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L’Eterna estate: la fotografia contro la caducità del tempo

L'Eterna estate: la fotografia contro la caducità del tempo
L'Eterna estate: la fotografia contro la caducità del tempo

Si chiama ‘L’Eterna estate: ontologia del segno e l’immortalità della forma’ la nuova mostra a cura di Barbara Martusciello nell’ambito di FotograficaMonti, rassegna di opere fotografiche arrivata al suo 28esimo appuntamento.

L’Eterna estate: l’inaugurazione è per mercoledì 15 luglio alle ore 18.30 ad AntiGallery, in via degli Zingari 3, a Roma. Fino a settembre l’esposizione si potrà visitare tutti i giorni dalle 17 alle 2.

La collettiva fotografica coinvolge Alessandro Cidda, Patrizia Dottori, Carmelo Macri, Valentina Malatesta, Roberto Petitti, Andrea Sabatello che hanno diversamente affrontato il tema portante del progetto.

Come spiega la curatrice Barbara Martusciello, si tratta di un richiamo a William Shakespeare e al celebre assunto nel Sonetto 18 – ‘…thy eternal summer shall not fade (…la tua eterna estate non appassirà)’ – scelto qui per indagare il rapporto dialettico tra la caducità della bellezza fenomenica e la persistenza che il sommo elisabettiano vede possibile attraverso la poesia come perpetuazione della memoria e del sentimento della bellezza e che qui in mostra è resa con l’immagine fotografica come dispositivo di conservazione ontologica”.

Prosegue Martusciello: “Se l’estate, nel ciclo naturale, è destinata per necessità fisica al declino e alla corruzione – ‘And summer’s lease hath all too short a date (E la durata del possesso dell’estate ha una data di scadenza fin troppo breve)’ – lo scatto fotografico si pone come atto di resistenza metafisica contro l’entropia del tempo, cristallizzando il continuum temporale in una forma immutabile. Si realizza qui quanto teorizzato da Roland Barthes nella sua pubblicazione seminale La camera chiara: nella fotografia, infatti, l’immobilizzazione del tempo avviene come in una – appunto – ‘cristallizzazione’ in cui ciò che è passato viene intercettato e, al contempo, reso eterno.
L’estate ‘eterna’ (ciò che non deve svanire) di Shakespeare trova il suo corrispettivo tecnico nel ‘Noema’ di Barthes, quel ‘È stato’ (‘Ça-a-été’) che, per l’influente teorico della fotografia, è attestato proprio dallo scatto che li perpetua”.

Alessandro Cidda, Patrizia Dottori, Carmelo Macri, Valentina Malatesta, Roberto Petitti, Andrea Sabatello analizzano quindi questa eterna estate “ognuno determinandone una propria versione, ma sempre non solo come stagione climatica, bensì essenzialmente come topos della pienezza dell’essere, catturata attraverso la mediazione dell’obiettivo. Attraverso le immagini scelte- così ancora la curatrice- rileviamo tre concetti portanti insiti nello specifico fotografico e magnificamente espressi dal tema in oggetto.

Così, abbiamo l’Istante Sottratto: la fotografia, operando una cesura nel flusso del divenire, riesce a realizzare la trasfigurazione del dato reale auspicata dal poeta elisabettiano, fissando la contingenza luminosa in un presente eterno e incorruttibile; la Scrittura di Luce (Photo-graphia) vede il mezzo fotografico come strumento per evocare quell”eterna estate’ che non conosce crepuscolo. Qui, la luce non è solo oggetto della visione, ma materia sempiterna che rigenera la presenza del soggetto laddove la realtà biologica recede. Infine, con un ‘Archivio dello sguardo’ si porta avanti un ragionamento anche sulla capacità della stampa fotografica di farsi custode della memoria, operando quella sintesi tra la mortalità dell’attimo e l’immortalità del documento visivo”.

In quest’ottica, “la fotografia non documenta solo il mondo, ma spesso lo trascende”, conclude Martusciello. L’osservatore che visiterà la mostra è pertanto invitato a interrogarsi sulla potenza dello sguardo e dello scatto – qui intesi come il verso eterno di Shakespeare – capaci di rendere perenne ciò che, per sua natura, sarebbe destinato a svanire nell’ombra.

Fonte: Agenzia DIRE.

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, antropologo, motociclista e camminatore, laureato in Lettere, gruppo demo-etnoantropologico, con tesi in Storia delle religioni, presso l’Università di Roma La Sapienza, è il Direttore responsabile e fondatore di Green Planet News. Ha lavorato presso il quotidiano Il Tempo e in una casa editrice simbolo degli anni Ottanta, la Tattilo Editrice, dove ha progettato e redatto giornali di arredamento, casa, agricoltura e trattori. Sul sito Due Ruote In Viaggio (www.dueruoteinviaggio.it), a cui ha dato vita recentemente, racconta delle sue passioni: viaggi in moto, recensioni di libri e audiolibri, fotografia, figure della storia e viaggiatori “metafisici”. Tra le sue passioni, oltre alle moto e alle lunghe camminate in solitaria, gli animali, il nuoto, la teologia e la filosofia. d.delmoro@greenplanetnews.it.
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