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HomeAmbienteEnergie“Muri elastici”, convertitori per generare energia pulita dal mare

“Muri elastici”, convertitori per generare energia pulita dal mare

L’ultimo brevetto dei ricercatori di National Renewable Energy Laboratory riguarda un metodo innovativo tramite dei convertitori di energia che producono elettricità distorcendosi e piegandosi sotto la forza delle correnti e onde marine

Diversi convertitori di piccole dimensioni e molto flessibili che messi insieme producono elettricità a partire dalla deformazione del proprio corpo

Il National Renewable Energy Laboratory in Colorado ha brevettato i nuovi DEEC-Tec dispositivi in grado produrre energia dal mare. Si tratta di convertitori che una volta in acqua che producono elettricità dalla deformazione del proprio corpo.

Allungandosi, flettendosi e deformandosi in seguito alle correnti e onde marine i convertitori posizionati in fondo all’oceano, producono energia green.

DEEC-Tec, i muri elestici per il mare come funzionano

Questi DEEC-Tec sono in grado di produrre energia dagli oceani e in futuro potrebbero anche catturare l’energia cinetica di persone e ambienti costruiti.

Il funzionamento dei DEEC-Tec si comprende immaginando un serpente di mare, un animale che può nuotare grazie a un’intricata collaborazione tra le sue numerose cellule muscolari flessibili.

Nella tecnologia che National Renewable Energy Laboratory ha creato, il funzionamento è lo stesso. Singoli convertitori di energia che lavorano insieme come le cellule muscolari per realizzare una struttura più ampia, come il serpente di mare.

La tecnologia NREL, a differenza degli impianti tradizionali per produrre energia dagli oceani, combina tanti convertitori flexWEC che sono piccoli e flessibili, in un’unica struttura.
Questi dispositivi sono semplici traduttori e possono subire deformazioni strutturali rispetto ai movimenti esterni che permettono loro di estrarre energia dallo stimolo.

Il tutto avviene senza utilizzare giunti o sistemi di incernieramento meccanico. I generatori a base di elastomeri elettrici ne sono un esempio.

Questi minuscoli flexWEC combinati insieme possono diventare la base di tessuti, paratie, strutture di supporto e altro. Ad esempio possono dare vita a impianti di produzione energetica marina strutturati come dei palloncini che si contraggono e si espandono in superficie, oppure come muri elastici installati nei fondali. O anche come serpentoni galleggianti deformati dalle onde.

Poiché si tratta di un metodo che non concentra l’energia delle onde su un singolo convertitore o sistema di trasmissione di potenza, si evita di accumulare forze che possono essere dannose per la macchina.

I FlexWEC inoltre possono essere realizzati con materiali più sostenibili ed economici, facilitando l’installazione e il controllo quando sono in acqua.

Il brevetto è recente e al momento riguarda sono le applicazioni in mare. Quindi ci sarà ancora del lavoro da fare difatti gli scienziati stanno cercando di capire in che modo questa tecnologia possa aiutare la produzione di energia dagli oceani.

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