LIBROPARLATO, quando i donatori sono di voce

L’associazione LIBRO PARLATO, CILP (Centro Internazionale del Libro Parlato Adriano Sernagiotto), attraverso tantissimi donatori di voce progetta e produce audiolibri per non vedenti, ipovedenti e persone diversamente abili allo scopo di permettere a tutti quanti di accedere a qualsiasi testo pur non potendo svolgere un’attività di lettura tradizionale. Noi di Green Planet News siamo andati ad intervistare Luisa Alchini, presidente dell’Associazione

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Sapevate che esistono anche i donatori di voce? Ebbene sì! E per l’associazione Libro Parlato sono fondamentali. Noi di Green Planet News siamo andati ad intervistare Luisa Alchini, presidente della onlus CILP, Centro Internazionale del Libro Parlato, che ci ha spiegato meglio di cosa si tratta e ci ha raccontato di come l’associazione sia nata grazie alla sensibile intuizione di Gualtiero Munerol, maestro delle scuole elementari che accorgendosi delle mancanze a cui non riusciva a sopperire la scuola, ha la geniale idea per aiutare i bambini non vedenti a proseguire gli studi. Ed ecco le prime registrazioni dei libri di testo.

LIBROPARLATO, quando i donatori sono di voce

Libro Parlato è arrivata così sino ad oggi a rispondere alle esigenze di non vedenti o ipovedenti, ma anche di dislessici, anziani, malati terminali, pensando a tutti i coloro i quali non potendo accostarsi alla lettura svolta in modo tradizionale, attraverso CILP, hanno comunque la possibilità di informarsi, istruirsi o semplicemente di svagarsi aldilà delle “diverse impossibilità”. Un’associazione che è importante conoscere. Per saperne di più sui tanti bambini e su tutte quelle famiglie che tamire CILP sono state aiutate.

Dottoressa Luisa Alchini, di cosa si occupa esattamente l’Associazione Libro Parlato?

L’associazione è nata più di trent’anni fa e si occupa principalmente di poter dare la possibilità a tutte quelle persone che hanno disabilità di tipo visivo ma anche cognitivo di poter leggere e di potersi istruire e informarsi normalmente, per cui noi produciamo audiolibri che attraverso la lettura e quindi la registrazione di testi di qualsiasi genere (disponiamo infatti di un catalogo di 12 mila titoli, dai testi scolastici, per lo studio, a quelli di narrativa) permettano a tutti quanti di accostarsi alla lettura e all’informazione aldilà di qualsiasi disabilità. Negli anni inoltre, abbiamo contribuito al conseguimento della laurea e del diploma da parte di non vedenti e oggi ci occupiamo anche molto di dislessia. Abbiamo poi una produzione braille, perché anche se ormai con l’avvento degli strumenti tecnologici stiamo facendo molta attenzione all’aspetto informatico, rimane comunque una parte degli utenti che fa uso ancora di braille; ma non solo, per quanto riguarda gli ipovedenti, produciamo testi ingranditi con i caratteri maggiorati. Questa è la nostra attività.

Come nasce l’associazione?

Come le dicevo, è nata più di trent’anni fa, ormai ben trentacinque anni fa grazie all’intuizione di un maestro, Gualtiero Munerol, che era maestro delle scuole elementari e ha pensato a come si potevano aiutare tutti quei bambini non vedenti che stavano nelle scuole e dovevano essere affiancati, proprio per permettere loro di portare avanti gli studi esattamente come gli altri. Allora ha cominciato a registrare alcuni libri, iniziando a registrare su bobina e da lì pian piano, attraverso amici, e conoscenze da parte di testate giornalistiche, la cosa si è notevolmente sviluppata ed è arrivata a conoscersi anche a livello nazionale; successivamente sono arrivati anche i donatori di voce, non solo dalla provincia ma anche da fuori. Si è cominciato a registrare su bobina, poi si è passati alla cassetta, ai CD e adesso siamo sul formato mp3 insomma, questa è stata la storia di CILP.

Al momento, quali sono le iniziative che state portando avanti?

In verità sono molteplici. I non vedenti o gli ipovedenti oggi hanno diverse esigenze rispetto al passato e probabilmente sempre più avanzate e bisogna giustamente rispondere a queste, investire molto a livello informatico, per quanto riguarda il nostro sito, un sito che non è organizzato solo a livello di immagine, ma che è proprio strutturato per fornire tutte le esigenze giuste a chi le richiede. Al momento, stiamo cercando di investire molto sull’aspetto informatico. Anche per quanto riguarda la dislessia stiamo facendo diverse sperimentazioni. Inoltre, stiamo anche cercando di volgere lo sguardo verso il sociale: grazie ad un nostro associato di Bologna, stiamo facendo formazione per donatori di voce in carcere; possiamo dunque dire che c’è una duplice finalità anche nella ricerca di volontari come donatori di voce. Per cui portiamo avanti tante attività facendo attenzione dunque, al lato informatico, ma volgendoci anche verso le esigenze di coloro che utilizzano e richiedono ancora il cartaceo, come per la produzione di guide cartacee all’interno dei musei, sempre guardando a un continuo miglioramento della qualità dell’audiolibro: se infatti, una volta, era passabile la registrazione del donatore con il gallo che si sentiva cantare in sottofondo, attualmente è per noi importante il fatto che si cerchi di registrare in un ambiente silenzioso, magari anche dopo un periodo di formazione, dopo aver seguito dei corsi, prestando attenzione anche alla dizione proprio perché desideriamo dare un servizio di qualità all’utente.

LIBROPARLATO, quando i donatori sono di voce
Photo by Findaway Voices on Unsplash

Quali progetti avete per il futuro?

Come accennato, stiamo prima di tutto cercando di investire molto a livello informatico, ad esempio con il programma Alexa che applicato agli audiolibri sarà sicuramente una cosa che sfrutteremo e che permette ai non vedenti di muoversi tranquillamente all’interno dell’audiolibro con i comandi vocali, e questo è solo un esempio. Ci stiamo concentrando su tutto ciò che agevola l’utente a livello informatico e su questo stiamo lavorando molto e faremo ancora molto in futuro, anche nella gestione del sito e tutto ciò, per rendere sempre tutto quanto al passo con i tempi.

Che cosa si augura per il futuro dell’Associazione?

Tante volte, con il ruolo che si ricopre, sei preso dai numeri, dal lato più amministrativo del tutto, anche perché CILP è una ONLUS, ma è strutturata con dipendenti ecc., quindi per chi amministra è spesso facile vederne l’aspetto più aziendale. Però ciò che mi auguro veramente per il futuro dell’associazione è che riesca sempre a rispondere alle esigenze degli utenti, gli utenti che giustamente sono sempre più autonomi. Mi auguro che attraverso CILP, non vedenti, ma anche dislessici e penso, per questo, particolarmente a tutti quei bambini ai quali la dislessia viene diagnosticata, ma che poi vengono spesso abbandonati a loro stessi, ho la speranza in questo senso, che CILP possa dar loro una mano nel loro percorso di studi, riuscendo magari ad affiancarli durante la scuola e permettere che ci sia una crescita culturale a 360° per tutti; ma penso anche a tutte quelle persone come gli anziani o i malati terminali, ma non solo, a tutti coloro i quali non potendosi dedicare ad altre attività, l’ascolto di un audiolibro, possa dare loro la possibilità di stare qualche soffrendo meno la solitudine, e perché no, possa dare loro anche un po’ di sollievo.

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