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La svolta sostenibile di Microsoft

Mercoledì 27 ottobre è stato un giorno molto importante per Microsoft, che ha annunciato le proprie strategie riguardo la sostenibilità

Non è la prima volta che il colosso di Redmond si interessa all’impatto ambientale: già nel 2019 infatti era stato annunciato un piano per aiutare altre organizzazioni a ridurre l’impatto ambientale grazie al cloud di Azure e alle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale.

Nello stesso anno Microsoft, l’azienda che ha sviluppato il sistema operativo presente nell’87% dei dispositivi desktop e notebook, aveva posto delle linee guida per realizzare sedi “green”. Inoltre è entrata a far parte del Climate Leadership Council, l’organizzazione internazionale di ricerca che riunisce leader aziendali, economisti e personalità legate alla ricerca, con l’obiettivo di trovare nuove soluzioni climatiche per ridurre le emissioni di carbonio.

L’anno scorso Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha comunicato un piano ancora più ambizioso, consistente nel diventare carbon negative, produrre acqua al posto di consumarla e azzerare i rifiuti entro il 2030.

La nuova strategia green di Microsoft

Tra le novità principali annunciate il 27 ottobre, va sottolineata Microsoft Cloud for Sustainability, la soluzione implementata per sostenere le aziende nel monitoraggio dell’impatto ambientale e in generale nel loro percorso di sviluppo sostenibile.

Importanti anche i nuovi investimenti effettuati per raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030 ed in particolare quelli impiegati per diventare water positive. Il piano sviluppato ha lo scopo di ridurre del 95% l’impiego di acqua nei datacenter, che verranno raffreddati grazie a un sistema di evaporazione, entro il 2024.

Inoltre i datacenter stessi dovranno integrarsi nell’ecosistema locale, in modo da creare valore per la comunità locale e l’ambiente; il primo esperimento in quest’ambito è il datacenter di Amsterdam, che verrà circondato da un’area boschiva in modo tale da ripristinare l’ecosistema.

Verranno apportate alcune modifiche anche nella fase di progettazione dei datacenter: secondo la Global Alliance for Buildings and Construction, le emissioni relative alla fase di costruzione di edifici e infrastrutture costituiscono l’11% delle emissioni totali di gas serra. Basandosi su queste statistiche,

Microsoft ha scelto di utilizzare Embodied Carbon in Construction Calculator, uno strumento ottimizzato dall’organizzazione Building Transparency per scegliere i materiali con il minor impatto ambientale in fase di progettazione.

Microsoft, la decisione di svolta sostenibile

Da non sottovalutare la collaborazione con la Supply Chain Cloud per ridurre le emissioni indirette. In termini numerici, l’azienda di Redmond ha annunciato che ci sarà una riduzione dell’impatto ambientale per 21 milioni di tonnellate di CO2, e faranno parte di questo progetto anche i partner e i fornitori.

Un piano decisamente ambizioso che ha creato grandi aspettative, e se verrà effettivamente realizzato nei termini prefissati, Microsoft è destinata a diventare un vero e proprio esempio anche nel campo della sostenibilità.

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