Save the queen nella Giornata mondiale delle api

Legambiente lancia la campagna Save the queen e allo stesso tempo propone una raccolta di firme per salvare le api, informare i cittadini, fare rete con i territori e sensibilizzare il mondo istituzionale

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Giornata mondiale delle api. Preziosi impollinatori, sentinelle ecologiche, bioindicatori della qualità dell’aria e “tutor” ambientali in relazione ai comportamenti umani, oggi le api sono a serio rischio di estinzione.

A questa “regina” del pianeta, Legambiente dedica la campagna nazionale Save the queen nella Giornata mondiale delle api. Obiettivo della campagna: informare e sensibilizzare i cittadini, fare proposte green a istituzioni, mondo imprenditoriale e consumatori e mettere insieme, contemporaneamente, una fitta rete di alleanze con gli apicoltori che svolgono un ruolo fondamentale per la custodia della natura. 

La campagna, realizzata in partnership con Frosta, e con la partnership tecnica della start-up Beeing, avrà un suo spazio virtuale specifico , in cui si potranno trovare informazioni sulle api, ma anche diversi contenuti di approfondimento, foto e video.

Sarà anche possibile firmare la petizione per chiedere alla Commissione europea di sostenere un modello agricolo che permetta agli agricoltori sia di tutelare la biodiversità che di ridurre drasticamente i principi attivi pericolosi utilizzati in agricoltura, arrivando alla loro totale eliminazione entro il 2035.

La campagna è promossa da una coalizione di 90 organizzazioni in 17 paesi europei con una compagine molto ampia che vede la presenza di svariate associazioni con un ruolo attivo anche in Italia. Obiettivo della campagna è la raccolta di 1 milione di firme entro settembre 2020 allo scopo di chiedere alla commissione Europea di adottare attraverso provvedimenti normativi una legislazione più efficace nell’ambito della tutela delle api e degli insetti pronubi, per raggiungere una riduzione dell’80% dell’utilizzo di pesticidi entro il 2030 e la loro totale eliminazione entro il 2035.

Interventi concreti, insomma, a difesa della migliore sentinella del pianeta che con il suo prezioso lavoro ci nutre e difende i territori in cui viviamo. La campagna di Legambiente punta anche molto a sensibilizzare e far capire a quante più persone cosa possa significare danneggiare le api e far loro del male. Una questione particolarmente importante. Soprattutto in relazione ad una notizia apparsa qualche giorno fa dove, ad opera di qualche “minchiocefalo” di razza umana, sono state distrutte arnie con circa 90 mila api.

Giornata mondiale delle api, le dieci azioni al centro della campagna di Legambiente

Giornata mondiale delle api, vediamo nello specifico la campagna. Sono dieci le azioni al centro della campagna che ha come simbolo l’ape regina:

  • creazione di una vera e propria rete di mappaggio capillare nella penisola per individuare pesticidi e metalli pesanti attraverso le api, realizzata in collaborazione con la start up Beeing;
  • adozione di arnie;
  • più orti urbani;
  • accordi specifici con aziende agricole per mettere in campo azioni per tutelare ed incrementare la presenza di api ed insetti pronubi nei territori attraverso, ad esempio, la coltivazione di piante mellifere;
  • campagne informative rivolte ai cittadini con percorsi didattici e attività di sperimentazione, coinvolgendo anche il mondo universitario e della ricerca;
  • pressing sul mondo istituzionale per chiedere interventi e risposte concrete; creazione di una rete di Comuni amici delle api;
  • creazione di una rete di Parchi “Save the queen” messa in campo di azioni economiche a sostegno diretto di filiere agricole produttive virtuose;
  • realizzazione di una linea di miele Save the queen, selezionando apicoltori che operano nel massimo rispetto delle api e degli ambienti naturali per creare, così, una selezione di mieli italiani di alta qualità.

“Con Save the queen spiega Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente non solo vogliamo puntare l’attenzione su questi importanti e preziosi impollinatori che svolgono un ruolo vitale per la terra, ma vogliamo anche mettere in campo una serie di azioni che coinvolgano prima di tutto gli apicoltori, le aziende e i cittadini. Allo stesso tempo, è però importante che arrivino risposte anche dal mondo istituzionale e politico. Oggi più che mai è importante difendere le api con azioni di tutela non più procrastinabili, a partire dall’eliminazione dei principi attivi nocivi come i neonicotinoidi, la diffusione dell’applicazione di criteri di produzione agroecologici orientati all’agricoltura biologica e l’adozione di un piano d’azione per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, oggi in fase di revisione, che sia orientato alla tutela della biodiversità, definendo obiettivi, quantitativi di riduzione dell’uso dei pesticidi e dei rischi per la salute dell’uomo e degli altri esseri viventi in ambito agricolo, rurale e cittadino”.

Alcuni dati

Conosciute per la loro grande operosità e la produzione di miele, nettare degli dei, le api formano insieme sistemi estremamente complessi all’interno dei quali ogni individuo non lavora per sé ma per la sopravvivenza dell’intera colonia, costituendo una vera e propria società di stampo matriarcale fondata sulla cooperazione.

Gli Apoidei, la superfamiglia di insetti dell’ordine degli imenotteri (cui appartengono circa 20.000 specie tra cui una delle più importanti è proprio l’apis mellifera), insieme agli altri insetti pronubi come coleotteri e lepidotteri, forniscono un servizio ecosistemico fondamentale nel promuovere la biodiversità, essendo responsabili della riproduzione di oltre l’80% della flora naturale esistente, erbacea, arbustiva e arborea e favorendo l’impollinazione di più del 75% delle piante coltivate. In questo modo contribuiscono alla produzione di 150 diverse colture agricole che da essi possono dipendere parzialmente o come spesso accade interamente, a garanzia della nostra sicurezza alimentare.

Oggi, la famiglia delle api è in serio pericolo. Importante riflettere nella Giornata mondiale delle api e non dimenticarlo nei prossimi giorni. Fino ad oggi, è stato soprattutto il calo nelle popolazioni dell’ape da miele domestica a far parlare di sé, ma la nuova lista rossa europea indica che il 9% di tutte le specie di api del nostro continente è a rischio di estinzione.

Nella lista rossa delle api italiane minacciate, pubblicata dalla IUCN nel 2018, delle 151 specie di api native in Italia, 5 sono in pericolo critico di estinzione e non sono state ritrovate di recente, pertanto sono considerate potenzialmente estinte, altre 2 specie sono in pericolo critico, 10 specie sono in pericolo, 4 specie sono vulnerabili (in totale sono quindi 21 le specie a rischio di estinzione) e altre 13 sono prossime ad uno stato di minaccia.

I cambiamenti climatici, l’impiego di molecole chimiche di sintesi (neonicotinoidi), metodi di agricoltura intensiva, invasione di specie aliene ma anche modifiche dell’uso e nella gestione del suolo incidono in modo visibile sulla loro sopravvivenza.

Senza contare che verrebbe meno la loro attività di impollinazione, che contribuisce, secondo alcuni studi della Fao, all’incremento della produttività media agricola del 24%. Per molte colture infatti il contributo al settore agricolo delle api mellifere è ben superiore al valore economico dei prodotti apistici.

Legambiente ricorda che oggi solamente le colonie di api allevate (Apis mellifera), e quindi sottoposte al controllo degli apicoltori, sopravvivono, mentre sono fortemente rarefatte (almeno in Europa) le api selvatiche. Questo fenomeno ha portato alla forte riduzione degli alveari naturali, con conseguente perdita del patrimonio genetico complessivo.

Le altre iniziative nella Giornata mondiale delle Api

Nella giornata mondiale delle Api,  AIAB sostiene l’iniziativa del coordinamento apistico europeo Beelife e dell’UNAPI per una “PAC per gli impollinatori”. Purtroppo l’agricoltura intensiva, fino ad oggi sostenuta anche dalla PAC, non ha mai tenuto conto di questo elemento di vita, diventando anzi il problema per la sopravvivenza degli impollinatori.

“I documenti preparatori della nuova PAC – dice Antonio Corbari, presidente di AIAB – sono stati largamente condivisibili, incentrati sul contrasto ai cambiamenti climatici e sulla salvaguardia della salute del territorio e dell’uomo. Come sempre però al momento delle decisioni intervengono le lobby e le associazioni che fanno retrocedere tutto il processo, con l’obiettivo di ripristinare lo status quo”.

“La proposta – dice Corbari – di un eco schema impollinatori che, sul primo pilastro, premi quegli agricoltori che rispettano precise condizioni e, sul secondo pilastro, incentivi le misure agro climatiche ambientali basate sull’agricoltura biologica e sostenute da consulenza e aiuti agli investimenti e all’innovazione, ci convince pienamente e quindi la sosteniamo. È indispensabile che l’UE abbia il coraggio di cambiare le regole, come richiesto dai cittadini europei e dall’evidenza dei fatti, con un PAC che sostenga il contrasto ai cambiamenti climatici, la salute dei consumatori e dei territori. In una parola per una agricoltura che difenda e incentivi la biodiversità”.

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