Ecotassa sì o no? La mediazione intelligente di e-mob

e_mob, il coordinamento dei promotori della mobilità elettrica, lancia al governo la sua proposta tesa a mantenere il meccanismo del bonus-malus sulle auto più o meno inquinanti, ma con una più attenta analisi delle ripartizioni e dei limiti di emissione, escludendo dal sovrapprezzo i modelli più economici preferiti dalle famiglie ed incentivando la scelta dell'elettrico.

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Ecotassa sì o no? la mediazione intelligente di e-mob. E_mob è il coordinamento dei promotori della mobilità elettrica, i cui protagonisti sono pubbliche amministrazioni, enti territoriali, consorzi e numerose associazioni di categoria che sposano i principi della mobilità sostenibile ed in particolar modo quelli della mobilità elettrica. L’obiettivo è quello di favorire la cultura dell’elettrico e la diffusione dei veicoli elettrici in tutte le sue forme: dal trasporto pubblico a quello condiviso (sharing) fino a quello privato con bici a pedalata assistita, scooter, moto e auto elettriche. La strategia parte “dal basso”, cercando di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di muoversi in elettrico e aiutando i Comuni a sviluppare infrastrutture e servizi che agevolino la diffusione dei mezzi a batterie. Un coinvolgimento che avviene attraverso il supporto tecnico e la sottoscrizione della Carta Metropolitana della Mobilità Elettrica già firmata da oltre 100 amministrazioni locali con più di 20.000 abitanti.

Ecotassa sì o no? La mediazione intelligente di e-mob (Foto Pixabay)

All’interno del governo, dopo l’approvazione della Camera e in attesa del voto al Senato, si discute ancora se mantenere o modificare l’emendamento approvato all’interno della manovra di bilancio, la cosiddetta ecotassa. Il provvedimento prevede incentivi dai 1.500 ai 6 mila euro per chi acquista – tra il 2019 e il 2021 – un’auto nuova con emissioni tra zero e 90 grammi per chilometro di anidride carbonica: elettrica, ibrida o comunque poco inquinante. Nello stesso tempo i veicoli che presentano valori di emissioni superiori ai 110 grammi per chilometro saranno soggetti a una tassa tra i 150 e i 3000 euro. L’importo sarà calibrato, sulla base di 9 fasce di emissioni, al numero di grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro oltre la soglia sopra indicata.

Ecotassa sì o no? La mediazione intelligente di e-mob

A fronte delle reazioni negative categoriche, si veda ad esempio Fca, e_mob, per voce del suo coordinatore Camillo Piazza, all’incontro con i rappresentanti del Governo ha lanciato una proposta alternativa che verrebbe incontro alle osservazioni fatte al provvedimento.

“L’idea dell’ecotassa è giusta, tanto che l’abbiamo elaborata, promossa e presentata durante le due edizione della Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica. Meno efficace pare la ripartizione dei bonus/malus. Sul fronte malus riteniamo opportuno fare partire la tassa sulle vetture con emissioni di almeno 150 grammi/km, limite che escluderebbe dal sovrapprezzo dell’ecotassa i modelli più economici scelti dalle famiglie con minore disponibilità economica. Inoltre, il limite di 150 grammi esclude dal malus circa l’80% delle auto sul mercato concentrando la tassa soltanto sui modelli a maggiore impatto ambientale”.

Quanto agli incentivi, l’idea di e_mob sarebbe di concedere contributi soltanto alle vetture elettriche. “Le agevolazioni -prosegue Piazzahanno senso se servono a sostenere tecnologie emergenti con qualità ambientali, ma ancora poco competitive sul piano economico. Viceversa, sono poco efficaci per aiutare tecnologie già consolidate. Può essere comunque utile includere modelli con le tecnologie tradizionali per favorire il rinnovo del parco circolante con vetture più moderne e meno inquinanti”.

Un ragionamento che porta a una proposta dove i modelli con emissioni inferiori ai 20 grammi/km percepiscono un contributo sostanzioso in grado di rendere effettivamente più appetibile l’acquisto di un’auto elettrica. Altri incentivi più contenuti sono destinati ai modelli con emissioni fino a 70 grammi/km. Inoltre, e_mob chiede che almeno una quota del 25% dei contributi elargiti sia destinata esclusivamente alle vetture elettriche per evitare, come successo in passato, che gli incentivi vengano esauriti dai modelli tradizionali.

 

 

 

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