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Pesce: ideale per la nostra dieta ma attenzione al mercurio

Pesce e mercurio sembrano costituire un binomio indissolubile. La presenza del mercurio abbonda nel pesce spada. I consigli degli esperti

Pesce, un alimento “ad hoc” per una dieta sana e per i nutrienti che è in grado di apportare. Come sottolineato da tanti specialisti, consumarlo due o tre volte alla settimana è un toccasana. Bisogna rilevare, però, che diversi studi recenti hanno messo in evidenza come siano quasi tutti caratterizzati da tracce di mercurio

Pesce e mercurio, una “relazione pericolosa”. Alcune specie di pesce, poi, con percebtuali preoccupanti, pongono un interrogativo. Quale dovrebbe esserne il consumo? Soprattutto se pensiamo che uno di questi pesci, il pesce spada, tra i più consumati dagli italiani, è anche tra quelli più ricchi di mercurio e quindi dannoso per la nostra salute.

Una di queste indagini, condotta da Altroconsumo ha evidenziato come, su 46 tranci di pesce (spada, tonno, smeriglio, verdesca, palombo) esaminati, otto risultavano fuori legge e 12 custodivano un quantitativo di mercurio entro i parametri, ma sconsigliabile alle donne gravide e ai bambini.

Pesce e crostacei, la presenza del metilmercurio

Stando a quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sarebbe il metilmercurio, un composto organico del mercurio altamente tossico, a essere presente in pesce e crostacei in maniera rilevante. Questo composto rischierebbe di creare problemi al sistema nervoso centrale e ai reni ma potrebbe essere particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza. Per questo motivo, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA) raccomanda che le donne in età fertile, le donne in gravidanza, le donne che allattano e i bambini piccoli evitino di mangiare le specie marine più soggette a questo tipo di contaminazione.

Philippe Grandjean, epidemiologo dell’Università di Copenaghen (Danimarca), aggiunge che questo elemento chimico, ingerito in quantità e per lungo tempo, potrebbe causare disturbi mentali e del comportamento.

Dobbiamo, dunque, smettere di mangiare pesce?

Nessun allarme, però. Consumare una volta prodotti che contengono mercurio, oltre i limiti fissati dalle istituzioni, non provocherebbe intossicazioni che, oltre ai sintomi gastrointestinali, possono arrecare danni al tessuto nervoso e può essere trasmessa al feto tramite la placenta o al neonato attraverso il latte materno.

I nutrizionisti, in sintesi, raccomandano di evitare di mangiare pesci predatori di grandi dimensioni, in particolare queste specie contengono più mercurio perché si nutrono di un gran numero di pesci che ne sono contaminati. Insomma, evitare il pesce al mercurio e preferire quello “pulito”.

Inoltre, si raccomanda di preferire le specie che si trovano più in basso nella catena alimentare o anche di indirizzare la propria scelta su pesce di allevamento che risulterebbe caratterizzato da minori quantità di mercurio.

Il pesce spada, una sorpresa “al mercurio”

Nessuno se lo aspettava, ma il pesce più contaminato dal mercurio è proprio il pesce spada. Il motivo? Il pesce spada è un predatore che si nutre di grandi quantità di pesce al giorno. Accumula, dunque, elevate quantità di mercurio dalle sue prede che a loro volta contengono questi metalli pesanti. Secondo gli esperti, il pesce spada ha un contenuto di mercurio di 0,97 mg/kg.

Nessun problema, invece, risulterebbe per il tonno in scatola e quello fresco che si trova al supermercato, generalmente della specie pinne gialle (di piccola taglia), in cui i valori di metilmercurio appaiono sempre entro i limiti di legge.

Bisogna dunque rinunciare alla grigliata di Ferragosto e al pesce spada in genere? Secondo gli esperti non ce n’è bisogno. Il consiglio è mangiarne meno e, soprattutto, acquistarlo presso esercenti fidati.

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