venerdì, Gennaio 16, 2026

Rome 10°C

Ice Memory Sanctuary, il primo archivio che conserva per secoli campioni dei ghiacciai montani

Ice Memory Sanctuary, il primo archivio che conserva per secoli campioni dei ghiacciai montani
Ice Memory Sanctuary, il primo archivio che conserva per secoli campioni dei ghiacciai montani, dentro all'Ice Memory Sanctuary. Credits Geatano Macrì - PNRA - IPEV. Foto per gentile concessione dell'Ufficio Stampa CNR

Una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. Arrivate le prime due carote provenienti da ghiacciai alpini in ritiro.

Al termine di un lungo viaggio di oltre 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation ed estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025), hanno raggiunto la Stazione italo-francese Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico a quota 3.233 metri. Qui si è inaugurato l’Ice Memory Sanctuary, segnando un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università Ca’ Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera).

Una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Un successo che, nel contesto del Decennio d’azione per le scienze della criosfera dell’UNESCO, dimostra la piena efficacia degli sforzi intrapresi per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta.

Con la fiducia che i progressi della scienza e della tecnologia possano aprire la strada a nuove scoperte, persino se i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un’eredità dal valore inestimabile per le generazioni future.

Costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l’atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire.

Con evidenza i ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità senza precedenti. Dal 2000 hanno perso a livello regionale tra il 2% e il 39% della loro massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale, rischiando di cancellare secoli, in alcuni casi millenni, di informazioni scientifiche cruciali e insostituibili per l’intera comunità scientifica, al fine di osservare e comprendere le tendenze passate e di anticipare quelle future.

Già da decenni la paleoclimatologia glaciale contribuisce ai processi decisionali politici, in particolare attraverso l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo.

La Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi (Francia, Svizzera, Italia, Tagikistan, Svezia, Giappone, Norvegia, Brasile, Russia, Cina, Stati Uniti, Bolivia, Norvegia).

Come spiegato da Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all’Università Ca’ Foscari Venezia e senior associate member del CNR-ISP, questa iniziativa vuole salvaguardare “campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora”.

L’Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell’Unità Tecnica Antartica dell’ENEA e con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese (IPEV), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l’impatto della costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid.

L’Ice memory Sanctuary visto dall’esterno. Credits Vito Stanzione. Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa CNR

La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l’anno si mantengono prossime a -52 °C.

La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. La valutazione iniziale di impatto ambientale per questa grotta di ghiaccio naturale è stata approvata nel 2024 nell’ambito della 46ma riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM46).

Grazie al finanziamento della Fondazione Principe Alberto II, partner filantropico storico della Ice Memory Foundation, l’archivio rappresenta una delle strutture scientifiche di conservazione più innovative e remote mai realizzate.

Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo si uniranno a queste prime due nel loro nuovo “rifugio” negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell’umanità.

Nel corso del prossimo decennio – designato come Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera – verrà definito il quadro di governance internazionale per garantire che i campioni del patrimonio, con le loro informazioni uniche, rimangano accessibili come risorsa appartenente a tutta l’umanità.

Tale governance dovrà assicurare un accesso trasparente alle carote di ghiaccio archiviate, basato esclusivamente su criteri scientifici e gestito secondo principi etici ed equi: “Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera”, ha dichiarato Thomas Stocker, Università di Berna, Presidente della Ice Memory Foundation.

Siamo l’ultima generazione che può agire – ha dichiarato Anne-Catherine Ohlmann, Direttrice della Ice Memory Foundation –. È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un’eredità per l’umanità”.

Luca Malgeri

Giornalista, laureato in Scienze Politiche, svolge la professione con passione, curiosità e il desiderio costante di conoscere e informare. Per quasi venti anni ha collaborato con la Tattilo, casa editrice che ha fatto della poliedricità il suo punto di forza, affrontando temi diversificati. Negli ultimi anni, seguendo l’evoluzione del settore, ha abbracciato il giornalismo online, concentrandosi su tematiche quali ambiente, sostenibilità e benessere degli animali. Il calcio rappresenta una delle sue più grandi passioni, che non solo segue da tifoso, ma continua a praticare con entusiasmo, nonostante l’inesorabile passare degli anni. Ama la famiglia, la vita attiva, le passeggiate, il buon cibo e vivere la natura. malgeri.greenplanetnews@gmail.com
ALTRI ARTICOLI
nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

i più letti

Newsletter

Gli articoli della settimana direttamente sulla tua email

Newsletter

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e garantire il corretto funzionamento del sito. Continuando a utilizzare questo sito, riconosci e accetti l'uso dei cookie.

Accetta tutto Accetta solo i necessari