizi di base e sostenere le persone danneggiate da catastrofi naturali, crisi economiche e sociali.

 

Gli indici di povertà estrema si sono ridotti di più della metà dal 1990. Nonostante si tratti di un risultato notevole, nelle zone in via di sviluppo una persona su cinque vive ancora con meno di 1,25 dollari al giorno e ci sono molti milioni di persone che ogni giorno guadagnano poco più di tale somma.

La povertà va ben oltre la sola mancanza di guadagno e di risorse per assicurarsi da vivere in maniera sostenibile. Tra le sue manifestazioni c’è la fame e la malnutrizione, l’accesso limitato all’istruzione e agli altri servizi di base, la discriminazione e l’esclusione sociale, così come la mancanza di partecipazione nei processi decisionali.

La crescita economica deve essere inclusiva, allo scopo di creare posti di lavoro sostenibili e di promuovere l’uguaglianza.

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal1

Obiettivo 2 – Fame Zero

Obiettivo 2: Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

 

A livello mondiale la denutrizione colpisce quasi 800 milioni di persone, in particolare donne e bambini.
Fare in modo che tutti sulla Terra abbiano di che sfamarsi è un’impresa molto ardua, che deve affrontare grandi squilibri e disuguaglianze: oggi, infatti, una persona su nove non ha abbastanza da mangiare e una su tre è malnutrita, mentre nei Paesi avanzati una buona parte della popolazione è sovrappeso e quantità enormi di derrate alimentari finiscono tra i rifiuti.

L’obiettivo Fame Zero è ancora lontano. Fame Zero è strettamente legato agli altri obiettivi dell’Agenda, in particolare il primo, Sconfiggere la povertà, ma anche il terzo, Promuovere salute e benessere, perché la denutrizione è causa di malattie, debilita il fisico, aumenta il rischio di fratture e la suscettibilità alle infezioni.

Che ruolo ha l’agricoltura?

Ancora oggi l’agricoltura è il settore che impiega il maggior numero di persone in tutto il mondo, offrendo sostentamento al 40% della popolazione globale. Tuttavia, i cambiamenti climatici e la progressiva perdita di biodiversità delle colture rendono questo settore particolarmente a rischio.

Il secondo obiettivo dell’Agenda 2030 ha quindi lo scopo di dotare le comunità agricole di migliori mezzi di sostentamento e sistemi agricoli più sostenibili, per garantire un’alimentazione globale più nutriente e sconfiggere la fame: aumentare gli investimenti in infrastrutture rurali, ricerca agricola e formazione, sostenere i piccoli agricoltori, evitare sprechi e fornire aiuti alimentari alle popolazioni in difficoltà sono solo alcune delle azioni che i governi possono attuare per sconfiggere la fame nel mondo.

Per approfondire:
http://asvis.it/goal2

Obiettivo 3 – Salute e Benessere

Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

L’obiettivo 3 mira a garantire la salute e il benessere per tutti, in ogni fase della vita. Garantire una copertura sanitaria universale; accesso per tutti a farmaci e vaccini sicuri, efficaci, di qualità e a prezzi accessibili.

 

Proteggere la salute materna e quella infantile, porre fine alle malattie trasmissibili e al disagio mentale, combattere le conseguenze di fumo e sostanze stupefacenti: l’obiettivo salute è ambizioso ma è imprescindibile per dare all’umanità un futuro stabile, sano e felice.

Il terzo obiettivo è strettamente collegato al primo e al secondo: povertà, mancanza di cibo e malnutrizione privano di buona salute e benessere. Gli sforzi, quindi, oltre che essere concentrati sulla fornitura di assistenza medica, devono andare anche nella direzione di una diffusa copertura finanziaria per soddisfare i bisogni legati alla salute.

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal3

Obiettivo 4 – Istruzione di Qualità

Obiettivo 4: Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti

 

Un elevato livello di istruzione è la base fondamentale per migliorare la qualità della vita e diffondere uno sviluppo più sostenibile per la comunità globale. Una scuola, per considerarsi “di qualità”, non può limitarsi a trasmettere ai propri studenti una serie di nozioni e conoscenze, ma deve infondere le competenze specifiche per imparare a vivere nella società contemporanea e affrontarne la complessità, promuovendo l’inclusione e l’apertura nei confronti delle diversità culturali e ostacolando ogni forma di discriminazione e bullismo.

Un’educazione che deve continuare per tutta la vita, perché il mondo non si ferma e per partecipare attivamente alla vita sociale non basta più saper leggere, scrivere e contare, ma anche sapere utilizzare i nuovi mezzi di informazione e comunicazione.

Questo obiettivo è strettamente legato ai primi tre: l’istruzione è un valido aiuto per ridurre la povertà e quindi eliminare la fame e migliorare la salute.

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal4

Obiettivo 5 – Uguaglianza di Genere

Obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze

 

 

L’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne e delle ragazze sono un tema trasversale a tutti gli Obiettivi dell’Agenda 2030 e hanno registrato alcuni processi negli ultimi decenni: l’accesso delle bambine all’istruzione è migliorato, il tasso di matrimoni precoci è diminuito, siamo progrediti nel campo della salute sessuale e riproduttiva.

La parità di genere rimane una sfida permanente per i paesi in tutto il mondo. La mancanza di tale uguaglianza è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile.

Le disuguaglianze di genere sono ancora profondamente radicate in ogni società; le donne soffrono per la mancanza di accesso a un lavoro dignitoso, affrontano la segregazione occupazionale e divari salariali.

Spesso viene loro negato l’accesso all’istruzione di base e all’assistenza sanitaria, sono vittime di violenza e discriminazione e sono sotto-rappresentate nei processi decisionali, politici ed economici.

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal5

Obiettivo 10 – Ridurre le Disuguaglianze

Obiettivo 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

Un obiettivo ambizioso che riguarda molti ambiti diversi, ma molto difficile da raggiungere perché si scontra con preconcetti insiti in ognuno di noi. Infatti, sebbene le ineguaglianze di reddito siano le più evidenti, il decimo goal vuole eliminare ogni tipo di disuguaglianza, anche quelle che riguardano “età, sesso, disabilità, etnia, origine, religione, status economico o altro”.

Negli ultimi 30 anni il divario tra ricchi e poveri è andato aumentando e ha recentemente raggiunto il suo livello più alto in un gran numero di paesi OCSE: il 10% della popolazione più agiata dell’area OCSE ha un reddito medio disponibile di oltre 9 volte superiore a quello del 10% più povero. Per confronto, negli anni ‘80 del secolo scorso tale rapporto era pari a 7.

L’obiettivo 10 punta l’attenzione sulla riduzione delle disuguaglianze, monitorando, attraverso specifici indicatori, l’inclusione sociale, economica e politica dei cittadini.

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal10

Obiettivo 16 – Pace, Giustizia e Istituzioni Forti

Obiettivo 16: Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

La parola “pace” non si definisce solamente attraverso il suo contrario, ovvero “assenza di guerra”: associamo a essa, infatti, l’esistenza di alcuni diritti fondamentali della persona umana, approvati dall’Assemblea generale dell’ONU nella Dichiarazione universale dei diritti umani (1948), alla quale si sono ispirate altre dichiarazioni o convenzioni a carattere regionale.

Tra questi diritti, si ricordano il diritto alla vita, alla sicurezza, a soddisfare i bisogni primari, a manifestare i propri pensieri e le proprie idee.

La pace, la giustizia e la presenza di istituzioni efficaci, responsabili e inclusive sono al centro dello sviluppo sostenibile. Molte parti del pianeta hanno goduto di un più elevato livello di pace e di sicurezza negli scorsi decenni.

Ma in molti Stati ancora ci sono situazioni di conflitto e di violenza, e molte persone sono alle prese con istituzioni deboli e con scarso accesso alla giustizia, all’informazione e ad altre libertà fondamentali. Raggiungere una pace mondiale, eliminando i conflitti, combattendo il terrorismo e riducendo la criminalità ad ogni livello, è indispensabile per permettere uno sviluppo sostenibile che includa tutti.

Nel nostro continente, alcuni importanti indicatori sullo stato di salute dei diritti fondamentali sono forniti dal Rapporto dell’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat)

Per approfondire:
http://www.asvis.it/goal16

La prossima settimana parleremo del secondo gruppo dello Sviluppo Sostenibile: l’integrità dell’ecosistema.

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