Invasioni biologiche, il granchio blu del Mar Rosso arriva a Lampedusa

È alta la soglia di attenzione per l’arrivo di una nuova specie aliena nelle acque dell’isola siciliana. Si tratta del granchio blu del Mar Rosso, il cui nome scientifico è Portunus segnis, rinvenuto recentemente nell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie e all’interno del porto di Lampedusa

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Entrato nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez, il granchio blu del Mar Rosso, crostaceo decapode appartenente alla famiglia Portunidae, è una specie altamente invasiva, in grado di sopportare elevate escursioni termiche e caratterizzata da un altissimo potenziale riproduttivo. Dal punto di vista alimentare è nota per le sue carni molto apprezzate e rappresenta una nuova risorsa di elevato valore commerciale.

Biodiversità a rischio

Un granchio molto aggressivo, segnala la nota di Ispra, e un vorace predatore di pesci, molluschi e crostacei. Può raggiungere grandi dimensioni e colonizzare i mari sino a 60 metri di profondità.

Secondo gli esperti, si tratta di una specie da tenere d’occhio, vista la sua recente esplosione demografica nel sud della Tunisia, con ingenti impatti sulle risorse ittiche e sulle attività di pesca locali.

Le invasioni biologiche

La questione richiama una riflessione sulla minaccia delle invasioni biologiche, problema globale che colpisce le specie autoctone e, di conseguenza, anche i servizi ecosistemici che dipendono da esse.

I processi di diffusione incontrollata di specie alloctone introdotte, volontariamente o accidentalmente, dall’uomo al di fuori del loro areale originario di distribuzione sono un fenomeno di origine antica nel tempo e che, al giorno d’oggi, rappresenta uno dei più importanti fattori responsabili di estinzione delle specie, sia animali sia vegetali, e di perdita di biodiversità.

Gli impatti non riguardano solo l’aspetto ambientale, ma anche quello economico, considerando gli interventi necessari per prevenire, gestire e arginare il problema, e spesso sanitario.

Per quanto concerne il bacino del Mediterraneo, ritenuto hotspot di biodiversità, sono numerose le specie aliene introdotte tramite trasporto marittimo e migrazione “lessepsiana”. Quest’ultima riguarda proprio la migrazione di specie dal Mar Rosso al Mar Mediterraneo (raramente in senso contrario) attraverso il Canale di Suez, come il caso del granchio blu P. segnis.


Video “Il granchio blu del Mar Rosso arriva a Lampedusa” (Credits: ISPRA)

L’identificazione della specie

La presenza del granchio blu è stata accertata dal personale dell’Area Marina Protetta Isole Pelagie, in collaborazione con alcuni pescatori di Lampedusa. Ispra ha ricevuto le immagini e ha validato l’identificazione.

Questa specie aliena era stata già rinvenuta in Sicilia e a Malta, ma mai prima d’ora nelle isole Pelagie. Oltre alla segnalazione effettuata dall’Area Marina Protetta, subacquei – intervistati nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Malta HARMONY – e Legambiente hanno realizzato nuovi avvistamenti.

Ma non è tutto. Ulteriori osservazioni e fotografie, condivise tramite il gruppo Facebook ‘Oddfish’, confermano le isole Pelagie come uno dei più importanti avamposti per il monitoraggio delle invasioni biologiche marine Mediterranee.

Granchio blu del Mar Rosso, la Call to Action di Ispra

Con l’obiettivo di un livello di informazione attento e aggiornato, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale richiama ad agire. Le categorie maggiormente interessate, pescatori professionali e sportivi, subacquei, consumatori e chiunque catturi o avvisti un granchio blu, sono invitate a fotografare l’esemplare e segnalare l’osservazione all’indirizzo alien@isprambiente.it o tramite il gruppo Facebook ‘Oddfish’.

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