venerdì, Luglio 30, 2021
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I lavori del futuro spiegati ai bambini: il volume di Sofia Erica Rossi e Carlo Canepa

I lavori del futuro. L’architetto di luoghi impossibili e altre incredibili professioni (editore WhiteStar Kids), un libro allegro e divertente scritto da Sofia Erica Rossi e Carlo Canepa con le coloratissime illustrazioni e illustrato da Luca Poli. Ideale per parlare ai bambini dei cambiamenti climatici e del futuro del pianeta. In questa intervista ce ne spiega i passi salienti Sofia Erica Rossi

I lavori del futuro. L’architetto di luoghi impossibili e altre incredibili professioni, ovvero come appassionare con allegria alle questioni principali dell’attualità, dall’ambiente ai green jobs e capirne di più su clima e tutela del pianeta. Il volume scritto da Sofia Erica Rossi, comunicatrice scientifica presso l’IRCSS Ospedale San Raffaele e Carlo Canepa, giornalista, è strutturato in 16 capitoli, ognuno dei quali racconta la vita quotidiana di un ricercatore o di una ricercatrice del futuro in molti dei campi del sapere: il cacciatore di nuvole, il pescatore di plastica, la gelataia di ghiacci polari, la detective scova-virus sono solo alcune delle professioni, di alcuni lavori del futuro immaginati.

Per capire fin dove possiamo spingerci con l’inventiva, il futuro immaginario dei racconti poggia infatti sulle attuali esigenze dell’umanità e sulla conoscenze scientifiche che abbiamo già a disposizione. In un’epoca in cui si parla sempre più di automazione e di un futuro “senza lavoro”, che cosa può stimolare la fantasia dei ragazzi se non scenari sulle novità inesplorate che li attendono?

Un nuovo modo di fare divulgazione scientifica per i bambini, con racconti illustrati, numeri e grafici. L’obiettivo del libro è sensibilizzare le nuove generazioni verso sfide sempre più importanti – come il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale, la siccità e l’editing genetico – e appassionarle al mondo della ricerca e ai bisogni di domani.

Sofia Erica Rossi racconta in questa intervista come è nato questo simpatico e interessante progetto.

Sofia, come ha avuto origine l’idea di un libro per bambini che parlasse ai bambini di ambiente e lavoro?

L’idea del libro è nata quasi per caso, davanti a un caffè. Ci stavamo chiedendo che cosa avremmo voluto fare “da grandi” e abbiamo iniziato a fantasticare. Per un attimo abbiamo oltrepassato i limiti della realtà e…voilà: io ero una gelataia di ghiacci polari e Carlo un cacciatore di nuvole!

In un’epoca in cui si parla sempre più di automazione e di un futuro “senza lavoro”,
abbiamo pensato a come poter stimolare la fantasia dei ragazzi sulle novità inesplorate che li attendono, e l’idea di un libro di racconti (fanta)scientifici – che partissero da sfide attuali, come il cambiamento climatico – si è rivelata vincente.

Quale riscontro avete avuto dai bambini o quali mestieri sempre secondo le vostre esperienze sono quelli più attrattivi per i più piccoli?

Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi da parte di bambini e adulti (!) su quale fosse il loro “lavoro del futuro” preferito. Dall’architetto di luoghi impossibili alla giardiniera di piante parlanti: non c’è – almeno per ora! – una classifica dei mestieri più gettonati, e nè io nè Carlo riusciremmo a sceglierne uno soltanto.

Dai bambini abbiamo ricevuto il riscontro migliore che potessimo immaginare: una volta gettato in loro il seme della “possibilità” di sognare futuri mondi e futuri lavori, hanno continuato a fantasticare sui racconti inventandosi finali alternativi o addirittura nuovi mestieri!

Come riusciamo a far capire ai bambini e agli adulti “meno ricettivi” la questione ambientale?

Un tema molto complesso quello della sensibilizzazione alla questione ambientale e alla conseguente assunzione di responsabilità individuale. I temi ambientali sono difficili da comunicare perché non hanno a che fare con scoperte, ma incertezze e controversie e ci spingono a pensare in prospettiva, cosa che noi esseri umani tendiamo a rifuggire. Cambiare i comportamenti delle persone è un obiettivo ambizioso ma non impossibile. E di recente l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul Cambiamento climatico) ha pubblicato un testo dove riporta i 6 principi fondamentali per comunicare efficacemente su temi legati all’ambiente e ai cambiamenti climatici. Tra questi: parlare di cose concrete e non di idee astratte, ascoltare il proprio pubblico che ha valori e ideologie diverse, raccontare storie per dare un volto alla crisi in atto. E in parte, nel nostro libro, abbiamo provato a fare proprio questo.

A proposito di lavori del futuro: il volume è strutturato in 16 capitoli, ognuno dei quali racconta la vita quotidiana di chi svolge ricerca. Come è la vita di chi fa ricerca e di chi si occupa di queste tematiche in un paese come questo dove sempre più giovani vanno “in fuga” all’estero?

Fare il ricercatore non è di certo un lavoro facile: bisogna fare i conti con le incertezze economiche, con l’idea che si potrebbe cambiare posto di lavoro ogni due o tre anni, con la necessità di lavorare tanto, (quasi) senza orari. Ma fare ricerca – in tutti gli ambiti del sapere – significa anche voler immaginare il mondo che si vorrebbe per le generazioni future e contribuire in prima persona a crearlo. Indubbio è che in Italia i finanziamenti e le sovvenzioni economiche siano ridotte rispetto ad altri paesi, ma spero che questo periodo di pandemia abbia fatto riscoprire il valore della ricerca e dei ricercatori. In Italia abbiamo centri di ricerca validissimi che possono fare (e lo stanno già facendo) una scienza competitiva a livello internazionale.

Lei è comunicatrice scientifica al San Raffaele di Milano: raccontiamo la sua esperienza in un momento come questo

Oggi più che mai, l’emergenza sanitaria Covid-19 credo abbia dimostrato come una corretta comunicazione della scienza (nelle sue diverse forme: in tv, sui social o sulla stampa) sia assolutamente indispensabile. Chiunque dovrebbe avere la possibilità di attingere alla scienza e di avere gli strumenti necessari per comprenderla. Avere cittadini consapevoli e informati dovrebbe essere una priorità di tutti. Ecco perché il San Raffaele, un ospedale di ricerca e policlinico universitario, ha avuto – e deve continuare ad avere sempre più – la responsabilità non solo di curare i pazienti e di fare ricerca d’avanguardia, ma anche di contribuire a una corretta informazione ed educazione scientifica evidence-based.

Nel volume si legge: “Tecnologie e mestieri che sembrano fantascientifici diventeranno accessibili a tutti”: insomma, come si fa a diventare Esploratrici di mondi lontani o cacciatori di nuvole, solo a immaginarli questi lavori del futuro?

Non c’è un mondo prestabilito per diventare esploratrici di pianeti lontani o cacciatori di nuvole! Bisogna studiare, capire e conoscere, questo è vero, ma c’è un segreto che è nascosto dentro di noi e che, insieme alla conoscenza, fa progredire l’umanità: l’immaginazione. Se puoi immaginarlo e ancora non esiste un modo di realizzarlo, allora rimboccati le maniche e prova a crearlo tu. La tua scoperta potrebbe aiutare il mondo a sconfiggere le sfide di oggi, dalla siccità delle terre all’inquinamento atmosferico fino allo scioglimento dei ghiacci. Questo è il più grande insegnamento che speriamo di aver trasmesso ai nostri giovani lettori.

Progetti per il futuro?

Per il momento puntiamo a promuovere e diffondere il più possibile il libro, ma in mente abbiamo già altre idee. Innanzitutto un sequel, magari con racconti dedicati ai “lavori del futuro” che non siamo riusciti a inserire in questa edizione. Stiamo pensando a materie più umanistiche, come la filosofia o l’antropologia. Un altro progetto che abbiamo in mente è trasformare i racconti illustrati in un altro formato, per esempio audio. Ora gli audiolibri, e più in generale i podcast, stanno riscuotendo molto successo. Pensiamo che ci sia grande spazio anche per la letteratura per bambine e bambini.

Cenni sugli autori

Sofia Erica Rossi

Sofia Erica Rossi è comunicatrice scientifica e lavora presso l’IRCSS Ospedale San Raffaele. Dal 2016 collabora con diversi festival ed eventi di comunicazione della scienza in tutta Italia, dopo aver partecipato alle finali nazionali di Famelab. Nel 2017 ha vinto il bando per miglior progetto di comunicazione della scienza nelle scuole del Friuli Venezia-Giulia con un progetto sui cambiamenti climatici. È laureata in filosofia e neuroscienze cognitive, con un master in comunicazione della scienza della Sissa di Trieste.

Carlo Canepa

Carlo Canepa è un giornalista e lavora per Pagella Politica, l’unico sito italiano dedicato al fact-checking politico. È co-autore del libro di divulgazione scientifica La scienza dei goal – edito da Hoepli nel 2016 – e del documentario d’inchiesta The Choice: The Risks of Web Democracy del 2018. È laureato in scienze filosofiche all’Università Vita-Salute San Raffaele, con specializzazione in filosofia della scienza ed economia comportamentale.

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