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Rivoluzione eolico: con Vortex addio pale

Rivoluzione eolico: con Vortex addio pale. Fino ad oggi, pur essendo il vento una delle energie rinnovabili migliori e a basso costo, la produzione eolica è stata sicuramente poco sfruttata. Le turbine tradizionali infatti hanno negli anni mostrato controindicazioni che non le rendono applicabili in tutti i contesti. Infatti alle criticità legate all’estetica del paesaggio, se ne sommano altre di carattere tecnico.

La prima riguarda l’ingombro e poi la presenza di parti in movimento e come tali soggette ad usura e ad ingenti  spese di manutenzione. A queste motivazioni se ne aggiunge un’ultima che riguarda il rischio per la fauna ed in particolare per i volatili che restano spesso vittime del movimento delle pale.

Vortex Bladeless è una startup spagnola con sede a Madrid, che sta lavorando da tempo per portare sul mercato innovativi generatori eolici senza pale sviluppati nell’ambito di un progetto europeo.

Invece di sfruttare il vento per far girare le pale, i generatori eolici Vortex sfruttano il cosiddetto Vortex Shedding (la cui traduzione letterale è “spargimento di vortici”), un fenomeno non semplicissimo da illustrare ma ben noto in fluidodinamica, in cui un flusso oscillante si genera quando l’aria scorre attorno a un corpo non aerodinamico, a determinate velocità. L’oggetto immerso in questo flusso creerà dei vortici a bassa pressione alternati su entrambi i lati, nella parte posteriore. Se la struttura che genera i vortici non è saldamente ancorata a terra tenderà a spostarsi proprio verso le zone a bassa pressione generate alle sue spalle. In questo modo si crea un moto oscillatorio, che poi un alternatore provvede a trasformare in elettricità.

Il tutto è facilitato dalla struttura stessa del generatore, un cilindro leggero in fibra di vetro e fibra di carbonio fissato verticalmente su un’asta elastica che oscilla sulla sua base. Poiché le diverse velocità del vento variano la frequenza di oscillazione, alcuni magneti provvedono a ottimizzare dinamicamente la velocità di movimento per una generazione di elettricità più efficiente.

La macchina non richiede ingranaggi, bulloni o parti meccaniche in movimento e tutto questo fa sì che la turbina abbia costi di produzione estremamente bassi così come quelli di manutenzione. Non essendoci contatti fra parti in movimento, non è necessario neanche l’utilizzo di lubrificanti. A tutto questo si aggiunge l’estrema silenziosità delle turbine.

Attualmente sono in fase conclusiva i test per la realizzazione dei primi 100 dispositivi di pre-produzione, mentre a breve inizierà anche la fase di beta test di una variante più piccola, il Vortex Nano, alto appena 85 cm, che mira ad applicazioni distribuite a bassa potenza in combinazione con il solare e ad un futuro e auspicato utilizzo domestico.

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