venerdì, Settembre 24, 2021
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Amazzonia, è confermato, oggi produce più CO2 di quella che assorbe

Cambiamenti climatici, deforestazione e aumento degli incendi stanno facendo diminuire la capacità dell’Amazzonia di assorbire anidride carbonica e aumentando la produzione di CO2 fino a un miliardo e mezzo di tonnellate l’anno per gli incendi. Bolsonaro sotto accusa.

il polmone verde più grande del Pianeta quest’anno non respira più come dovrebbe e ha invertito la tendenza; ora produce più CO2 di quanta riesca ad assorbirne. La deforestazione, i cambiamenti climatici e l’aumento degli incendi stanno facendo diminuire la capacità dell’Amazzonia di assorbire anidride carbonica, al punto che in alcune aree della regione si emetterebbe più Co2 di quanta se ne riesce a smaltire.

Un miliardo e mezzo di tonnellate all’anno per l’esattezza, contro il mezzo miliardo di tonnellate che il respiro della vegetazione riesce a sottrarre. La differenza, un miliardo di tonnellate, è pari al totale delle emissioni annuali del Giappone. Lo rivela una ricerca pubblicata dalla rivista scientifica britannica Nature.

I ricercatori, come si legge nell’abstract dello studio, si sono basati su 590 rilevazioni aeree fino a un’altitudine di 4.500 metri, effettuate in quattro diversi punti della foresta nell’arco di 8 anni, tra il 2010 e il 2018.

L’Amazzonia, lo stato di salute

Le regioni orientali dell’Amazzonia, secondo i risultati ottenuti, emettono più Co2 del resto della foresta e addirittura, la parte sud-orientale del “polmone verde” sarebbe ormai una fonte netta di carbonio per l’atmosfera terrestre. Uno dei dati più preoccupanti, stando a quanto riportano i ricercatori, è che la foresta produce Co2 anche in assenza di incendi.

Questa dinamica si sarebbe creata in seguito ai roghi di anni precedenti nelle aree adiacenti e della deforestazione. Gli alberi essendo infatti i principali responsabili delle precipitazioni, con la loro assenza portano meno piogge, e meno piogge causano maggiore siccità e quindi incendi.

La maggioranza degli scienziati che hanno preso parte allo studio lavorano per enti del governo brasiliano, come l’Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais (Inpe), anche se non mancano esperti di atenei europei, come Leeds e Groninga, rispettivamente in Gran Bretagna e Paesi Bassi.

Luciana Gatti, dell’Inpe, che ha guidato le ricerche, ha detto che dallo studio emergono due cattive notizie: “La prima è che la foresta quando brucia produce una quantità di Co2 tripla rispetto a quella che riesce ad assorbire; la seconda che nei punti dove la deforestazione rappresenta almeno il 30 per cento, le emissioni sono dieci volte superiori a quella registrate nei punti dove il disboscamento è inferiore al 20 per cento”.

Il livello di incendi registrati nel mese di giugno di quest’anno nella parte brasiliana dalla foresta è il più alto dal 2007. Un dato, questo, che ha attirato critiche da più parti nei confronti del governo presieduto da Jair Bolsonaro, sotto accusa, e non da oggi, per aver incoraggiato la deforestazione selvaggia.

Fonte: Agenzia DIRE

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