Sardegna, finalmente gli incentivi per estendere i contratti di lavoro stagionali

In Sardegna arrivano finalmente gli incentivi per estendere i contratti di lavoro stagionali: lo scopo sarà quello di prolungare la stagione turistica a tutto l’anno senza limitarla ai soli quattro mesi che vanno da giugno a settembre. Infatti, grazie ai fondi europei, si valorizzeranno altre caratteristiche ambientali, storiche e culturali dell’Isola che porteranno a una diversificazione della stessa offerta turistica

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Con la bella stagione è iniziata anche quella del turismo, fondamentale per l’economia di alcune regioni come quelle della Sardegna che da sempre punta sul turismo balneare, vantando le spiagge più belle in assoluto non solo tra quelle italiane.

Tuttavia, la Regione ha un grosso potenziale da considerare affinché questo turismo duri tutto l’anno. Ed è in tal contesto che rientra l’ultima iniziativa promossa dalla Regione, la quale prevede lo stanziamento di 6 milioni di euro per permettere alle imprese turistiche sarde di sostenere il costo del personale anche nei periodi di bassa stagione: il progetto è proprio quello di estendere i contratti di lavoro stagionali e allungare così la stagione turistica stessa non limitandola più ai quattro mesi che vanno da giugno a settembre. Per il progetto verranno utilizzati i fondi europei del Por 2014-2020 destinati ad un bando a “sportello”, ossia senza limiti di tempo e fino ad esaurimento delle risorse a disposizione.

Diversi saranno i contributi previsti: dai 600 euro per le assunzioni a tempo determinato nei mesi che precedono e che seguono l’alta stagione, ai 7 mila euro una tantum per i contratti di lavoro a tempo indeterminato e per i contratti che andranno a trasformarsi da tempo determinato a tempo indeterminato; inoltre sono previsti 14 mila euro per le assunzioni di lavoratori molto svantaggiati o disabili.

Tuttavia, le iniziative non finiscono qui: infatti, sempre attraverso i fondi europei Por 2014-2020, il programma di sviluppo e di diversificazione dell’offerta turistica, prevede l’impiego di risorse pari a 2 milioni di euro per la rete escursionistica dell’intera isola e l’uso di 1 milione e 300 mila euro per la valorizzazione del turismo dei borghi in Sardegna.

La Res, la rete escursionistica della Sardegna, verrà valorizzata per puntare su un tipo di turismo che guarda all’ambiente, con un’offerta da vivere tutto l’anno e non solo durante l’estate. L’intenzione è quella di valorizzare vecchi percorsi che possono rinascere in chiave turistica, nello specifico, si tratta della riattivazione di vecchi cammini dei pastori sardi in alta montagna del Gennargentu, Supramonte e Perda e ‘Lione.

Itinerari turistico-ambientali che vedranno affascinanti e meravigliosi percorsi in cui il verde della montagna sfocerà nell’azzurro del mare, in cui profumi e colori dei paesaggi stupiranno e regaleranno una nuova immagine della Sardegna stessa caratterizzata nelle sue profondità non solo da bellissime spiagge, ma da tanto altro: profumi, persone, vegetazione, tradizioni, miti e leggende, ma anche gusti indimenticabili.

Ed è anche ciò che permetterà la stesso sviluppo dei suoi borghi, avvolti da fascino, mistero e bellezza con le sue strane storie di popoli e persone che ci hanno vissuto e che ancora oggi mantengono intatti certi modi di vivere. Un turismo alternativo che vedrà legarsi in modo particolare passato e futuro in un mix travolgente e unico, alla scoperta di una terra ancora poco conosciuta in tantissimi dei suoi aspetti.

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