Bonus verde, detrazioni per giardini, terrazze e balconi

Si tratta di una detrazione fiscale simile a quella applicata con il bonus ristrutturazioni o mobili, solamente che questo riguarda il rifacimento di giardini e terrazzi. In questo modo si spera di incentivare i lavori di manutenzione degli spazi verdi, parte integrante del paesaggio urbano

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La detrazione Irpef è al 36% e si applica alle spese (fino a 5mila euro) sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private degli edifici, comprese pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, e per la realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Lo sconto riconosciuto è quindi pari ad un massimo di 1.800 euro. Il bonus verde è stato introdotto dalla legge di Bilancio per il 2018 (legge 205/2017, articolo 1, commi da 12 a 16) e prorogato al 2019 (legge 145/2018). Come per le altre agevolazioni Irpef, vale il principio di cassa: in dichiarazione dei redditi si possono cioè portare in detrazione le spese sostenute nel periodo d’imposta precedente, quindi entro il 31 dicembre dell’anno prima.

Poiché, allo stato attuale, il bonus verde è destinato a terminare a fine 2019, il prossimo 31 dicembre è anche la data ultima entro cui pagare gli eventuali interventi di “sistemazione a verde” per poter avere gli sconti fiscali nel 730/2020.

Come funziona?

Ipotizzando il massimo della detrazione il contribuente avrà diritto ad uno sconto di 1.800€ (su un totale di spesa pari a 5.000€), per una detrazione IRPEF di 180€ per i successivi 10 anni.

Naturalmente per poter scaricare le spese sostenute dal modello 730 sarà necessario presentare la fattura, (più i relativi bonifici) per questo motivo i lavori di manutenzione dovranno essere effettuati da professionisti del settore in regolare possesso della Partita IVA.

La detrazione è calcolata per unità immobiliare e suddivisa in dieci rate di carattere annuale. Il bonus verde è cumulabile, questo significa che nel caso in cui si effettuano lavori di sistemazione a verde su più abitazioni, si può utilizzare e sfruttare più volte il bonus stesso.

Per gli interventi del verde effettuati su parti comuni di condomini, l’agevolazione è sempre calcolata su una spesa massima di 5 mila euro per ogni unità immobiliare e spetta al singolo condomino che ha effettuato i lavori.
La detrazione fiscale si riduce a metà, se i lavori sono eseguiti su unità residenziali per uso professionale, commerciale, insomma nel caso di immobili ad uso promiscuo.

Chi può beneficiarne?

Sono detraibili le spese sostenute per la sistemazione del verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari e pertinenze. Sono detraibili, entro il limite massimo di spesa anche le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione dei lavori.

Rientrano nella detrazione la trasformazione di parte di un cortile in giardino, la realizzazione di impianti di irrigazione (con acquisto contestuale della cisterna), la creazione di pozzi, la realizzazione di coperture a verde o di giardini pensili.

Mentre non sono detraibili le opere di manutenzione ordinaria annuale dei giardini come la potatura dei rami secchi o l’acquisto di piante in vaso; gli interventi eseguiti dal contribuente in proprio, senza essere appaltati a ditte che si occupano di sistemazione del verde; il cambio di una recinzione esterna del giardino; opere eseguite su edifici non abitativi (uffici, negozi…); l’acquisto di vasi per il balcone; gli interventi realizzati su immobili in costruzione.

Un contributo all’ambiente, come sostenuto da Coldiretti, questa misura favorendo la diffusione di parchi e giardini in città si pone anche come uno strumento per la lotta all’inquinamento. D’altronde una pianta adulta è “capace dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili dall’aria”, quindi per ogni ettaro di piante ogni anno ci sono circa 20 chili di polveri e smog in meno.

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