Lago di Pilato, acque in calo nel piccolo specchio d’acqua simbolo dei Sibillini

Un’analisi dell’ISPRA mette in luce gli effetti negativi del sisma del 2016 sulla permeabilità del lago di Pilato. E il Parco Nazionale avverte: attenzione alle uova del Chirocefalo, il minuscolo crostaceo che vive soltanto nello specchio d’acqua cuore dei Sibillini

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Negli ultimi anni una crisi idrica importante sta determinando, con frequenza maggiore, l’abbassamento del livello delle acque del lago di Pilato. Le ragioni all’origine del fenomeno sono diverse: alla base le conseguenze deleterie dei cambiamenti climatici, implementate, però, anche dal terremoto del 2016.

È quanto emerso da uno studio dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), che ha analizzato i dati pre e post sisma verificando come sia aumentata la velocità di infiltrazione delle acque del lago nel sottosuolo per una probabile variazione di permeabilità dovuta, appunto, agli effetti del terremoto.

Lago di Pilato, Chirocephalus marchesonii specie a rischio

Quali sono le conseguenze a livello di habitat? L’attenzione è puntata sul Chirocefalo del Marchesoni (C. marchesonii Ruffo & Vesentini, 1957), un piccolissimo crostaceo branchiopode della famiglia Chirocephalidae che ha scelto il lago di Pilato come sua unica dimora. La specie, infatti, è endemica del piccolo specchio d’acqua di origine glaciale nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. “Occorre cautela ed attenzione” — sottolinea Carlo Bifulco, direttore del Parco. “Temevamo questo scenario, amplificato dal sisma del 2016. Dobbiamo tutelare la specificità del lago di Pilato non solo dal punto di vista paesaggistico quanto piuttosto da quello faunistico data la presenza nelle sue acque del Chirocefalo del Marchesoni.

Per garantire la sopravvivenza del piccolo inquilino, ricorda un comunicato ufficiale del Parco, è fondamentale non avvicinarsi alle sponde dell’invaso. Qualora, poi, le acque risultassero assenti, come successo più volte in estate, è vietato calpestarne la superficie, perché lì si annidano le uova del Chirocefalo, capaci di resistere a periodi di siccità ma non ai comportamenti errati di persone imprudenti.

“Raccomandiamo a chi decidesse di intraprendere un’escursione verso il lago — continua Bifulco — di non avvicinarsi alle sue sponde e a quel che rimane dello specchio d’acqua rispettando un areale ampio poiché sotto quel pietrisco si nascondono le uova del piccolo crostaceo, in uno stadio di diapausa. Appena le condizioni ambientali miglioreranno, il percorso di sviluppo dell’animale riprenderà continuando ad assicurarne la millenaria presenza nel lago”.

Lago di Pilato, acque in calo nel piccolo specchio d’acqua simbolo dei Sibillini
Chirocefalo del Marchesoni (Pierluigi Tomassetti / Public domain)

L’importanza del monitoraggio

Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è subito attivato per un monitoraggio costante del Lago di Pilato cercando di preservarne l’integrità. L’ISPRA si occupa degli aspetti idrogeologici, mentre l’Università di Perugia di quelli legati all’habitat.

Proprio nei giorni di fine maggio avrebbe dovuto tenersi un sopralluogo nel sito, effettuato da tecnici del Parco e dei due Enti. Ispezioni che, spiega Bifulco, sono state rimandate di qualche giorno per ragioni logistiche, ma i tecnici e alcune guide del Parco, insieme ai carabinieri forestali, sono saliti al lago per prenderne visione e documentare la situazione.

Non solo il fattore sismico

Eppure, nonostante il sisma abbia giocato un ruolo nell’abbassamento del livello delle acque, è il fattore climatico ad apparire preponderante. Le scarse precipitazioni piovose e nevose di questi ultimi anni — prosegue Bifulco — hanno impedito il formarsi dei depositi di neve che alimentano il lago. In una prospettiva più ampia, una modalità efficace per affrontare l’emergenza climatica è cercare di implementare una forestazione intensiva delle aree marginali ed abbandonate per aumentare la capacità di intercettazione e ritenzione delle risorse idriche nel terreno e di assorbimento dell’anidride carbonica. È risaputo che la presenza di foreste migliora il clima poiché attenua le massime temperature e l’aridità conseguente. Il Parco, in questo senso, può giocare un ruolo come esempio virtuoso, ma è chiaro che l’azione deve riguardare aree fuori Parco. È lì che si giocherà la battaglia”.

Non è solo il lago di Pilato a soffrire di carenza idrica, infatti, ma diversi corsi d’acqua, sorgenti e l’intero ecosistema acquatico presente nel Parco e fuori, “per cui tornare ad un uso consapevole dell’acqua — conclude Bifulco — sarà non più una scelta bensì una necessità”.

 

Fonte

Parco Nazionale Monti Sibillini

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