Associazione Italiana Hoya, passione vera

Una passione, un sogno che diventa realtà: ce la racconta Giulia Campus, presidente della neonata Associazione Italiana Hoya

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Giulia Campus, presidente dell’Associazione Italiana Hoya

Abbiamo già conosciuto Giulia Campus, quando ci ha raccontato del suo amore per le piante che si chiamano Hoya. Giulia non ha solo una grande sensibilità che traduce in una passione capace di “ingentilire” il mondo. Giulia è anche una che di piante se ne intende. Laureata in Scienze Forestali ed ambientali corso di Agraria dell’Università di Sassari, Dottoressa forestale e tecnico di monitoraggio ambientale, iscritta all’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Nuoro, si occupa di formazione professionale e progetti ambientali nelle scuole, svolgendo la libera professione.

Da questo amore per le Hoya, è nata, assieme ad altri appassionati ed amici, l’Associazione Italiana Hoya. All’associazione è anche abbinata la nuova rivista che si chiama STEMMA.

Giulia, la nuova Associazione: di che si tratta?

L’associazione si chiama Associazione Italiana Hoya, un nome semplice, ma che racchiude la linea di pensiero del gruppo fondatore. Ovvero l’associazionismo come forma naturale di aggregazione tra persone che condividono la stessa passione, con gli stessi obiettivi: promuovere una corretta informazione fondata su basi tecnico-scientifiche, divulgare una cultura botanica accessibile a tutti, per poter vivere nel modo più sano e gratificante questa nostra passione per un genere di piante tropicali abbastanza complesso. Pur non ponendoci dei limiti geografici, abbiamo voluto sottolineare il carattere “italiano” della nostra iniziativa. Infatti,  mentre esistono da anni altre associazioni simili in altri Paesi, in Italia è la prima associazione dedicata al genere Hoya. L’Associazione Italiana Hoya nasce il 6 marzo 2018, ad opera di tre appassionati, Giulia Campus, Toti Bellavista e Rita Reale, che si sono ritrovati in primis a coltivare una profonda amicizia e poi a voler concretizzare un modello di gruppo associazionistico diverso da ciò che finora è stato proposto in Italia.

Perché un’associazione dedicata alle Hoya?

Negli ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse verso questo genere, non sempre supportato da un corretto approccio. Spesso questo approccio è stato limitato alle discussioni dei vari blog o dei social. Pur avendo avuto il grande merito di aver diffuso informazioni e suscitato molta curiosità, hanno inevitabilmente evidenziato un tipo di sapere frammentario, spesso approssimativo. Col rischio che la voglia di collezionare non è stata accompagnata ad una corretta conoscenza del genere, necessaria per saper coltivare le Hoya. Di un’associazione specializzata e di una corretta informazione sulle Hoya se ne sentiva proprio la mancanza. È  per questo che si è pensato all’associazione. L’appassionato di Hoya ha necessità, e lo dico a grande letttere, di notizie certe, concrete, scientifiche, tecniche, ha quella sete di informazione che non si può più dare con il contagocce. È necessario mettere a disposizione dei soci le basi di una propria esperienza personale di coltivazione ma anche tutta la parte letteraria di cui questo genere è ricco.

Hoya Carnosa “snow ball”. Foto: Giulia Campus

Quali i vostri obiettivi?

Il nostro obiettivo è il coinvolgimento di tutti i soci, dai neofiti, che si affacciano al mondo delle Hoya agli appassionati più assodati che cercano e vogliono affrontare aspetti più corposi e tecnici. Tra le finalità c’è l’intento di appuntamenti di tipo aggregativo come mostre con mercato- scambio, incontri, visite a collezioni e vivai, ma anche momenti dedicati all’aspetto formativo come corsi, convegni, seminari. Inoltre un aspetto fondamentale di questo progetto, forse il più ambizioso tra i nostri obiettivi, è quello di curare delle pubblicazioni su vari argomenti, dal momento che fino ad oggi non esistono delle vere opere divulgative sulle Hoya in lingua italiana. Il primo di questi obiettivi si chiama “STEMMA”. Si è fatto un gran lavoro per riuscire ad offrire una nostra rivista, con traduzioni di opere in tutte le lingue e ricerche di informazioni valide e corrette per riuscire a distribuire un prodotto unico. La nostra neonata Associazione però ha anche altri obiettivi più ambiziosi, tra i quali progetti editoriali più complessi, ma per il momento è solo un’anticipazione, chi avrà pazienza e costanza nel seguirci avrà delle gradite sorprese. L’intento sarà proprio questo, fornire quella garanzia di divulgazione e cooperazione come obiettivo primario da raggiungere.

Hoya Mathilde. Foto: Giulia Campus

Parliamo di “STEMMA”, il vostro giornale

Il nome di Stemma, viene scelto tra tanti e non a caso, perchè richiama la caratteristica forma stellata del fiore delle Hoya, la storia del nome è questa. “STEMMA” sarà un trimestrale, proposto come omaggio solo ai nostri soci. Il primo numero partirà da giugno 2018, una pubblicazione di circa 40 pagine con articoli, che affronteranno argomenti diversi. Si parlerà di aspetti scientifici, di coltivazione, di fitopatologia, tratteremo delle specie volta per volta, creando approfondimenti su ognuna di esse, ospiteremo le esperienze di esperti italiani ed esteri che si racconteranno per noi. Sulla rivista ci sarà anche lo spazio per i soci, che saranno parte integrante.

Un sogno che si realizza?

Hoya Linearis. Foto: Giulia Campus

Assolutamente si! Ho sempre creduto nelle mie idee ed in ciò che facevo. Però, l’aspetto individualista non si può portare avanti per concretizzare i sogni. C’è bisogno anche di persone che stimolino le tue stesse idee, costruiscano insieme a te le basi del progetto, collaborino come un vero team, ti aiutino nelle difficoltà, ti spronino per andare avanti, condividano con te la stessa passione. Devo dire che mi ritengo molto fortunata, perché questo sogno non si sarebbe realizzato senza il feeling che lega me a Rita e Toti, per questo bell’esempio di squadra li ringrazio.

Qual è il tuo ruolo all’interno dell’associazione?

Il mio ruolo all’interno dell’Associazione è quello di Presidente. Sono naturalmente onorata della stima riservatami per questo nuovo percorso impegnativo ma soprattutto entusiasmante che ci aspetta e spero di essere all’altezza della fiducia ricevuta. Come ho già detto in altre occasioni, il mio impegno sarà massimo per creare la giusta strada del e nel percorso associativo. Metterò a disposizione le mie conoscenze sia tecniche che pratiche per costruire qualcosa di nuovo.

Come pubblicizzerete le vostre belle iniziative?

Sicuramente questo articolo sarà la migliore vetrina per noi, un grazie va a te Daniele per la possibilità che ci hai dato. La pubblicità verrà fatta sui social in cui si ritrovano la gran parte degli appassionati. Stiamo lavorando ad un sito web, ma per ora il nostro ritrovo sarà un gruppo Facebook, che si chiama “Associazione Italiana Hoya”, rivolto solo ai tesserati, sarà un luogo di grandi approfondimenti derivanti dalle pubblicazioni, nuove notizie, eventi e quant’altro riguardi l’Associazione. Il nostro riferimento mail per qualsiasi informazione è: associazioneitalianahoya@gmail.com.

Siete in contatto con altre associazioni di questo tipo?

Lo stadio embrionale della nostra Associazione è stato portato avanti, prendendo come spunti altri esempi associativi, in primis quello svedese. Primo perché è tra i modelli più solidi, seri e semplici e secondo perché è tra quelle fondati da più tempo. A capire tante cose ci ha aiutato una grande esperta Torill Nyuus, che per tanti anni è stata Presidente dell’Associazione di Hoya in Svezia, anticipo una bellissima intervista, che lei ci ha concesso, che andrà sul nostro primo numero.

 

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