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Il Paniere del Pellegrino, tra Francigena, moda ed enogastronomia

Il Paniere del Pellegrino, tra Francigena, moda ed enogastronomia
DMO Francigena Tuscia Buttero Tuscio_Foto di Luca Perazzolo

Riprogettare il prodotto locale, valorizzare il patrimonio enogastronomico e la peculiarità DOP in Italia e all’estero, affidandosi alle nuove frontiere del design, ma anche esaltare lo slow tourism, nella riscoperta a passo lento della Via Francigena nell’Alto Lazio.

Nel riappropriarsi delle biodiversità del territorio, in un periodo in cui si fa sempre più necessaria la lotta contro le monocolture, la Tuscia è diventata oggetto di studio del Politecnico di Milano e di Studio ITO Design, grazie al concept creato da Ivana Pagliara di PromoTuscia, Destination Manager della DMO La Francigena e le Vie del Gusto in Tuscia.  Da questa idea è nato il workshop che ha fatto incontrare l’artigianato locale con il design contemporaneo in uno dei suoi luoghi di formazione per eccellenza, unendo nuove visioni estetiche e sostenibilità. 

Il Paniere del Pellegrino, pellagrinaggio senza produrre rifiuti

È nato da qui il Paniere del Pellegrino (disponibile dal 7 maggio su www.tusciadavivere.it): un packaging eco-sostenibile per il pellegrino, contenente le eccellenze del territorio, per affrontare il pellegrinaggio senza produrre rifiuti, nel rispetto dell’ecosistema circostante e scoprendo le ricchezze dei prodotti locali e delle materie prime, i cui utilizzi accompagnano da sempre gli abitanti della Tuscia. Il ricavato della vendita dei panieri sarà utilizzato per la valorizzazione del territorio della DMO, comprendente 21 borghi della Tuscia, sotto la guida di PromoTuscia. 

I panieri disponibili dal 7 maggio 2023 sono 4, tutti realizzati con fibra naturale e dalle diverse forme e formati. Si può scegliere la borsa-telo da pic-nic, la borsa-mappa della Via Francigena e i più classici contenitori da viaggio. I formati conterranno cereali, ortofrutta e legumi (come la lenticchia di Onano e l’aglio rosso di Proceno), olii e vini (l’olio di Canino DOP, il vino aleatico di Gradoli), e anche dolci, creme e conserve (come i tozzetti del viterbese e la Nellina crema di Nocciole).

Foto: Lara Cecchini

Le borse sono realizzate da Roberta Pietrini. Sempre alla ricerca dell’innovazione e con un’attenzione particolare all’ambiente, la fibra che utilizza maggiormente per le sue creazioni è il Capim Dourado. Gli steli sembrano fili d’oro, ma sono vegetali ed una sapiente lavorazione permette di creare accessori leggerissimi, lucenti e soprattutto ecologici. Appassionata di tecnologia e con un lungo background sartoriale alle spalle: due mondi apparentemente distanti, che si fondono invece alla perfezione.

Iniziativa che è sinergia tra più “istituzioni”

Il Paniere del Pellegrino nasce dall’incontro tra il Politecnico di Milano e la DMO La Francigena e le Vie del Gusto in Tuscia. A giugno 2022, gli studenti del Politecnico hanno avuto la possibilità di confrontarsi con un tema molto attuale, quale la progettazione di prodotti e sistemi per la valorizzazione del territorio e del turismo. Il team – composto da 40 ragazzi – si è avvalso della guida di Federica Colombo (Strategic Designer e Assegnista di Ricerca al Politecnico di Milano) e di ITO Design di Setsu e Shinobu Ito, celebre e attivo in tutto il mondo con progetti di alto design (da FRAM a Dondolino). È stata la loro creatività a portare a trasformare l’idea del paniere tradizionale in quella del paniere del pellegrino, che fonde al concetto di contenitore quello di memorabilia e, soprattutto, di esperienza. 

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