Stefano Mancuso, “Il motore della terra sono le piante”

Green Planet News vi presenta gli ultimi due libri del celebre scienziato e neurobiologo vegetale: L’incredibile viaggio delle piante (2018) e La Nazione delle piante (2019) editi da Laterza

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Stefano Mancuso, scienziato di fama mondiale, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV) dell’Università di Firenze, dove è Professore associato del Dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente. Membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior, ha insegnato in università giapponesi, svedesi e francesi ed è accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili.

Tra le sue pubblicazioni Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale (Giunti Editore, 2013, con Alessandra Viola), Uomini che amano le piante (Giunti Editore, 2014), Botanica. Viaggio nell’universo vegetale (Aboca Edizioni, 2017), Plant Revolution (Giunti Editore, 2017), L’incredibile viaggio delle piante (Laterza 2018) e La nazione delle piante (Laterza 2019).

Stefano Mancuso, ecco i suoi ultimi due volumi

Iniziamo da L’incredibile viaggio delle piante  (2018, Laterza, pp 144, 18,00 euro). Come le piante navigano intorno al mondo, come portano la vita su isole sterili, come sono state in grado di crescere in luoghi inaccessibili e inospitali, come riescono a viaggiare attraverso il tempo, come convincono gli animali a farsi trasportare ovunque.

Sono solo alcune delle incredibili cose raccontate nelle storie che troverete in questo libro. Storie di pionieri, fuggitivi, reduci, combattenti, eremiti, signori del tempo. Descrive la resilienza delle piante in un ambiente che appare sempre più  ostile. Con ironia e delicatezza, per chi volesse iniziare a capire meglio il complesso mondo delle piante e, allo stesso tempo, farsi un’idea degli imprescindibili legami che accomunano il destino di tutti gli esseri viventi presenti sul pianeta.

L’incredibile viaggio delle piante è pieno di aneddoti storici e culturali ed è illustrato dai bellissimi acquarelli di Grisha Fischer. Vuole sfatare alcuni luoghi comuni come quello che le piante sono esseri immobili. Nel libro ci sono molti racconti curiosi e divertenti che dimostrano come le piante sono in grado di espandersi nello spazio e nel tempo.

Ogni pianta una storia

Ogni capitolo è una storia unica, particolare, divertente e toccante. I combattenti di Cernobyl, alberi e piante, storti e feriti riescono a sopravvivere alla follia dell’uomo. Poiché la natura è capace di riprendere possesso del territorio.

La storia degli Hibakujumoku, “alberi che hanno subìto un esplosione atomica” così definiti dal console di Hiroshima in Giappone. La storia dei giacinti d’acqua, una delle piante più infestanti e degli ippopotami in Louisiana. L’ incredibile storia del cocco come frutto divino di August Engelhard, studioso di chimica fisica, che trasferitosi sull’isola di Kabakon (Nuova Guinea) crea una comunità di cocchivori, affermando che se l’uomo si nutrisse solo di noci cocco potrebbe diventare immortale.

La storia della palma più grande in natura (42 kg) con i semi più pesanti (fino a 17kg un singolo seme) chiamata la Lodoicea callypage: Lodoicea dalle belle natiche, inseguito cambiato in Lodoicea maldivica per evitare problemi con Luigi XV di Francia… a voi scoprire il perché. La straordinaria storia “dell’albero della vita” del Baherein, che racconta come una singola pianta arrivata dalle lontane Americhe, sia riuscita a svilupparsi e prosperare per mezzo millennio in un ambiente ostile come quello del deserto. Aria, acqua, animali e la diffusione esplosiva sono i vettori che utilizzano le piante per diffondere i loro semi. Un incredibile viaggio fatto di conoscenza e bellezza.

È la scoperta di un mondo nuovo, dove le piante sono esseri viventi in grado di spostarsi senza gambe e pensare senza cervello, dimostrando di essere veri viaggiatori del tempo, campioni di longevità. Un libro aperto che consiglio a tutti, amanti delle degli alberi e delle piante, ai curiosi e, soprattutto, a chi ha voglia di riflettere e di capire il rapporto fra noi ed il mondo che ci circonda scendendo dal piedistallo dell’egocentrismo.

Perchè la vita è merce rara, come ci ricorda Mancuso.

Le piante? Una nazione

La Nazione delle Piante (2019, Laterza, pp 139, 12,00 euro ) è diverso dal precedente libro. Mentre il primo è una sorta di diario di viaggio che parla della biodiversità, questo è una costituzione vera e propria. Le costituzioni sono quei documenti che raggruppano le leggi fondamentali di uno Stato.Mancuso nell’introduzione afferma che, noi esseri umani non capiamo le piante e che sostanzialmente ce ne freghiamo di loro. Per quale ragione scrivere una costituzione delle piante? Per dare voce alle piante e farle comprendere all’uomo. Sono otto gli articoli della costituzione de La Nazione delle Piante, come otto sono i fondamentali pilastri su cui si regge la vita delle piante, e dunque la vita degli esseri viventi tutti.

È fondamentale capire quanto gli uomini e gli animali sono dipendenti dalle piante. La bellezza e l’importanza de La Nazione delle Piante è che, parlando delle piante e delle loro leggi, Mancuso riesce a parlare anche di noi e dei nostri errori. Chi ha detto che l’uomo è il Signore della terra? Forse solo qualche “veteropapista” o, in altri termini, qualche “papista modernista”.

Meglio gretini che cretini

“Credevate che le superpotenze fossero le vere padrone della Terra o pensavate di dipendere dai mercati di Stati Uniti, Cina e Unione Europea? Be’, vi sbagliavate. La Nazione delle Piante è l’unica, vera ed eterna potenza planetaria. Senza le piante, gli animali non esisterebbero; la vita stessa sul pianeta, forse, non esisterebbe e, qualora esistesse, sarebbe qualcosa di terribilmente diverso.”

Infatti, coi sette miliardi e mezzo di esemplari, l’uomo non è che un decimillesimo nel totale della biomassa terrestre, mentre il regno vegetale, giusto per rendere l’idea, pesa per un 85% sul totale. Darwin ci racconta una magnifica storia di relazioni ecologiche, di rapporti così complessi da connettere in un’unica rete dei viventi, tutto con tutto (articolo 2).

Cosa succederebbe se l’anidride carbonica aumentasse ancora, e con essa il riscaldamento globale? Tema molto caro ai giovani del movimento Fridays For Future (link con articolo), nonostante parecchia idiozia continui a definirli “gretini”.

Mancuso scrive di lasciar fare di nuovo alle piante! Hanno dimostrato in passato di essere in grado di ridurre drasticamente la quantità di CO2. Le piante possono aiutarci. È un libro che invita a imparare dalle piante a vivere in un modo più consapevole, più rispettoso, considerando daccapo la nostra posizione su questo pianeta.

L’organizzazione gerarchica o centralizzata di natura animale è un fallimento, come dimostra Mancuso quando parla di democrazie vegetali diffuse e decentralizzate nel terzo capitolo. Dovremmo tutti stare più attenti ai nostri comportamenti individuali, rispettando l’ambiente che ci circonda, difendendo l’acqua, l’aria, la terra, proprio perché tutti questi elementi rappresentano la vitalità del nostro Pianeta.

Combattere ed evitare la deforestazione, coprire di piante tutte le superficie possibili e immaginabili. Mancuso ci invita a non distruggere le nostre risorse, evitando un modello di sviluppo che, per premiare pochissimi, distrugge la nostra casa comune.

Ci ricorda che siamo a rischio della sesta estinzione. La Nazione delle Piante favorisce il “mutuo appoggio” fra le comunità naturali (articolo 8). Perché in definitiva cosa decide il destino degli esseri viventi, la competizione o la cooperazione? In realtà è la cooperazione la vera forza trainante dei rapporti fra le specie: le piante stesse hanno intrapreso questa lunga cooperazione con gli esseri umani. Impariamo da La Nazione delle Piante, usciamo dalla nostra presuntuosa e piccola bolla. Mica sarà “gretino” pure Mancuso, no?

 

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