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Report Spiagge 2021 Legambiente, sempre più stabilimenti e lidi

Ieri e oggi a Lecce la prima Conferenza Nazionale sui Paesaggi Costieri organizzata da Legambiente e dall’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani. Dai dati del Report Spiagge 2021, l’associazione sottolinea che  aumentano del +12,5% le concessioni. E contemporaneamente preoccupa l’avanzare dell’erosione costiera e i tratti di costa non balneabili

Le spiagge italiane sono sempre meno libere e sempre più occupate da lidi e stabilimenti. Le concessioni balneari registrano un incremento del +12,5% con oltre  il 50% delle aree costiere sabbiose sottratte alla libera e gratuita fruizione,

Allo stesso tempo preoccupa l’avanzare dell’erosione costiera oltre ai tratti di costa non balneabili che riguarda circa il 46% delle coste sabbiose e che si sta accentuando a causa della crisi climatica. La spesa per combatterla – con interventi finanziati dallo Stato e, in parte, da Regioni e Comuni – è di circa 100 milioni di euro l’anno ed è maggiore rispetto a quanto lo Stato incassa effettivamente dalle concessioni balneari (83milioni gli incassi effettivi su 115 milioni nel 2019, unici dati disponibili). 

Sono soltanto alcuni dei aspetti principali che  emergono dal rapporto ‘Spiagge 2021’ di Legambiente che a Lecce ieri e oggi ha organizzato la prima Conferenza nazionale sui paesaggi costieri.  Secondo  Legambiente  “continua la scarsa trasparenza sulle concessioni e il nervo scoperto dei canoni irrisori.”

Report Spiagge 2021, i dati

Il record  con “tutte le spiagge in concessione” spetta a Gatteo (FC) è quello che ha tutte le spiagge in concessione,ma anche per quanto riguarda le Regioni non cambia molto, i record toccano a Liguria, Emilia Romagna e Campania con quasi il 70% dei lidi occupati da stabilimenti balneari  e in Sicilia dove le concessioni per stabilimenti balneari sono passati da 438 nel 2018 a 620 nel 2021, con un aumento del +41,5%.

 “In nessun Paese europeo esiste una situazione simile di gestione delle spiagge – spiega Legambiente – serve al più presto una Legge per garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione, per premiare la qualità dell’offerta dei lidi in concessione.E un piano nazionale di adattamento al clima, per affrontare l’erosione con soluzioni efficaci, fermando la posa di barriere rigide che interessa oggi 1.300 km di litorali

I dati positivi del Report Spiagge 2021

Dal report spiagge si evidenziano, sul fronte della sostenibilità,  anche buone notizie. è boom di stabilimenti che puntano su un’offerta green e di qualità in tutta Italia, con la Puglia e Sardegna regioni virtuose per spiagge libere garantite. 

“Oltre il 50% delle aree costiere sabbiose è sottratto alla libera e gratuita fruizione – spiega Legambiente a pesare su ciò, in prima battuta, è l’aumento esponenziale in tutte le Regioni delle concessioni balneari che nel 2021 arrivano a quota 12.166 (contro le 10.812 degli ultimi dati del Demanio relativi al 2018) registrando un incremento del +12,5%. Tra le regioni record ci sono Liguria, Emilia-Romagna e Campania con quasi il 70% dei lidi occupati da stabilimenti balneari.

Altri decisi incrementi si registrano in Abruzzo con un salto degli stabilimenti da 647 nel 2018 a 891 nel 2021 e nelle regioni del sud a partire dalla Sicilia dove le concessioni per stabilimenti balneari sono passati da 438 nel 2018 a 620 nel 2021, con un aumento del +41,5%; seguita da Campania che registra un aumento del +22,8% e dalla Basilicata (+15%).Tra i comuni costieri, il record spetta a Gatteo (FC) è quello che ha tutte le spiagge in concessione, ma si toccano numeri incredibili anche a Pietrasanta (LU) con il 98,8% dei lidi in concessione, Camaiore (LU) 98,4%, Montignoso (MS) 97%, Laigueglia (SV) 92,5%, Rimini 90% e Cattolica 87%, Pescara 84%

I canoni pagati  per le concessioni sono ovunque bassi e in alcune località di turismo di lusso risultano vergognosi. Un esempio per le 59 concessioni del Comune di Arzachena, in Sardegna, lo Stato nel 2020 ha incassato di 19mila euro l’anno. Una media di circa 322 euro ciascuna l’anno.

“La situazione delle spiagge in concessione in Italia non ha paragoni con nessun Paese europeo. Un patrimonio ambientale e pubblico così straordinario – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente – deve essere gestite nella massima trasparenza, tutelando il diritto a fruire delle spiagge. Oggi non è così, non esista una norma nazionale che stabilisca una percentuale massima di spiagge che si possono dare in concessione, per cui assistiamo a una corsa alle nuove concessioni e a situazioni dove non esistono più spiagge libere. Chiediamo alla politica e ai balneari di smetterla di parlare della Direttiva Bolkestein, lasciando la questione delle aste alla magistratura, e di affrontare assieme finalmente le questioni delicate che interessano le coste italiane, come l’erosione, il diritto alle spiagge libere e la qualità dei servizi, la tutela della costa”.!.

Continua Edoardo Zanchini. “Per Legambiente sono chiare le priorità che vanno affrontate con una nuova Legge di riordino delle coste e con politiche che puntino a valorizzare questo straordinario patrimonio”.

Fonte: Legambiente

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