Surgelati, consigli pratici per l’acquisto ed il consumo

I surgelati sono pratici, veloci da preparare, perfetti come salva-cena quando hai la dispensa vuota o poca voglia di cucinare. E, dal punto di vista nutrizionale, non hanno nulla da invidiare ai prodotti freschi, a patto di comprarli, conservarli e consumarli nel modo giusto

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L’industria dei surgelati è nata il 6 marzo del 1930, quando l’americano Clarence Birdseye ha lanciato per la prima volta sul mercato le verdure surgelate. I surgelati sono stati e sono tuttora una vera rivoluzione in cucina, perché hanno permesso di prolungare la durata degli alimenti cambiando il modo di cucinare.

Contrariamente a quanto molti credono, i surgelati posso garantire freschezza e qualità esattamente come i cibi freschi se non addirittura di più, dal momento in cui gli ortaggi sono raccolti fino alla surgelazione passano solitamente poche ore.

Quali sono le differenze tra surgelazione, congelazione e refrigerazione?

Surgelazione

È una congelazione ultra rapida ed efficiente. I prodotti raggiungono in brevissimo tempo la temperatura di -18°C, e la rapidità di raffreddamento determina la formazione di micro-cristalli di acqua che non danneggiano la struttura biologica degli alimenti. Le valenze organolettiche e nutrizionali (proteine, vitamine, carboidrati, ecc.), la struttura e il sapore dei cibi rimangono, pertanto, inalterati rispetto al prodotto originale.

La surgelazione si presenta come il miglior sistema di conservazione, grazie allo scrupoloso rispetto della “catena del freddo” in tutto l’iter che l’alimento compie per arrivare, integro, sulla tavola del consumatore.
I Surgelati, Secondo l’articolo 2 del Decreto legislativo 110/92

Congelazione

È un sistema di conservazione che ricorre all’utilizzo del “freddo sottozero”, e può essere di tipo domestico o industriale. I cibi sono portati a temperature tra -7°C e -12°C (che per il pesce e la carne arrivano -18°C) e sono conservati temperature tra -10°C e -30°C.

Al momento della scongelazione si verifica una parziale perdita dei valori nutritivi e organolettici, in particolare negli alimenti con struttura cellulare meno resistente. Pur essendo un metodo efficace per allungare la conservazione dei cibi, la congelazione non permette di bloccare al 100% l’attività degli enzimi, con conseguente deterioramento nel tempo della qualità originaria del prodotto.

Refrigerazione

Nell’ambito della conservazione alimentare si parla di refrigerazione quando gli alimenti sono portati a una temperatura fra 0°C e 10°C. Questo processo rallenta, ma non blocca, il deperimento dei cibi. Ciò fa sì che i prodotti refrigerati possano essere conservati per periodi di tempo limitati: alcuni giorni, massimo due settimane.Surgelati, consigli pratici per l’acquisto ed il consumo

Consigli pratici per l’acquisto ed il consumo dei surgelati:

  • Leggere le etichette, per vedere se al prodotto sono stati aggiunti altri ingredienti, come grassi e zuccheri che aumentano notevolmente l’apporto calorico, per cui meglio optare per prodotti biologici.
  • Controllare i conservanti, in particolare i nitriti (E251), come il nitrito di sodio, che sono nocivi per la salute.
  • Evitare i prodotti surgelati con alimenti addizionati, come per esempio i classici spinaci con formaggio, dove le verdure possono rappresentare solo un 60% del prodotto, mentre il resto è formaggio, con un aumento considerevole dell’apporto calorico per grassi aggiunti.
  • Evitare la carne surgelata impanata poiché contiene farine di vario tipo che, anche in questo caso, aumentano l’apporto calorico.
  • Controllare la data di scadenza, non solo per acquistare un prodotto che potremo conservare per un certo periodo di tempo, ma anche per renderci conto della bontà del prodotto (se per esempio si tratta di un pesce grasso con data di scadenza a due anni non va bene).
  • Per il pesce, scegliere le confezioni di plastica sottovuoto e trasparenti, che permettono di vedere l’alimento e che, unendo alla bassa temperatura anche la mancanza di ossigeno, offrono una conservazione ottimale.
  • Evitare le confezioni ricoperte di brina, che sta ad indicare che gli alimenti hanno subito variazioni di temperatura.
  • Utilizzare le buste apposite per il trasporto e, una volta a casa, riporre gli alimenti in freezer entro due ore dall’acquisto, o comunque il prima possibile, soprattutto in estate pulire e sbrinare il freezer di casa regolarmente, per una buona conservazione.
  • Scongelare lentamente i cibi nel frigorifero, tirandoli fuori dal congelatore la mattina per la sera o la sera per la mattina, oppure usare il microonde.
  • Non scongelare prodotti a temperatura ambiente o direttamente a bagno in acqua, specie se sono di origine animale. In generale, passare i surgelati sotto l’acqua comporta la perdita di sali e vitamine.
  • Mai scongelare in acqua calda, si rischia di “cuocere” la parte esterna degli alimenti. In caso di necessità, un prodotto surgelato può essere scongelato rapidamente ponendolo in un sacchetto di plastica stretto e chiuso da immergere in acqua fredda, questo metodo permette di limitare la dispersione di sostanze nutritive.
  • Una volta scongelati, consumare gli alimenti surgelati entro 24 ore e non ricongelarli. E’ preferibile non ricongelare i cibi surgelati dopo averli scongelati, per questioni sia di sicurezza che di qualità del prodotto. Il rischio è che il nuovo congelamento avvenga troppo tempo dopo lo scongelamento, o dopo uno scongelamento inadeguato (per esempio, a temperatura ambiente per un periodo troppo lungo) e che quindi l’alimento abbia subito una contaminazione batterica: meglio, allora, non rimetterlo in freezer.
  • È consigliabile osservare attentamente le linee guida riportate sulla confezione, che indicano come conservare al meglio il prodotto per preservarne le caratteristiche organolettiche.

I prodotti freschi, di per sé, restano la scelta migliore, soprattutto per alcuni alimenti che, surgelati, tendono a modificare la loro consistenza, cambiando sapore o perdendo parte delle lor proprietà nutrizionali. Alimenti come l’aglio, la cipolla, i peperoni verdi dolci, la salvia, i chiodi di garofano e i fritti; fra gli ortaggi la lattuga, i pomodori, il sedano, i cetrioli e altre verdure da insalata.

Qual è l’impatto dei surgelati sull’ambiente?

Le ricerche mostrano che il consumo di surgelati ha un impatto sull’ambiente minore rispetto a molti altri alimenti, perché le fasi di produzione dei surgelati permettono di contenere gli sprechi e garantiscono un risparmio alle famiglie.

Ecco alcuni dei motivi:

  • Gli scarti di produzione vengono gestiti e smaltiti direttamente dalle aziende.
  • Ci sono meno sprechi di cibo perché si consuma il 100% di ciò che viene acquistato, e ciò facilita anche la raccolta differenziata.
  • I surgelati hanno una lunga conservazione, quindi si ha più tempo a disposizione per consumarli, di conseguenza gli sprechi saranno minori in quanto sarà più difficile che essi si deteriorino a tal punto da essere buttati via, ciò significa meno spreco e un minore impatto sull’ambiente.
  • Con i surgelati si risparmia sull’acqua, poiché tutti gli ortaggi nella confezione saranno già puliti e lavati, e si risparmiano anche risorse energetiche per la cottura, poiché i tempi di preparazione sono minori.

Fonte: Istituto Italiano Alimenti Surgelati

Foto: Pixabay

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