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HomeAmbienteClimaIl 94% delle imprese quotate più consapevoli verso cambiamento climatico

Il 94% delle imprese quotate più consapevoli verso cambiamento climatico

Studio sulla “disclosure climatica” di Deloitte e Università di Pavia rivela crescente consapevolezza delle imprese italiane quotate verso il cambiamento climatico

In particolar modo reindirizzare i modelli di business verso la transizione climatica ed energetica

Quasi la totalità delle grandi imprese italiane sempre più consapevoli dei cambiamenti climatici e dei conseguenti rischi, stando a quanto dichiarano.

A rilevarlo è Deloitte Italia in collaborazione con l’Università di Pavia, presentando i risultati di “La disclosure climatica nelle società quotate italiane”, rapporto sullo stato d’attuazione delle Raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (Tcfd).

Imprese e cambiamento climatico, i risultati del rapporto

Quello che emerge dai risultati è che il 94% delle imprese quotate italiane riconosce nel cambiamento climatico un tema oggettivamente concreto, ma soltanto il 70%, nei propri processi di gestione del rischio, integra i rischi e le opportunità derivanti dal cambiamento climatico.

Dal rapporto inoltre risulta che il 29% delle società è dotato di una politica di remunerazione con obiettivi legati al cambiamento climatico e il 67%, seppure con differenti livelli di serietà, adotta processi atti a migliorare la prestazione della propria catena di fornitura.

Inoltre si sta diffondendo anche l’azione di sensibilizzazione verso gli stakeholder: più della metà (57%) delle società quotate dichiara di svolgere campagne di sensibilizzazione sul tema del cambiamento climatico e della sostenibilità.

Lo studio mette a fuoco inoltre differenti aspetti da considerare con attenzione in particolar modo quelli legati a target e metriche.

Difatti, sebbene la quasi totalità delle quotate (93%) rendiconti le emissioni Scope 1 (dirette dell’azienda) e 2 (indirette generate dall’energia consumata), a rendicontare le emissioni Scope 3 (indirette generate dalla catena del valore dell’azienda) è solo il 42% del campione.

Solo il 16% dichiara di aver identificato obiettivi quantitativi di riduzione delle emissioni di gas serra e di aver assunto un target di neutralità carbonica. Se si consideri il solo indice FTSE MIB, tale percentuale più che raddoppia, arrivando a 38%.

Ma i temi riguardano anche la governance del cambiamento climatico. Difatti risulta che se più della metà delle quotate ha costituito un comitato interno sulla sostenibilità, soltanto il 32% dichiara che tale comitato ha compiti specifici in materia di cambiamento climatico.

Inoltre si evince che vi è la presenza di almeno un consigliere di amministrazione dotato di competenze in materia di sostenibilità in senso lato solo nel 18% delle aziende quotate.
Si rivela infine che a livello strategico, il 76% delle quotate non sviluppa analisi di scenario. Considerando le sole società che se ne sono dotate, meno della metà (43%) pubblica dettagliate informazioni metodologiche e quantitative.

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