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HomeAmbienteEnergieNucleare e gas “green”, per il CEP Unione Europea intrappolata nella tassonomia

Nucleare e gas “green”, per il CEP Unione Europea intrappolata nella tassonomia

Diversi Stati membri, poco prima della scadenza fissata per il 21 gennaio, hanno preso posizione critiche nei riguardi del piano della Commissione europea di dichiarare l'energia nucleare e il gas naturale sostenibili

Il think tank Centres for European Policy Network (CEP) vede però più realistica un’altra via per fermare legalmente la tassonomia

Il 31 dicembre 2021 la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa sulla tassonomia verde in cui propone di classificare l’energia nucleare e il gas naturale come “ecosostenibili”, al pari di solare, eolico, idroelettrico e biomassa.

Ma non tutti gli Stati membri sono d’accordo, di fronte all’implicita dichiarazione della Commissione che il nucleare è una fonte di energia pulita. La Germania ha forti riserve, l’Austria e il Lussemburgo hanno già annunciato azioni legali.

Ma cos’è la tassonomia?

Per tassonomia europea si intende un sistema di classificazione destinato alle imprese e agli investitori che introduce i criteri per stabilire se un’attività economica potrà essere classificata come “ecosostenibile“ o no apportando quindi un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi del green deal.

Il regolamento che definisce la tassonomia è entrato ufficialmente in vigore nel luglio 2020. Nell’ambito del regolamento sulla tassonomia, sono state definite un totale di quattro condizioni, che devono essere tutte soddisfatte perché un’attività economica sia considerata “ambientalmente sostenibile”.

Deve contribuire inoltre “in modo sostanziale“ ad almeno uno di seguenti sei obiettivi ambientali che sono: la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’uso sostenibile e la protezione delle risorse idriche e marine e la transizione verso un’economia circolare con riferimento anche a riduzione e riciclo dei rifiuti; la prevenzione e controllo dell’inquinamento; la protezione della biodiversità e della salute degli eco-sistemi.

“Secondo il diritto europeo, la Commissione non può decidere sulla sostenibilità dell’energia nucleare e del gas naturale”, sottolinea l’esperto giuridico del CEP, Götz Reichert che ha analizzato, insieme all’economista del CEP, Philipp Eckhard, il progetto di atto delegato presentato il 31 dicembre 2021 dalla Commissione europea sulla tassonomia climatica dell’UE in un apposito cepInput.

Con quel testo l’UE, classificherebbe l’energia nucleare e il gas naturale come “ecosostenibili”. Ultima la Germania ma anche diversi altri Paesi hanno forti riserve sul nucleare, l’Austria e il Lussemburgo hanno persino già annunciato azioni legali, l’Italia contesta piuttosto limiti tecnici eccessivi imposti al gas naturale.

“Con la propria proposta di tassonomia verde relativa all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili la Commissione si è cacciata in una doppia trappola: politicamente sulla questione di ciò che deve essere considerato ecologicamente sostenibile, giuridicamente sulla questione se effettivamente può essere autorizzata a decidere validamente su questo”, dice Eckhardt.

La Commissione, con il suo nuovo monopolio di fatto sulla tassonomia, contenuto in un regolamento approvato a metà del 2020 (UE 2020/852) si è data il diritto di classificare le attività economiche come ecosostenibili.

Tuttavia tale classificazione, come dimostra l’attuale controversia, è ancora molto opinabile, almeno per quanto riguarda l’energia nucleare e il gas naturale.

Proprio per questo motivo, perché la questione è molto controversa secondo gli esperti del CEP un ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) potrebbe avere successo perché in questo caso non si tratta solo di un atto tecnico integrativo di natura “non essenziale“.

“La CGUE dovrebbe conseguentemente constatare che l’atto delegato viola la riserva di “essenzialità” a favore del legislatore europeo ed è quindi da considerare nullo valutando sulla base dell’articolo 290 del TFUE “, sottolinea Reicher

Per leggere la versione integrale della pubblicazione, in lingua italiana: www.cepitalia.eu

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