Un Piano del Cibo per Castel Del Giudice

Il borgo situato tra l’Alto Molise e l’Abruzzo ha deciso di adottare una politica alimentare a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, anche nel turismo. Un progetto pionieristico nel Centro-Sud Italia, che abbatte sprechi alimentari, uso della plastica e guarda al tutto biologico

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Un Piano del Cibo come modello per le politiche alimentari a favore dell’ambiente e dello sviluppo integrato e sostenibile del territorio. Il Comune di Castel Del Giudice, borgo in provincia di Isernia, al confine tra l’Alto Molise e l’Abruzzo,  ha approvato il progetto, iniziativa all’avanguardia che coinvolge 200 città nel mondo, firmatarie del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP).

Il Centro-Sud come modello dunque e simbolo di resilienza delle aree interne dell’Appennino per le pratiche virtuose di rigenerazione territoriale e sociale. Tra queste, ricordiamo la creazione del meleto biologico Melise con il recupero di terreni abbandonati e la realizzazione dell’albergo diffuso Borgotufi, nato da case e stalle in disuso.

Il programma

Il programma, ufficializzato con delibera del consiglio comunale che si è riunito il 15 marzo 2019, stesso giorno dello sciopero globale per il clima, punta ad organizzare azioni ed attività per la riduzione degli sprechi alimentari, l’uso oculato del suolo, la tracciabilità dei prodotti, la valorizzazione della filiera delle produzioni locali e l’organizzazione di turismo esperienziale.

Un Piano del Cibo per Castel del Giudice
Consiglio comunale Piano del Cibo

Alla base del progetto, l’indiscutibile capacità di innovazione e valorizzazione ambientale che Castel Del Giudice rappresenta e la tutela della biodiversità agroalimentare nel rispetto delle culture e tradizioni del luogo. Nato su input del professore dell’Università del Molise Davide Marino (esperto di agroalimentare, contabilità ambientale e servizi ecosistemici), il progetto coinvolge tutte le realtà imprenditoriali e sociali di Castel del Giudice, i professionisti e gli attori attivi sul territorio.

“Si tratta di uno strumento concreto – ha spiegato Davide Marino – per riorganizzare il sistema alimentare locale e coordinare la filiera agroalimentare in ogni passaggio, dalla coltivazione al post-consumo, e creare un modello replicabile in altri territori, secondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”.

Il Consiglio del Cibo di Castel Del Giudice si riunirà mensilmente con lo scopo di monitorare l’avanzamento del progetto e rappresentare le istanze degli stakeholder locali. Sono stati scelti come coordinatori Giampiero Mazzocchi, ricercatore dell’Università del Molise e dell’Università Sapienza ed esperto di politiche alimentari e Manuela Virtuoso, esperta di animazione territoriale e orientamento professionale e titolare dell’agenzia PanariumLab.

Piano del Cibo, quattro aree di riferimento

Quattro le macro-aree di riferimento – Castel Del Giudice Comunità del Cibo, Agricoltura e Sociale, Castel Del Giudice Laboratorio Permanente, Green Community – che puntano a fare di Castel Del Giudice un punto di riferimento nelle politiche alimentari.

In che modo? Incentivando forme di filiera corta, produzioni biologiche, turismo esperienziale, innovazioni in ottica di economica circolare e nella tutela dell’ambiente, salute e biodiversità, come l’abolizione della plastica e dei pesticidi.

“Castel Del Giudice in linea con il percorso che negli anni lo ha reso un esempio per le politiche ambientali e di rinascita dei piccoli comuni spopolati – ha sottolineato il sindaco Lino Gentile – punta sul cibo del territorio come motore di sviluppo locale, con l’obiettivo di fare rete sia con i comuni vicini, sia a livello regionale, con le realtà rurali e quelle urbane”.

Le azioni programmate nel dettaglio

Tra le azioni programmate nel progetto Castel Del Giudice Comunità del Cibo si prevede l’organizzazione di forme di filiera corta con vendite dirette delle produzioni locali (mele, cibo viola, birra agricola basata sulla coltivazione di luppoli autoctoni, il miele dell’alveare di comunità, pani con grani antichi) e forme innovative di agricoltura per ricostruire i rapporti tra produttori e consumatori.

A questo scopo è stata istituita quella che viene definita CSA, Comunità che Supporta l’Agricoltura. Si tratta di un sistema che supera la logica del supermercato, tagliando gli intermediari e valorizzando il lavoro e le produzioni alimentari del luogo, attraverso abbonamenti che i consumatori possono acquistare con la certezza di comprare cibo direttamente dai produttori.

Altri terreni inutilizzati saranno recuperati, facendo leva sul marchio Prodotti della Montagna. Lo scopo è quello di promuovere la biodiversità locale e i preziosi alimenti forniti dalla natura, come tartufo, funghi, prodotti del sottobosco e erbe officinali.

Un Piano del Cibo per Castel del Giudice
Albergo diffuso Borgotufi

Nel campo del Sociale, gli ospiti della casa di riposo saranno coinvolti nella gestione di spazi verdi e produzione di cibo biologico da consumare all’interno delle comunità; gli orti saranno resi coltivabili favorendo l’inserimento di famiglie di migranti per renderle autosufficienti dal punto di vista economico; saranno organizzati laboratori di educazione ambientale e alimentare con le scuole.

Tra gli altri obiettivi, il Comune di Castel Del Giudice punta al cento per cento bio che, secondo step graduali, dovrà portare alla conversione di tutte le produzioni agricole al biologico, mettendo al bando ogni tipologia di pesticidi.

Green Community

Castel Del Giudice vuole inoltre realizzare una Green Community, azzerando lo spreco alimentare nei ristoranti e promuovendo sempre più innovazioni in ottica di economica circolare. Tra le azioni previste, sarà ridotto l’uso della plastica e degli imballaggi, utilizzando oggetti biodegradabili anche durante le feste del paese e gli eventi. Sarà, infine, un comune carbon free, ovvero con un bilancio energetico almeno neutro.

Ci saranno sempre più laboratori di sostenibilità, luoghi di incontro per iniziative, convegni, corsi di formazione sui temi ambientali, ampliando le proposte turistiche con attività esperienziali e rurali. Per fare del “green” una pratica quotidiana.

 

 

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