lunedì, Maggio 17, 2021
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Plastica da ridurre, sempre più aziende “a norma” entro il 2030

Plastica da ridurre, sempre più aziende “a norma” entro il 2030. Sono tante, infatti, le imprese che dovranno rivedere totalmente i propri standard di produzione e distribuzione

Bisogna continuare in questa opera di sensibilizzazione, di consapevolezza perché, come dimostrato dal Rapporto 2018 dell’ISPRA relativo alla produzione dei rifiuti si legge che “si attesta a 29,6 milioni di tonnellate la produzione di rifiuti urbani, segnando una riduzione dell’1,7% rispetto al 2016. Dopo l’aumento riscontrato tra il 2015 e il 2016, sul quale aveva peraltro anche influito il cambiamento della metodologia di calcolo (inclusione nella quota degli RU dei rifiuti inerti derivanti da piccoli interventi di manutenzione delle abitazioni), si rileva dunque una nuova contrazione della produzione. Raffrontando il dato 2017 con quello 2013 si riscontra, nel quinquennio, una sostanziale stabilità della produzione (+0,08%). Dopo il brusco calo del biennio 2011/2012 – concomitante con la contrazione dei valori del prodotto interno lordo e dei consumi delle famiglie – la produzione si mantiene su valori quasi sempre inferiori a 30 milioni di tonnellate”.

Il rapporto complesto Ispra sui rifiuti urbani

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Diverse le aziende, ovviamente, che dovranno entro il 2030 adeguarsi ai nuovi scenari disegnati dall’ambiente e dall’economia. Tra queste imprese, per parlare di una azienda particolarmente rappresentativa per la produzione di carta e plastica, troviamo Sofidel.

Il gruppo cartario fra i leader a livello mondiale nella produzione di carta per uso igienico e domestico, noto in particolare per il brand Regina, porta questo nuovo passo per quanto riguarda la propria strategia nell’ambito dello sviluppo sostenibile.

L’obiettivo che il Gruppo si è posto è la riduzione del 50% dell’incidenza della plastica convenzionale nella sua produzione entro il 2030 (rispetto al 2013), equivalente all’eliminazione di oltre 11.000 tonnellate all’anno di plastica immessa sul mercato.

Un obiettivo perseguito attraverso una generale riduzione, già avviata negli anni scorsi, dello spessore del film plastico impiegato nel processo produttivo, l’introduzione di nuovi packaging in carta kraft, già presenti o in arrivo sugli scaffali della distribuzione europea e il progressivo impiego, in alcuni mercati, di plastiche riciclate o di bioplastiche.

Per Sofidel si tratta di una scelta di coerenza e di responsabilità”, ha dichiarato Luigi Lazzareschi, Amministratore Delegato, Sofidel. “Un impegno che rientra in una più ampia strategia di innovazione e differenziazione di prodotto che stiamo portando avanti. Un nuovo contributo a favore di uno sviluppo pienamente sostenibile che intende rispondere in modo ancora più organico alla crescente domanda di attenzione ambientale”.

L’impegno passa innanzitutto dai brand Sofidel, molti dei quali leader nei rispettivi mercati di riferimento. Già entro la fine del 2020 Sofidel si impegna infatti a eliminare l’equivalente di 600 tonnellate di plastica all’anno dalle confezioni destinate al consumo finale dei suoi principali marchi europei, quali Regina, Cosynel, Nalys, Le Trèfle, Sopalin e KittenSoft. Questo prevalentemente attraverso l’introduzione di packaging in carta in sostituzione o in affiancamento ai prodotti esistenti.

In Italia, sarà la nuova linea di Rotoloni Regina, Rotoloni Regina Eco, ad arrivare nei punti vendita della Grande Distribuzione a partire dal mese di luglio. Questa nuova linea, con pack in carta kraft – materiale di origine vegetale e quindi rinnovabile, biodegradabile e facilmente riciclabile – al posto del classico polietilene, si aggiunge alla gamma tradizionale ed è prodotta impiegando esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, generata presso gli stabilimenti Sofidel. Aspettiamo la testimonianza di altre aziende per documentare “il cambiamento” che tutti auspichiamo. Dal 2021 niente più piatti, posate, bicchieri e cannucce di plsatica, dal 2030 solo plastica riciclata.

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