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Caccia: una firma per dire NO alla legge “sparatutto”

Caccia: una firma per dire NO alla legge "sparatutto"
Foto di Tomasz Proszek da Pixabay

Una proposta di legge, presentata dall’onorevole Bruzzone, vuole liberalizzare la caccia e farne un’attività “no-limits”.

Caccia, una firma per dire NO. La proposta “Bruzzone” vuole cancellare il limite di chiusura della stagione venatoria, allungando la stagione e permettendo l’abbattimento degli uccelli anche nel delicatissimo periodo di migrazione pre riproduttiva.

Ritirare la proposta di legge che ha come primo firmatario il deputato leghista Francesco Bruzzone e che ha come obiettivo lo smantellamento della legge 157/92, la normativa di tutela della fauna selvatica italiana, in conformità a quanto previsto da direttive europee e convenzioni Internazionali, in favore della “caccia no-limits”. È quanto hanno chiesto le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc Animal Protection, Oipa, Federazione Nazionale Pro Natura e WWF Italia nel corso dell’audizione che si è tenuta questo pomeriggio presso la Commissione Agricoltura della Camera sul testo in questione.

Se la proposta di legge venisse approvata, i calendari venatori verrebbero emanati per legge, con durata quinquennale, consentendo l’abbattimento di specie in grave stato di salute e impedendo il ricorso ai tribunali amministrativi. La caccia sarebbe aperta sette giorni su sette, senza più giorni di silenzio venatorio. Il paese ha bisogno di altro, a nostro avviso, non di ulteriori danni alla natura e ai suoi “abitanti”.

Come sottolineato da Il Fatto Quotidiano, molti degli stessi cacciatori non approvano la “legge sparatutto”. Viene infatti evidenziato nell’articolo a firma di Alberto Marzocchi:Sparare sette giorni su sette, abolendo il silenzio venatorio, non piace nemmeno ai cacciatori. “Mica siamo così, nel nostro Dna c’è il rispetto del territorio e delle specie animali che lo abitano. Distruggere tutto in maniera incontrollata non fa parte della nostra mentalità“. L’idea di Arci Caccia – che comunque, al pari delle altre associazioni venatorie, punta a modificare la 157/92 – è di ristabilire l’equilibrio politico che si raggiunse a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta e che portò alla formulazione dell’attuale direttiva.

C’è anche da considerare che, in caso di approvazione di questa proposta che sembra partorita dalla stessa mentalità di chi vuole abbattere gli orsi invece di trovare il modo di creare una pacifica convivenza tra umani e animali, si ridurrebbero ancora di più le tutele per gli uccelli usati come richiami vivi (una delle vergogne della nostra normativa), che già oggi vivono in modo inaccettabile: tenuti al buio, per mesi, in gabbiette minuscole e in pessime condizioni igieniche solo per farne, appunto, strumenti da richiamo.

Insomma, un quadro generale complesso, che già vede l’Italia sotto procedura di infrazione europea e sotto inchiesta proprio per le conseguenze negative dei calendari venatori emanati negli ultimi anni, e dunque peggiorerebbe ancora.

La sensazione è quella, costante purtroppo, di un grave e reiterato attacco alla Natura. Per tutti questi motivi le associazioni ambientaliste e Il Fatto Quotidiano (QUI il link per firmare la petizione proposta dal giornale, chiedono il ritiro immediato della proposta di legge e una serie di azioni a tutela degli uccelli e della biodiversità. Chiedendo il supporto di tutti, evitando battaglie ideologiche per fare voti alle spalle della natura e degli animali.

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